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Dopo l’assemblea di Lega, il consiglio federale straordinario di oggi sarà decisivo per il futuro del mercato azzurro. De Laurentiis attacca, Milan contrario.

Il clima in Serie A è sempre più teso. All’indomani dell’assemblea di Lega, il caso legato al blocco del mercato del Napoli ha scatenato un acceso confronto tra i club. Il nodo resta l’indicatore del costo del lavoro allargato, che impedisce al club di Aurelio De Laurentiis di operare in entrata. Il Napoli è stato costretto a muoversi a saldo zero, nonostante – come riportato da Calcio&Finanza – al 30 giugno 2025 possa contare su riserve di liquidità pari a 174 milioni di euro.

Tali risorse, però, non sono considerate dalla FIGC ai fini del rispetto dei parametri, in quanto ritenute a disposizione degli azionisti. Proprio su questo punto si è concentrata l’ultima assemblea di Lega, dove – con 16 voti favorevoli, 1 contrario e 3 astenuti – è stata approvata una delibera che propone di includere anche le liquidità accantonate tra i criteri per rientrare nei limiti imposti.

La delibera sarà sottoposta oggi, mercoledì 21 gennaio, al vaglio del consiglio federale straordinario convocato dalla FIGC. Una variabile che potrebbe cambiare tutto da un momento all’altro.

Durante l’assemblea, il presidente del Napoli è stato protagonista di un acceso scontro verbale con altri dirigenti. De Laurentiis ha definito “paradossale” il blocco del mercato e ha minacciato azioni legali contro la federazione. Le sue argomentazioni hanno acceso il dibattito, ma non hanno convinto tutti: il Milan ha votato contro la proposta, mentre Juventus, Inter e Roma si sono astenute.

Secondo Tuttosport, questa frattura riflette anche la rivalità sportiva tra i club, specie in ottica Scudetto e qualificazione Champions League. Le perplessità espresse da figure di rilievo come Giorgio Chiellini (Juventus) e Giuseppe Marotta (Inter) hanno contribuito a raffreddare il fronte favorevole allo sblocco.

La situazione resta delicata. Se la FIGC dovesse approvare la delibera, il Napoli potrebbe tornare subito operativo sul mercato, garantendo ad Antonio Conte i rinforzi richiesti. Tuttavia, l’assenza di unanimità apre la porta a possibili ricorsi, con il Milan che potrebbe impugnare la decisione.