Stadio Luigi Ferraris Genova Sampdoria

Comune, Genoa e Sampdoria trovano l’intesa: concessione di 99 anni, canone gratuito per 50. Investimento da 100 milioni per il nuovo Ferraris, in corsa per Euro 2032.

Si è chiusa ieri, con un passaggio formale decisivo, la conferenza dei servizi preliminare sulla ristrutturazione dello stadio Luigi Ferraris di Genova. Come riportato da Il Secolo XIX, è stata ufficializzata la dichiarazione di pubblico interesse per il progetto presentato da Genova Stadium, la società costituita da Sampdoria e Genoa per gestire l’impianto. Un passo cruciale per proseguire l’iter previsto dalla Legge Stadi, con l’obiettivo dichiarato di rendere il Ferraris un candidato credibile per ospitare partite di Euro 2032.

Il progetto prevede un investimento complessivo di circa 100 milioni di euro, a carico delle due società, e si basa sul concept architettonico firmato nel 2024 da Hembert Peñaranda. La proposta già presentata da CdS Holding, che prevedeva l’acquisto dello stadio, è stata definitivamente superata. Al suo posto, Comune e club hanno trovato un’intesa fondata su una concessione della durata di 99 anni, con un canone azzerato per i primi 50 anni. Una scelta che comporta, per l’amministrazione comunale, un mancato introito stimato in circa 6 milioni di euro.

TERMINI

Dal 51° anno in poi, le società dovranno corrispondere un canone annuo di un milione di euro. Non è previsto alcun contributo diretto del Comune all’investimento. I 19 milioni di euro di risorse pubbliche inseriti nel piano, infatti, dovranno essere reperiti attraverso fondi alternativi individuati da Sampdoria e Genoa.

“La concessione gratuita per i primi cinquant’anni rappresenta un vantaggio economico per la città”, ha spiegato la sindaca Silvia Salis a Il Secolo XIX. “A fronte di questo, le società garantiranno l’utilizzo dell’impianto anche per eventi di interesse pubblico. Il nuovo Ferraris sarà uno stadio moderno, aperto tutti i giorni, ma resterà pubblico. La vendita, come previsto nel progetto della precedente amministrazione, avrebbe comportato maggiori rischi e meno garanzie per il Comune”.

Salis ha poi sottolineato l’importanza della dichiarazione di pubblico interesse per proseguire il percorso verso la candidatura agli Europei del 2032: “Il cammino è ancora lungo, ma stiamo rispettando tutte le tappe. Vogliamo uno stadio accogliente, sicuro e capace di ospitare grandi eventi sportivi e culturali”.