La finale della Supercoppa 2016 di Doha viene risolta ai calci di rigore esattamente come due anni fa. Come allora è la Juve a perdere, mentre il Milan festeggia il primo trofeo dopo cinque anni di digiuno. Partita bella e piena di occasioni, protagonisti i portieri e gli errori di Bacca e Dybala. Rigore decisivo ad opera di Mario Pašalić.
Allegri continua ad insistere sul 4-3-1-2 con Pjanić alle spalle della coppia d’attacco formata da Mandžukić ed Higuaín, a centrocampo c’è ancora Sturaro con Marchisio e Khedira, mentre dietro c’è Lichtsteiner a destra e Rugani e non Barzagli a far coppia con Chiellini. Montella conferma il 4-3-3 con il recuperato Bacca a completare il reparto con Bonaventura e Suso, in mediana ritorna Locatelli con Bertolacci e Kucka, in difesa è invece De Sciglio ad essere il titolare a sinistra con Antonelli in panchina.
PRIMO TEMPO
Il Milan soffre terribilmente l’approccio alla partita e prova a chiudersi nella propria metà campo, ma la Juve capisce subito di poter mettere in difficoltà i rossoneri ed arriva alla conclusione pericolosa già al 2′, quando Sturaro riceve palla abbastanza libero, ma il suo destro è centrale e Donnarumma blocca. I problemi maggiori arrivano dalla fascia mancina bianconera dove Suso fatica in copertura, così cinque minuti più tardi è Mandžukić a trovare spazio da quella parte e a provare la conclusione, ma il portiere del Milan è ancora attento e mette in corner. I rossoneri faticano anche nella costruzione da dietro e sono troppo inclini agli errori, come al 17′ quando un recupero palla in mezzo al campo avvia un grande contropiede guidato da Higuaín che serve in profondità Sturaro, ma sul mancino dell’ex Genoa è ancora bravo Donnarumma. Il portiere si deve però arrendere sul corner successivo quando Giorgio Chiellini anticipa tutti e devia il pallone con il gambone alle spalle del milanista per il meritato vantaggio. Il Milan prova finalmente a reagire, anche se piuttosto sterilmente, tanto che produce soltanto un tiro-cross di Suso che termina un metro a lato della porta difesa da Buffon. La fase centrale del tempo è incentrata soprattutto sull’agonismo, con continui falli da entrambe le parti. Al 38′ arriva però il pareggio rossonero: Suso gode di libertà sulla trequarti offensiva di destra e si inventa un gran cross tagliato che trova perfettamente l’inserimento di Giacomo Bonaventura che gira in modo fantastico alle spalle di un incolpevole Buffon.
SECONDO TEMPO
Ripresa che inizia come era finita la prima frazione, cioè con grande equilibrio in tutte le zone del campo. Al 55′ si accende l’asse Pjanić-Higuaín con il gran lancio del primo che trova in profondità l’argentino che aggancia e prova la conclusione che però termina a lato. La reazione rossonera arriva neanche due minuti più tardi quando, sugli sviluppi di calcio d’angolo, Romagnoli si trova a staccare di testa in mezzo all’area, ma la sua incornata si stampa sulla traversa con Buffon immobile. I bianconeri rispondono subito in contropiede, ancora con Higuaín che lavora benissimo il pallone prima di scaricarlo per Khedira che dal limite dell’area lascia partire un gran destro che chiama al miracolo Donnarumma. Continua il botta e risposta, al 62′ è Kucka a sfondare a destra ed a mettere un gran tiro-cross sul quale Bacca non riesce a arrivare per un soffio. A metà ripresa è il turno di Dybala, che prende il posto di Pjanić e si inserisce alle spalle del tandem Mandžukić-Higuaín. Questo cambio rafforza i bianconeri e dà più respiro alla manovra, con la Joya che spesso si muove fra le linee in rapidità senza dare punti di riferimento. Al 76′ è lui a preoccupare Donnarumma con un tiro da fuori esploso dal nulla e che sfiora il palo alla sinistra del portierone rossonero. La Juve fa la partita ma non riesce a pungere, ed è un’altra volta Carlos Bacca a provare a chiuderla con un colpo di testa all’83’ su cui Buffon è prodigioso. Cominciano a essere molteplici le occasioni sprecate dal colombiano, ricercato spesso dai cross di Suso e Bonaventura. Nei minuti finali si vede solo il Milan, ma con un po’ di fortuna la difesa bianconera se la cava sempre spazzando l’area di rigore con Rugani e Chiellini, scongiurando la sconfitta prematura. Dunque, si va ai supplementari.
