PALLADINO

Palladino commenta il pareggio dell’Olimpico tra la crescita di Samardzic, l’infortunio di Scalvini e il sogno della finale.

L’andata della semifinale di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta si chiude con un pirotecnico 2-2 che lascia totalmente aperto il discorso qualificazione. Al termine della sfida dell’Olimpico, il tecnico nerazzurro Raffaele Palladino ha analizzato la prestazione dei suoi uomini con un misto di soddisfazione e realismo, sottolineando la capacità di reazione del gruppo orobico. Come riportato da tuttomercatoweb, l’allenatore ha promosso l’atteggiamento della squadra: “Abbiamo fatto una buonissima gara contro una buonissima squadra, una partita piacevole. Mi è piaciuto come la squadra ha ripreso due volte lo svantaggio, pari giusto e meritato. La partita è aperta, è un 50-50”.

Nonostante il buon gioco espresso, Palladino ha individuato negli ultimi venticinque metri l’area dove l’Atalanta deve ancora compiere il salto di qualità definitivo. Un richiamo che riguarda da vicino anche Lazar Samardzic, tra i più positivi ma chiamato a una maggiore incisività: “Sta avendo grande continuità ora che manca De Ketelaere, mi piace molto, si muove tra le linee. Se vogliamo trovare un piccolo particolare dove deve migliorare è negli ultimi 20/25 metri, dove può alzare il livello di scelta, di assist, di gol. Mi aspetto da lui questo miglioramento”. Il tecnico ha poi rivolto un pensiero a Musah, sottolineando come l’assenza di Ederson stia responsabilizzando chi finora ha trovato meno spazio.

Unica nota stonata della serata è l’infortunio di Giorgio Scalvini, uscito per una contusione al ginocchio sinistro che lo staff medico valuterà nelle prossime ore. Guardando al futuro, Palladino non nasconde che il calendario dilatato della Coppa Italia — con il ritorno previsto tra un mese — potrebbe paradossalmente favorire i bergamaschi: “Sarebbe stato meglio fare tutto più ravvicinato, ma per noi forse è un bene perché recuperiamo tre giocatori importanti come De Ketelaere, Raspadori ed Ederson”.

Infine, l’allenatore ha dedicato un pensiero alla sua esperienza a Bergamo, vissuta con l’entusiasmo di chi sa di avere tra le mani un’occasione d’oro: “Fino a qualche mese fa ero a casa a studiare e guardare partite, speravo in qualche chiamata. Questa è una chiamata importante e ambiziosa, sono felicissimo di stare in questo club dove si lavora come fossimo un’unica famiglia”. Palladino chiude con un rammarico per la scarsa cornice di pubblico, pur comprendendo le ragioni dei tifosi, e sposta l’obiettivo sul prossimo impegno di campionato contro l’Udinese.