ORSATO

Il responsabile della CAN Serie A e B ha parlato di VAR, nuove regole, preparazione degli arbitri e gestione degli errori: “La ripetitività dell’errore non mi piace”.

Al Festival dello Sport di Trento 2026, Daniele Orsato è intervenuto al panel “Professione arbitro”, intervistato da Arianna Ravelli e Matteo Dalla Vite. Il responsabile della CAN Serie A e B ha affrontato diversi temi, dalla nuova gestione del gioco al VAR, passando per gli errori delle prime giornate e la formazione degli arbitri. Le dichiarazioni sono state raccolte da TuttoMercatoWeb.

Sulle nuove regole e sul ritmo delle partite, Orsato ha spiegato: “Cosa è entrato nella testa dei giocatori? Che se sto giù, la mia squadra deve giocare in 10 per un minuto e lì può prendere gol. L’introduzione dell’IFAB ha smosso il movimento per avere un gioco più veloce. Certo, i miei arbitri sono stanchi morti. Sono lì che devono contare tutto a mente, stanca da morire. Non è troppo, perché vediamo i risultati”.

Bookmaker

Bonus

Voto

Recensione

Sito Web

Bonus 3000€

5€ Aviator + 10€ Subito + 30FS

100% Bonus 200€

+ 5€ Bingo


Cashback 1900€

+ 100€ primo deposito + 500€ gratis (SPID)


Bonus 2000€

+ 100€ in Fun Bonus

VAR

Ampio spazio anche al VAR: “Abbiamo fatto degli errori che non sono accettabili e ci lavoriamo. Sulla Play Station: sono quei contatti che ci portavano a revisionare all’infinito e a forza di riguardare il contatto ti sembrava rigore. Se devo stare qui a spiegare che la trattenuta di Kalulu a Rowe in Juventus-Atalanta è rigore vi offenderei. Ci sono altri episodi che possiamo discutere e lì il VAR non deve intervenire, perché decide l’arbitro in campo”.

Orsato ha poi ribadito il concetto di “scomparire” come obiettivo dell’arbitro: “No, no, no, noi non dobbiamo essere protagonisti dello spettacolo. Mi piace di più il termine ‘scomparire’. Ero a visionare Massa in Roma-Inter, che è scomparso in campo. Protagonisti no, ma pronti all’intervento. Per esserlo bisogna capire di calcio ed essere allenato”.

Sulla trasparenza ha aggiunto: “Essere trasparenti e spiegare è necessario, nel 2026 non puoi essere chiuso in una campana di vetro. Ma dall’altro lato che disponibilità nel capire la scelta tecnica? Noi spieghiamo, se viene accettato bene, altrimenti non importa non lo facciamo per riempire lo spazio di chi cerca la polemica”.

Infine, il tema degli errori: “Sì, è la ripetitività dell’errore che non mi piace. Abbiamo lavorato su quello e si ripetono? Significa che sto lavorando male io. I miei arbitri stanno facendo benissimo, in quel caso la colpa è mia e non me lo posso permettere”.