TEMPI SUPPLEMENTARI
Pronti via e occasionissima per il Milan: grande respinta di Buffon su tiro ravvicinato di Bonaventura, Carlos Bacca ha davanti la porta sguarnita ma incredibilmente il suo tentativo a rete viene respinto sulla linea dalla scivolata disperata di Giorgio Chiellini; ancora una chance buttata al vento per il colombiano, che è stato poco reattivo e cattivo in questa situazione. In effetti è la stanchezza a fare da padrona in questi 30 minuti aggiuntivi, le squadre sono bloccate e fanno fatica a ripartire, inoltre c’è poca lucidità nelle giocate. Così Montella decide di operare i due cambi rimanenti, richiamando un claudicante Abate e Bacca, inserendo Antonelli e Lapadula. I due cambi non danno però l’esito sperato, infatti nel secondo tempo supplementare si assiste a un monologo della Juventus, seppur inconcludente, con la qualità dei palleggiatori bianconeri che prende per un attimo il sopravvento sulla pesantezza delle gambe dei 22 in campo. Ci prova Higuaín con un destro potente sul palo di Donnarumma, Evra segna ma in netta posizione di fuorigioco, poi si scalda Dybala, l’unico che nel finale riesce a inventarsi qualcosa. Prima la Joya dribbla mezza difesa rossonera ma viene contrastato in uscita bassa dal portiere avversario, poi si mangia letteralmente il gol-vittoria quando, su ottimo passaggio dal fondo di Evra, impatta al volo il pallone all’altezza degli undici metri indisturbato ma non riesce a centrare lo specchio della porta. Dybala si dispera coprendosi il volto con la maglietta e purtroppo per lui questa è una scena che si ripeterà poco dopo. Finiti i supplementari sull’1-1, si va ai calci di rigore, come due anni fa sempre a Doha.
CALCI DI RIGORE
Inizia la Juventus, i rossoneri battono per secondi. Subito Marchisio inaugura con una rete la lotteria, poi Buffon para su Lapadula. Mandžukić vanifica l’opportunità di portarsi sul 2-0 colpendo la traversa, e allora inizia la rimonta milanista. Al quinto tentativo Paulo Dybala viene ipnotizzato da Gianluigi Donnarumma, a questo punto di diritto Man of the Match, mentre il croato in prestito dal Chelsea Mario Pašalić, protagonista inaspettato, spiazza Buffon per il 4-3 finale, decretando la vittoria della Supercoppa.
Il Milan vince il 29esimo e ultimo trofeo dell’era Berlusconi, raggiungendo la Juventus al primo posto del Palmares a quota sette Supercoppe. L’esultanza dopo il rigore vincente di Pašalić del gruppo Milan la dice lunga su quanto questa vittoria fosse voluta e sperata, e su quanti momenti brutti e infelici siano passati prima di questo momento. Si tratta anche del primo trofeo da allenatore per Vincenzo Montella, apparso veramente provato ed emozionato al momento delle celebrazioni. La Juve ha poco da recriminarsi perché ha avuto le sue occasioni come così i rossoneri, la partita è stata equilibrata e meritatamente si è decisa tramite i rigori, fatali ai bianconeri come due anni fa: stavolta è stato Paulo Dybala a sbagliare il penalty decisivo (o meglio, parato da Donnarumma). Avrà tempo e modo di rifarsi.
IL TABELLINO
Juventus (4-3-1-2): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, Alex Sandro (33′ Evra); Khedira, Marchisio, Sturaro (79′ Lemina); Pjanić (67′ Dybala); Higuaín, Mandžukić. Allenatore: Massimiliano Allegri.
Milan (4-3-3): Donnarumma; Abate (102′ Antonelli), Paletta, Romagnoli, De Sciglio; Kucka, Locatelli (74′ Pašalić), Bertolacci; Suso, Bacca (102′ Lapadula), Bonaventura. Allenatore: Vincenzo Montella.
Arbitro: Antonio Damato.
Ammoniti: Lichtsteiner, Higuaín (J) – Romagnoli, Kucka, De Sciglio (M).
Reti: 19′ Chiellini (J), 38′ Bonaventura (M).
Rigori: Marchisio (J, segnato), Lapadula (M, parato), Mandžukić (J, fuori), Bonaventura (M, segnato), Higuaín (J, segnato), Kucka (M, segnato), Khedira (J, segnato), Suso (M, segnato), Dybala (J, sbagliato), Pašalić(M, segnato).
Articolo scritto per metà da Alessandro Delpanno.
[immagine presa da corrieredellosport.it]
