FENUCCI BOLOGNA

L’ad rossoblù Fenucci fa chiarezza sulle uscite e sui rinnovi di Orsolini e Lucumì: “Non siamo vicini, serve compatibilità economica”

Nel giorno della presentazione ufficiale dei nuovi acquisti Simon Sohm ed Eivind Helland, l’amministratore delegato del Bologna, Claudio Fenucci, ha fatto il punto anche sulle recenti mosse di mercato in uscita e sulla situazione contrattuale di due pedine fondamentali come Riccardo Orsolini e Jhon Lucumì. Le sue dichiarazioni sono state riportate da Sky Sport.

Sul mercato in uscita, Fenucci ha spiegato che ogni operazione è stata frutto di valutazioni specifiche: “Quello che abbiamo fatto ha motivazioni differenti. Per quanto riguarda gli attaccanti, posso dire che allenare tre punte era complesso e quindi si è deciso di lasciare solo due”. Il riferimento è alla partenza di Ciro Immobile, su cui ha aggiunto: “È stato un professionista esemplare, un ragazzo d’oro, ma era meglio per entrambi separarsi”.

Particolarmente sentita la separazione da Giovanni Fabbian, ceduto in prestito con obbligo di riscatto alla Fiorentina: “Per noi Fabbian è stato come un figlio, ma è un’operazione che andava fatta. Sohm può giocare sia sulla trequarti che in mediana, e ci garantisce maggiore versatilità. Inoltre, l’obbligo di riscatto in caso di salvezza della Fiorentina ci consente di programmare con più lucidità il prossimo mercato estivo, che dovrà essere molto intelligente qualora non dovessimo partecipare alle Coppe”.

Anche l’addio di Holm è stato motivato da ragioni tecniche e caratteriali: “Aveva il desiderio di giocare sempre e aveva manifestato insoddisfazione. Qui nessuno può avere il posto assicurato, quindi abbiamo deciso di puntare su un giocatore predisposto al normale turnover”.

Capitolo rinnovi: la situazione è delicata. “Stiamo incontrando gli agenti, ma non siamo vicini ai rinnovi di Orsolini e Lucumì. C’è volontà da parte loro di restare, ma tutto dipenderà dalla compatibilità economica tra domanda e offerta”. Fenucci ha poi sottolineato le difficoltà di bilancio: “Negli ultimi sei anni abbiamo avuto 4 miliardi di perdite. Questo è un parametro che crea problemi. Abbiamo sempre reinvestito ciò che abbiamo guadagnato, sia acquisendo nuovi giocatori che alzando il monte ingaggi”.