Terzo pareggio consecutivo per i nerazzurri, nel posticipo che ha chiuso la quindicesima giornata di campionato non è bastata una doppietta del ritrovato Palacio per portare a casa i tre punti, Sansone (due gol anche lui) e Parolo su orrore di Handanovic hanno permesso ai gialloblù di uscire dal Meazza con un punto in tasca.

 

Se non è 1-1 è 3-3: quando l'Inter pareggia non si scappa da questi due risultati, così come non si può non sottolineare la serie infinita di occasioni perse per avvicinarsi alle zone alte della classifica. Ormai da quasi due mesi a questa parte alla squadra di Mazzarri riesce poco o niente, i gol continuano ad arrivare con una buona puntualità (è pur sempre il miglior attacco) ma dietro sembra di essere tornati ai disastri dell'anno scorso, le pessime prestazioni difensive stanno sciupando quanto di buono i (pochi) uomini offensivi creano e i punti persi stanno diventando così tanti da perdere il conto. Servirà un massiccio investimento sul mercato a gennaio, nella prima sessione da presidente per Erick Thohir (poveraccio, gli verrà il mal di testa a furia di vedere nel cuore della notte indonesiana il suo nuovo club in difficoltà), per riagguantare quel treno per la Champions che a furia di aspettare inizia a scappare via, dato che nemmeno stasera i nerazzurri hanno racimolato punti sul Napoli, curiosamente bloccato con lo stesso risultato dall'Udinese ventiquattro ore prima e prossimo avversario in quello che può essere già da ora rinominato come "lo spareggio delle occasioni perse". I paragoni con il girone di ritorno della passata stagione forse possono sembrare azzardati, ma cos'è cambiato? Stasera c'erano dieci titolari su undici presenti anche con Stramaccioni (solo Campagnaro è "nuovo"), la difesa faceva acqua da tutte le parti allora e lo fa adesso, il centrocampo pur essendo foltissimo (anche troppo) non garantisce un'adeguata copertura e solo in parte si propone davanti, l'attacco è ridotto all'osso con più giocatori in infermeria che a disposizione. Vero, lì non arrivavano pareggi ma sconfitte, e questo può dimostrare un passo importante in avanti nel lento processo di rinascita dalle ceneri di una stagione imbarazzante, ma per una squadra come l'Inter pareggiare così tanto (sette, così come le vittorie) non è assolutamente accettabile. A dirla tutta sarebbe potuta benissimo arrivare una sconfitta, perché nella mezz'ora finale c'è stato quasi solo Parma, per effetto di un altro problema che sta affliggendo i nerazzurri, la tenuta atletica nel secondo tempo, anch'essa non concepibile per una formazione che non gioca le coppe europee durante la settimana. I ducali hanno infatti giocato una partita di buon livello, con un'ottima fase offensiva nonostante Cassano non sia stato fra i migliori, e con un po' più di concretezza avrebbero potuto portare a casa il bottino pieno, avendo fallito almeno tre palesi opportunità per fare gol. La serata si è aperta con una grande novità in casa Inter, ossia il ritorno da titolare di Mateo Kovacic a oltre un mese dall'ultima volta in campionato (fine ottobre a Bergamo), il croato agisce dietro l'unica punta Palacio con il solito centrocampo infinito nel quale l'escluso è Taïder, in difesa invece stavolta è Ranocchia a vincere il ballottaggio con Rolando. Donadoni punta tutto sulla voglia di far bene dell'ex Cassano e su Nicola Sansone, match winner della gara di andata dell'anno scorso, in mezzo al campo ci sono anche altri due che hanno vestito la maglia nerazzurra con poca fortuna, Biabiany e Gargano.

