Il Decreto Crescita del 2019 sembrava aver aiutato i club di Serie A. Il decreto legge, che prevede numerose misure per favorire gli investimenti, era stato utilizzato dal calcio italiano per acquisti di rilievo. Ora però torna in discussione: ecco perché.
Il Decreto Crescita del 2019, all’articolo 5, prevede un regime fiscale agevolato (a partire dall’1 gennaio 2020) per poter incentivare l’ingresso in Italia di lavoratori provenienti all’estero. Questo ha ridotto la tassazione sul reddito dal 45% al 25% circa, per le persone coinvolte. Il criterio è che restino almeno due anni in Italia (e non lo siano state nei due anni precedenti). Una circolare diffusa oggi dall’Agenzia delle Entrate lancia un campanello d’allarme, che potrebbe investire le società di Serie A. Così la nota: “Ai richiamati soggetti (nel caso del calcio italiano soprattutto i giocatori, ndr) non può essere, tuttavia, riconosciuto il regime agevolato in esame, finché non sarà adottato il DPCM”. Il Governo, a ora, non l’ha ancora reso ufficiale: da capire se e quando verrà fatto. Il rischio, senza Decreto Crescita, è che il calcio italiano possa “perdere” i benefici fiscali.
