L’Inter fallisce l’ennesima occasione di un campionato in cui troppe volte ha potuto dare lo strappo e non c’è riuscita: dopo un primo tempo pessimo la squadra di Luciano Spalletti migliora ma non riesce a far male all’Atalanta.
A Bergamo l’Inter non passa. Una sola vittoria negli ultimi dieci anni, risalente alla stagione 2014-2015, nella sfida tutta nerazzurra con l’Atalanta all’Atleti Azzurri d’Italia: questa è una delle più amare, perché significa solo aggancio a Lazio e Roma ma con una partita in più, con inevitabilmente almeno una delle due romane che si porterà sopra domani nel derby. Dalle tre trasferte consecutive l’Inter esce senza aver fatto manco un gol e con la sensazione di aver buttato via molto di ciò che di buono aveva costruito dalla vittoria col Benevento a quella col Verona, sia in fatto di punti sia in fatto di gioco, perché oggi c’è stato un netto passo indietro anche dal punto di vista della qualità, dopo essere stata sfortunatissima nel derby e a Torino. Luciano Spalletti, costretto a rinunciare a Marcelo Brozović (squalificato), Antonio Candreva (non al meglio e in panchina per tutti i 90′) e Matías Vecino (infortunato), si è inventato un 3-4-2-1 che non ha affatto funzionato, soprattutto nel primo tempo dove i suoi sono stati mandati in crisi dall’Atalanta, sprecona in avvio con Alejandro Gómez e vicina al vantaggio in tre circostanze con Musa Barrow, sorpresa di Gian Piero Gasperini e all’esordio da titolare. Poi nella ripresa, quando i bergamaschi sono calati, l’Inter non ha avuto la forza di trovare quell’acuto vincente che avrebbe significato tantissimo: c’è andato vicinissimo Rafinha Alcântara, ma il suo sinistro è finito alto non di poco per una delle tante opportunità buttate al vento in queste ultime tre partite. Altri due punti mancati che complicano ulteriormente la corsa Champions League, così come si complica quella per l’Europa League dell’Atalanta: due punti nelle tre sfide di aprile e ora Fiorentina e Milan possono scappare.
PRIMO TEMPO
Borja Valero è costretto a un salvataggio difensivo dopo appena trenta secondi per anticipare Cristante su errore di D’Ambrosio, complice la forte aggressione dell’Atalanta che al 3’ va al tiro con Caldara sugli sviluppi di un corner. La migliore occasione di marca orobica arriva subito, al 5’, con una combinazione fra Gómez e Cristante a mandare il Papu solo davanti a Handanović (in posizione irregolare: pessimo João Cancelo nel non tenere la linea) ma l’argentino si divora l’1-0 calciando sul fondo. Un quarto d’ora bruttissimo da parte dell’Inter, sfilacciata e per niente a suo agio nel nuovo sistema di gioco, tanto che Spalletti proprio al 15’ inverte i due laterali di difesa D’Ambrosio e Miranda. Non è che cambi tantissimo: dopo un sinistro a lato di Rafinha (18’) Gosens lancia in profondità Barrow che prende il tempo a Miranda ma Handanović salva sul primo palo, l’attaccante gambiano schierato al posto di Cornelius e Petagna (quest’ultimo squalificato) ne ha anche altre due, al 27’ con erroraccio di João Cancelo a favorire la discesa di Gosens per il cross basso deviato dal Primavera sul fondo, poi alla mezz’ora con un traversone del Papu per il colpo di testa sempre di Barrow respinto molto bene da Handanović in tuffo. Sul contropiede da quest’azione prima vera grossa palla gol pure per l’Inter, con gran palla d’esterno di Rafinha per Perišić sul centro-sinistra, mancino del croato potente solo troppo centrale e Berisha alza sopra la traversa. Quasi solo lanci lunghi da parte degli ospiti, spesso facile preda dell’Atalanta ma in una circostanza la giocata dà i suoi frutti: a tre minuti dall’intervallo l’ex Gagliardini fa partire in campo aperto Perišić da posizione opposta rispetto alla chance precedente, qui il destro è angolato forse troppo e sfiora il palo a Berisha battuto. Il tempo si chiude con una conclusione di Cristante parata in due tempi da Handanović.
SECONDO TEMPO
Dura solo 45′ la partita di Musa Barrow, rimpiazzato dopo l’intervallo da Andreas Cornelius che perde praticamente tutti i duelli con Miranda facendo infuriare Gasperini. Sugli sviluppi di un corner controcross di Hateboer mal gestito da Icardi e Masiello col destro trova una deviazione sfiorando l’1-0 (51′), ma poi l’Atalanta non si vede più e arretra pericolosamente il proprio baricentro. L’Inter però non è brava a gestire la ripresa, crea poco e costruisce ancora meno, ci prova Santon al 62′ con una discesa chiusa da un destro che non prende il giro, mentre al 70′ su cross di João Cancelo (prima iniziativa degna di nota del portoghese, fra i peggiori per un’ora) Icardi di testa spedisce alto. È questo il momento più produttivo dell’Inter, che un minuto dopo avrebbe pure la palla d’oro per passare: su cross di Perišić Icardi fa sponda per Rafinha che calcia malamente col sinistro molti metri sopra la traversa. Gol buttato dal brasiliano, nella sua ultima giocata perché poi Spalletti lo toglie per far posto a Éder, invisibile se non fosse per una bella punizione dai venticinque metri all’80’ ben respinta da Berisha. L’Atalanta non ne ha più ma l’Inter non preme come dovrebbe, nel finale cross da destra di João Cancelo e colpo di testa di Perišić sul fondo.
L’Inter poteva essere sopra Lazio e Roma, gestendo così il derby capitolino di domani sera, invece finisce soltanto a pari punti e si trova costretta a sperare in un risultato che la mantenga almeno al quarto posto. Prossima partita martedì sera contro il Cagliari nell’anticipo del turno infrasettimanale, poi toccherà all’Atalanta mercoledì pomeriggio a Benevento: per entrambe una delle ultime possibilità di riprendere la corsa verso il proprio obiettivo.
IL TABELLINO
Atalanta (3-4-1-2): Berisha; Tolói, Caldara, Masiello; Hateboer, de Roon, Freuler, Gosens (80′ Castagne); Cristante (85′ Mancini); Barrow (46′ Cornelius), A. Gómez. Allenatore: Gasperini
Inter (3-4-2-1): Handanović; Škriniar, Miranda, D’Ambrosio; João Cancelo, Gagliardini, Borja Valero, Santon (90′ Karamoh); Rafinha (72′ Éder), Perišić; Icardi. Allenatore: Spalletti
Arbitro: Daniele Doveri della sezione di Roma 1 (Vivenzi – Lo Cicero; Calvarese; VAR Damato; A. VAR Ranghetti)
Ammoniti: Miranda, Borja Valero (I), Tolói, Caldara, Masiello, Mancini (A)
[Immagine presa da corrieredellosport.it]

