Il presidente del Cagliari Giulini analizza il momento dei rossoblù, promuove il lavoro di Fabio Pisacane e dice la sua sul futuro della Nazionale italiana e sulle priorità del calcio italiano.
Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ha fatto il punto sulla situazione del club dal ritiro estivo, soffermandosi sul lavoro di Fabio Pisacane, sul mercato e anche sul delicato momento che sta attraversando la Nazionale italiana. Come riportato da TuttomercatoWeb, il numero uno rossoblù ha ribadito la fiducia nel progetto tecnico e nella crescita della squadra.
“Siamo un cantiere aperto, abbiamo tanti giovani, si iniziano comunque a vedere le richieste del mister. Cercheremo di rendere orgogliosi i nostri tifosi come lo scorso anno”, ha dichiarato Giulini.
Il presidente ha poi speso parole importanti per l’allenatore Fabio Pisacane: “L’ho conosciuto umanamente come calciatore e poi come allenatore, c’è stima e affetto. Sono veramente contento che abbia fatto bene al primo anno e gli auguro di fare ancora meglio il prossimo. Noi come società dovremo essere brava a puntellare la squadra per mantenere la categoria”.
Giulini ha parlato anche delle strategie di mercato: “Stiamo cercando di tenere i migliori. La cessione di Gaetano è stata sofferta, ora speriamo di tenere gli altri giocatori importanti in rosa e speriamo di darli alla Nazionale come successo con Caprile e Palestra”. Tra i giovani più promettenti ha indicato Alessandro Romano: “Mi piace dire uno di quelli appena arrivati, che abbiamo seguito per molto tempo, che è Alessandro Romano. Mi piacerebbe vederlo in maglia azzurra e non con la Svizzera”.
Il numero uno del Cagliari ha inoltre difeso Sebastiano Esposito dopo le recenti polemiche: “Oggi Sebastiano fra tutti è quello che più si avvicina ad una convocazione in Nazionale, è un talento unico. Sono convinto che restando qua un altro anno si meriterà una convocazione in Nazionale”.
Infine, Giulini ha commentato il momento della FIGC: “La scelta di Maldini e Leonardo era stata una scelta avveduta, ho trovato però un po’ testardo l’accanimento nel voler portare un allenatore non ancora affermato. Ora sono felice che il nostro amico Ranieri e magari anche Zola possano prendere il loro posto, entrambi sarebbero molto utili al movimento calcistico italiano”.
Sulle priorità del sistema calcio ha concluso: “Io fossi il governo interverrei sulle infrastrutture, quindi gli stadi. In Italia non si è fatto quasi nulla negli ultimi decenni al netto degli investimenti dei privati con Juventus, Udinese e Atalanta. Questa è la priorità assoluta, indipendentemente dall’Europeo 2032 che magari riusciremo ad ospitare, magari no. Anche Coverciano deve essere fatto diventare un centro tecnico d’eccellenza. E poi sui settori giovanili, dobbiamo farlo sempre di più e qua i club hanno responsabilità. Il rinnovamento parte dai settori giovanili e non dagli acquisti di decine di stranieri”.