PRIMO TEMPO
Paletta prova subito a testare la reattività di Handanovic, dolorante nel corso del riscaldamento, ma il portiere sloveno dopo tre minuti è bravo a bloccare quasi sulla linea la girata dell'ex Boca Juniors sugli sviluppi di un calcio d'angolo. L'avvio è quasi esclusivamente di marca gialloblù e i frutti di questo buon approccio vengono colti all'undicesimo, Marchionni ha spazio centralmente e viene affrontato da Ranocchia, tocco in verticale a tagliare fuori la difesa nerazzurra (il numero ventitré sbaglia completamente il tempo dell'uscita mentre Juan Jesus dorme) per liberare Nicola Domenico Sansone, destro piazzato con quasi tutto lo specchio della porta e la gara si sblocca. Primo gol in questo campionato per il giocatore italiano ma nato in Germania (a Monaco di Baviera), non segnava da quasi nove mesi, l'ultima volta era stata contro il Torino lo scorso 10 marzo. L'Inter è molto lenta e imprecisa, diversi giocatori faticano a trovare la posizione giusta in campo e si nota una certa anarchia tattica, specialmente nella persona di Guarín che però al 17' ha il merito di scappare via sulla destra per mettere in mezzo un pallone forte dentro l'area, sul secondo palo c'è Palacio che però incredibilmente manda sul fondo a pochi metri dalla porta di Mirante. Gol clamorosamente mangiato da uno che di solito è sempre freddissimo sotto porta, l'argentino non sembra nelle sue serate migliori (almeno inizialmente) e lo ribadisce quando al 24' salta Mirante ma si allarga ed è costretto a crossare senza trovare un compagno in mezzo. Del centrocampo interista l'unico a salvarsi è Kovacic, sontuoso in alcune giocate in mezzo al campo e vicino al gol con un destro non lontano dallo specchio al 27', il Parma però continua a giocare meglio e a coprire in maniera ottimale il campo, al 41' gli emiliani vanno vicinissimi al raddoppio con un cross dalla destra del solissimo Sansone che pesca in area Acquah (entrato dopo poco meno di venti minuti per l'infortunato Gargano) ma Ranocchia è provvidenziale e in scivolata mette in angolo, salvando una situazione nel quale mezzo Parma era in area di rigore, cosa che invece all'Inter non succede mai. Dal possibile 0-2 al reale 1-1: Guarín sul fondo va a contrasto con Gobbi, palla a Jonathan che con una finta inganna due difensori, traversone al centro e Rodrigo Palacio stavolta non può sbagliare. Torna al gol dopo oltre un mese l'ex Genoa (l'ultimo all'Udinese il 3 novembre) ma il pari non dura fino all'intervallo, perché nell'unico minuto di recupero decretato da Valeri un innocuo cross di Paletta, seppur leggermente sporcato, fa venire in mente a Handanovic l'idea di doverlo salvare a tutti i costi per evitare l'angolo, il pallone però gli passa sotto il corpo e gli sfugge, Marco Parolo se ne avvede e a porta vuota firma il suo sesto gol in Serie A, stracciando il record personale della stagione 2010-2011 con la maglia del Cesena. Orripilante l'errore di Handanovic, un colossale sbaglio per un portiere che fin qui aveva sì commesso qualche ingenuità ma mai papere come questa, grave soprattutto perché impedisce ai suoi di andare all'intervallo con il pari ritrovato poco prima.

