Il ministro per lo Sport Abodi tende la mano al nuovo presidente della FIGC e rilancia i temi della valorizzazione dei giovani
Andrea Abodi guarda al futuro del calcio italiano dopo l’elezione di Giovanni Malagò alla guida della FIGC. Intervenuto a margine della presentazione del Bando Oratori 2026, il ministro per lo Sport e per i Giovani ha commentato il nuovo corso federale, sottolineando la necessità di passare dalle intenzioni ai risultati concreti.
Come riportato da TuttoMercatoWeb, Abodi ha accolto positivamente l’elezione di Malagò: “Ogni scelta è quella giusta, la differenza non la fanno le persone ma le cose che si fanno. Le cose da fare si conoscono, l’importante è farle”.
Il ministro ha poi confermato un incontro con il neo presidente federale previsto per giovedì: “È normale che il ministro chiami il presidente eletto, è una forma di rispetto assoluta e naturale. Ci vediamo giovedì, a fine giornata: io ascolterò soprattutto, perché non ho avuto modo di farlo prima, il programma e le sue priorità”.
CAMBIAMENTI
Abodi si aspetta una svolta concreta da parte del sistema calcio: “Credo sia il tempo di passare dalle parole ai fatti, vediamo se ci saranno le condizioni: da parte nostra ci sono sempre state, mi auguro che il primo passo possa farlo il sistema calcio”.
Nel corso dell’intervento il ministro ha affrontato anche il tema dello ius soli sportivo: “Io penso che i giovani italiani, anche di seconda o terza generazione, possano giocare. Mi auguro che chi dimostra di avere talento possa avere spazio”.
Infine una riflessione sulle polemiche relative ai fondi destinati al calcio femminile: “Credo fosse opportuno riconoscere al sistema professionistico femminile quello che si dice ma non si fa. Andava fatto quando è stato riconosciuto il professionismo alle donne, perché altrimenti era solo propaganda”.
