Il nuovo allenatore rossoblù Palladino ha parlato alla vigilia del debutto sulla panchina del Bologna: modulo, Orsolini, Bernardeschi.
È ufficialmente iniziata l’era di Raffaele Palladino sulla panchina del Bologna. Il nuovo allenatore rossoblù, subentrato all’esonerato Domenico Tedesco, è stato presentato alla stampa presso il centro tecnico “Nicolò Galli”. Come riportato da TuttomercatoWeb, il tecnico ha affrontato numerosi temi, dal sistema di gioco alle condizioni della squadra, passando per gli obiettivi del nuovo corso.
Sulla possibilità di passare alla difesa a tre: “Nel mio percorso da allenatore ho avuto la fortuna di cambiare diversi sistemi di gioco e ho molta esperienza su 3 moduli. Ogni allenatore deve essere flessibile in base agli interpreti che si hanno. Credo che questa squadra sia stata costruita per giocare a 4, ma ha potenzialità anche per una difesa a 3. Può essere una squadra camaleontica. Vedremo nel corso della stagione se passare ad una difesa a 3, ho percepito grande predisposizione da parte del gruppo per cambiare. Bisogna solo lavorare a testa bassa con grande impegno. All’inizio si dovrà avere un po’ di pazienza ma ho percepito apertura nel recepire i miei principi”.
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Palladino ha poi parlato della sua prima impressione sul gruppo: “Sono entrato da due giorni ma mi interessa stare il più possibile con la squadra. Oggi abbiamo fatto una doppia seduta perché devo capire le loro sensazioni, le loro emozioni e conoscerli il più possibile. Ogni minuto è importantissimo per cercare di ottenere il massimo già sabato. In questo momento dobbiamo cercare di dare qualcosa ai tifosi e alla società. Dobbiamo ritrovare l’entusiasmo che il Bologna ha sempre avuto e sono sicuro che lo ritroveremo”.
Interessante anche il passaggio su Orsolini e Bernardeschi: “Riccardo è rientrato oggi e l’ho visto bene. Orsolini e Bernardeschi sono una coppia formidabile e cercherò sempre di mettere giocatori di qualità in campo: più ne abbiamo e meglio è. Ci sono due fasi, quella di possesso e quella di non possesso, e dovremo difendere tutti insieme. Il mio credo è che i primi difensori devono essere gli attaccanti e ci sono le basi per fare bene”.
Sul lavoro immediato: “Innanzi tutto far bene sabato, poi sfruttare la sosta perché per noi sarà una sorta di mini ritiro. Dovremo migliorare la condizione fisica. Poi non dobbiamo porci limiti e guardare la classifica, ma lavorare sodo senza porci limiti”.
Il tecnico ha poi spiegato le motivazioni che lo hanno spinto ad accettare: “Qui ho sentito grande fiducia e in pochissimo tempo ci siamo messi d’accordo. Sentivo che in questo momento della carriera avevo bisogno di aprire un nuovo ciclo e costruire qualcosa di importante. Sono una persona che si fida delle sensazioni a pelle e qui ho sentito subito la scintilla. Sono ambizioso e la società è come me: i ragazzi devono sentirsi allo stesso modo. Questo è un club importante con grandissimi tifosi che meritano il meglio”.
Per quanto riguarda l’attacco, Palladino ha parlato di Piccoli e Dovbyk: “Piccoli lo conosco bene, credo molto in lui, così come in Dovbyk anche se purtroppo è stato fermo molto tempo, ma vogliamo rimetterlo nelle giuste condizioni. Poi c’ è anche Enem. Abbiamo una bella batteria di centravanti e dobbiamo portarli a segnare il più possibile”.
Infine, sul suo arrivo in corsa e sul lavoro psicologico: “Sono abituato ad entrare in corsa. In breve tempo bisogna cercare di capire quali problemi ci sono stati. Il mio diventa anche un lavoro psicologico, oltre all’aspetto tecnico da curare. Questo gruppo ha fatto grandi cose in passato e oggi non merita di stare lì sotto, seppure raccogliendo meno di quanto meritasse”.
