Il tecnico del Frosinone celebra il successo contro la Fiorentina e sottolinea il lavoro quotidiano della squadra: “Non c’è un segreto. Conta il lavoro quotidiano e la disponibilità che ti danno i calciatori”.
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Il Frosinone conquista una vittoria pesante sul campo della Fiorentina e al termine della gara, disputata allo stadio Artemio Franchi di Firenze, Massimiliano Alvini ha commentato il successo in conferenza stampa. Il tecnico giallazzurro ha sottolineato il valore della prestazione, senza però nascondere i meriti degli avversari. Le dichiarazioni sono state raccolte da TUTTOmercatoWEB.com, fonte della conferenza post-partita.
“In una serata così bella e importante, voglio mandare un messaggio alla comunità di Fucecchio che ieri ha avuto un lutto di un suo famoso cittadino a cui dedico la vittoria. Gianluca era una grande persone e gli dedico la vittoria. Per quanto riguarda il match, sono felice perché non era facile e il risultato è stato più ampio di quello che meritavamo: la Fiorentina ha fatto una gara tosta”.
Alvini ha poi evidenziato l’identità mostrata dalla sua squadra, una caratteristica che il tecnico considera fondamentale per affrontare anche gli appuntamenti più complicati della stagione.
“Cerchiamo di giocare sempre così, anche contro la Juventus. Noi abbiamo una nostra identità, poi dipende dalle partite: poi puoi vincere o meno, ma c’è sempre voglia di far bene”.
Sul segreto del successo, l’allenatore del Frosinone ha attribuito il merito soprattutto al lavoro quotidiano e alla disponibilità del gruppo, chiamato a convivere anche con le dinamiche del mercato.
“Non c’è un segreto. Conta il lavoro quotidiano e la disponibilità che ti danno i calciatori. Il mercato ti toglie energie e devo fare i complimenti ai calciatori”.
Infine, Alvini ha parlato della propria idea di calcio e della necessità di rendere il Frosinone una squadra riconoscibile, soffermandosi anche sul mercato e sul ruolo dell’allenatore nella gestione dei nuovi arrivati.
“Mi ricordo l’intervista di questa estate in cui parlai della mia Ferruzza. Io credo che l’allenatore debba essere riconoscibile. Io non penso che se porti la Fiorentina nella tua area di rigore porti a casa il risultato, dunque bene provarsela a giocare. Importante avere le idee precise e trasmetterle. Io del mercato non determino, determino sul campo nel lavoro quotidiano se fatto bene o male. Non so cosa sarà il mercato, quando arrivano i calciatori bisogna creare relazioni, metterli dentro. Non spetta a me decidere”.
