Cristian Brocchi riapre il dibattito sui giovani: tra talenti “boicottati” e club che preferiscono l’usato sicuro, ecco perché il calcio italiano fatica a lanciare i suoi gioielli.
Il dibattito sulla valorizzazione dei giovani calciatori italiani si accende nuovamente, alimentato dalle parole di Cristian Brocchi. Durante la trasmissione “Fuoriclasse” su DAZN, l’ex tecnico del Milan ha lanciato un monito chiaro: “Non voglio sentire i direttori dire che non abbiamo talenti in Italia, non è vero. Ne abbiamo tanti su cui puntare”. Come analizzato da calciomercato.com, il cuore della questione non riguarda l’assenza di qualità, ma la carenza di coraggio nel concedere spazio a chi merita.
La realtà, spesso, sta nel mezzo. Se è vero che i fuoriclasse assoluti non abbondano, è altrettanto innegabile una tendenza all’autolesionismo da parte dei club, che preferiscono investire su profili esteri mediocri piuttosto che promuovere i propri gioielli. Il caso di Niccolò Pisilli alla Roma è emblematico: inizialmente accantonato per dare spazio a Enzo Le Fee, il ragazzo ha dovuto lottare il doppio per dimostrare il proprio valore. Dinamica simile per Bartesaghi al Milan, che ha scalato le gerarchie superando Estupinan solo grazie a una manifesta superiorità tecnica.
L’esempio più lampante di questo corto circuito è però Marco Palestra. Il classe 2005, considerato da molti il prospetto più interessante del panorama nazionale, ha faticato a trovare minuti nell’Atalanta. Nonostante la rinomata capacità di Gasperini nel lanciare giovani, lo scorso anno Palestra ha collezionato appena 217 minuti, vedendosi preferire un Cuadrado ormai a fine carriera. Come riporta calciomercato.com, la Dea ha scelto di non impiegarlo neanche in Under 23 per tenerlo “al centro del progetto”, salvo poi cederlo in prestito secco al Cagliari in estate per permettergli di giocare.
A Bergamo, Juric ha preferito puntare sull’usato sicuro di Zappacosta e Bellanova, dando però fiducia al mancino Bernasconi. Sebbene la scelta di Bernasconi si sia rivelata azzeccata, resta il rammarico per quella che poteva essere una coppia di esterni tutta italiana, giovane e futuribile. Il coraggio che è mancato ai grandi club lo ha mostrato il Cagliari di Pisacane, capace di scommettere su un talento che oggi molti vorrebbero vedere stabilmente in Nazionale. In definitiva, i vari Palestra, Pisilli e Bernasconi dimostrano che il talento esiste: manca solo la volontà politica e sportiva di non intasare le rose con alternative straniere che nulla hanno in più dei nostri ragazzi.