SECONDO TEMPO
Non ci sono novità, ma la reazione dell'Inter è imponente e permette di ribaltare il risultato nel giro di due minuti, tra il 54' e il 56'. Prima il pareggio: spunto sulla fascia di Ricky Álvarez, cross verso il centro dove Rodrigo Palacio stacca di testa, Mirante tenta il miracolo mandando il pallone sul palo ma non basta perché poi entra lo stesso. Nono gol in campionato per Palacio, secondo solo a Giuseppe Rossi nella classifica dei cannonieri, l'argentino entra anche nell'azione del 3-2 con un'ottima sponda su lancio dalle retrovie per Fredy Guarín che si coordina per il tiro con il sinistro, Mirante sembra sulla traiettoria ma la deviazione di Alessandro Lucarelli è fatale e lo mette fuori causa. Secondo gol in sette giorni per il numero quattordici, ancora troppo anarchico nelle giocate e impreciso nei passaggi ma quantomeno non più troppo sprecone al momento di finalizzare, dovrebbe essere la spinta decisiva per l'allungo e invece l'Inter ricade nei difetti già visti troppe volte tenendo il vantaggio, primo nel corso di tutta la partita, per soli cinque minuti: all'ora di gioco infatti un cross dalla sinistra pesca tutto solo sul secondo palo Cassani, dimenticato da Zanetti, contro-cross al centro e Nicola Domenico Sansone anticipa Cambiasso girando in rete il 3-3. Prima doppietta in Serie A per l'attaccante del Parma, al terzo gol contro l'Inter in altrettante presenze. Lo sconforto per l'ennesimo errore difensivo manda in tilt i nerazzurri, Álvarez ha una mezza occasione su cross di Guarín ma non inquadra la porta, per il resto sono gli ospiti a fare la partita nell'ultima mezz'ora, anche perché ai padroni di casa subentra anche la stanchezza e gli errori aumentano, i gialloblù collezionano una serie di palle gol per il 3-4 solo sfiorato: al 71' Cassano insolitamente è egoista e anziché servire Biabiany libero accanto prova il tiro prendendo in pieno Juan Jesus, poco dopo Paletta su azione da corner effettua un fortuito sombrero su Campagnaro e calcia sul fondo, negli ultimi dieci minuti Acquah va al tiro da fuori con Handanovic che sfiora quel tanto che basta per alzare sopra la traversa e Biabiany vede un suo tiro da dentro l'area deviato da Ranocchia fuori dallo specchio. La squadra di Donadoni non riesce a concretizzare una netta supremazia territoriale nel finale di partita ed ecco che nel recupero rischia la beffa finale, ma sull'assist di Nagatomo per Cambiasso Mirante è prodigioso opponendosi alla conclusione potente ma centrale dell'argentino, poi arriva Belfodil che anziché tirare o crossare calcia malamente in curva prendendosi gli insulti di tutto il pubblico di casa e sciupando l'ultima possibilità al termine di un match rocambolesco.

Neanche stavolta l'Inter approfitta del mezzo passo falso del Napoli e prosegue nel giochino di fallire tutte le occasioni utili per recuperare terreno sul terzo posto, quello che doveva essere il "periodo buono" da calendario per i nerazzurri, con quattro sfide contro avversari sulla carta agevoli, si chiude con solamente una vittoria (2-0 sul Livorno, peraltro giocando malissimo) e tre pareggi di fila, tutti con enormi recriminazioni a causa di demeriti propri. Ora il finale di 2013 propone due sfide fondamentali, la trasferta di Napoli domenica prossima (ritorno di Mazzarri nel suo vecchio stadio) e il derby, servirà un'inversione di tendenza per evitare di abbandonare le ambizioni di Champions League fin da Natale. Dopo sette sconfitte consecutive in campionato il Parma riesce a ritrovare un risultato positivo in casa dell'Inter, l'ultima volta era successo il 26 settembre 2004 (l'altro anno della "pareggite", con Roberto Mancini in panchina) con un 2-2, per il resto era sempre arrivato un KO tranne uno 0-0 del gennaio 2006 in Coppa Italia (inutile però perché lo 0-1 del Tardini costò l'eliminazione), domenica prossima gara del centenario (i ducali sono nati il 16 dicembre 1913) al Tardini contro il Cagliari.

IL TABELLINO
Inter (3-5-1-1):
Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan (77' Belfodil), Guarín (88' Taïder), Cambiasso, R. Álvarez, Zanetti (70' Nagatomo); Kovacic; Palacio. Allenatore: Mazzarri
Parma (4-3-3): Mirante; Cassani, Lucarelli, Paletta, Gobbi; Parolo, Gargano (18' Acquah), Marchionni; Biabiany, N. Sansone (87' Rosi), Cassano (83' Amauri). Allenatore: Donadoni
Arbitro: Paolo Valeri di Roma 2 (La Rocca – Liberti; Grilli; Rizzoli – Nasca)
Reti: 11', 59' N. Sansone (P), 44', 54' Palacio, 45' +1' Parolo (P), 56' Guarín
Ammoniti: Parolo (P), Ranocchia, Kovacic (I)

[Immagine presa da gazzetta.it]