SARRI

Sarri analizza l’ultima amichevole e indica la strada da seguire: lavoro sul campo, crescita tattica e pazienza durante la fase di transizione.

L’Atalanta chiude la propria preparazione estiva con il successo contro l’Athletic Club alla New Balance Arena. Al termine dell’ultima amichevole, Maurizio Sarri ha analizzato il momento della squadra, indicando gli aspetti sui quali intervenire nei prossimi giorni. Le dichiarazioni del tecnico sono state riportate da TuttomercatoWeb.

TABELLINO ATALANTA – ATHLETIC BILBAO

“La partita è stata molto ordinata, su discreti livelli, ed è già tanto visto il momento della preparazione a cui siamo. C’è da progredire parecchio, abbiamo 6-7 giorni per un miglioramento in vista di una partita importante”.

Sarri non ha risparmiato critiche sul tema del mercato, spiegando di voler concentrare le proprie energie esclusivamente sul lavoro sul campo: “È una delle cose più pallose del calcio, come si dice in Toscana. Sentir parlare solo di quello è un insulto al lavoro e alla mia professione. Mi pare che non sia stato fatto quasi da nessuno fino ad adesso: i Mondiali hanno ostacolato le trattative, resta aperto due mesi e si decide tutto nell’ultima settimana”.

Sul possibile arrivo di un esterno d’attacco e di un centrocampista, il tecnico ha poi aggiunto: “Giuntoli è uno dei direttori sportivi più scaltri e importanti del panorama europeo, se si prospettano occasioni ci sarà. Io sono un uomo di campo, non disperdo le mie energie sul mercato che per me è incontrollabile. Kristensen è un buon giocatore, ha le basi per diventare forte anche nella difesa a quattro: serve tempo”.

Infine, Sarri ha evidenziato alcune criticità tattiche: “Dobbiamo velocizzare molto le uscite ed essere più fluidi, i difensori devono imparare a non muovere la palla da fermi, ma anzi a sfidare gli attaccanti per farli uscire. Da Raspadori, che stimo, mi aspetto molto di più. Gaetano non è responsabile se non entra nei fraseggi, la palla girava troppo in orizzontale e non riuscivamo a innescarlo anche perché veniva più filtrato e marcato. La transizione sarà comunque lunga e difficile, ci saranno momenti di grande difficoltà in cui dovremo abbassare la testa e lavorare”.