Miralem Pjanić Juventus-Atalanta

La Juventus bissa lo 0-1 di Bergamo ed è la prima squadra qualificata alla finale di Coppa Italia. All’Allianz Stadium, ancora una volta sotto la neve ma stavolta senza rischio rinvio, l’Atalanta è battuta da un rigore di Miralem Pjanić più che discutibile.

La Juventus è in finale, ma non mancano le polemiche. Un rigore contestato, e inspiegabilmente non rivisto dal VAR, permette ai bianconeri di piegare la resistenza di una buona Atalanta e conquistare la quarta finale di Coppa Italia consecutiva, record eguagliato e peraltro sempre contro gli stessi avversari perché nelle tre precedenti aveva affrontato due volte la Lazio e una il Milan, che si sfideranno stasera. Sul risultato di oggi però pesano in maniera evidente due episodi, al di là del gol di Gonzalo Higuaín e del rigore parato da Gianluigi Buffon all’andata: il palo colpito da centrocampo da Alejandro Gómez al 64’, con Buffon fuori causa e costretto a uscire dall’area per un erroraccio di Benatia, e il fischio di Michael Fabbri al 74’ per una trattenuta molto lieve di Gianluca Mancini su Blaise Matuidi, che sentendosi toccato si lancia in maniera evidente e piuttosto incongruente con la dinamica dell’azione. All’Atalanta sono girati entrambi male, perché il primo poteva valere lo 0-1 e i tempi supplementari e il secondo una simulazione che sarebbe costata il secondo giallo al francese. Si è salvata la Juventus e può festeggiare, anche se si è vista una delle versioni più fiacche e meno convincenti, soprattutto per l’alto numero di errori in fase di impostazione più che insolito. Massimiliano Allegri non potrà certo essere contento della prestazione: oggi aveva il cuscinetto dello 0-1 di quattro settimane fa a Bergamo, ma una prova del genere sabato contro la Lazio (vittoriosa all’Allianz Stadium all’andata) col Napoli già a +4, o peggio ancora mercoledì prossimo a Wembley col Tottenham, potrà costare caro. Certo in queste due partite ci sarà anche Paulo Dybala, entrato nel finale dopo che per ottanta minuti aveva retto il tridente atipico Douglas Costa-Mandžukić-Alex Sandro (era più di un anno che il croato non faceva il centravanti), e chissà se riuscirà a recuperare anche Higuaín oggi nemmeno convocato. Proseguono i rimpianti invece per Gian Piero Gasperini: stavolta niente turnover, come quello che sarebbe dovuto scendere in campo sempre all’Allianz Stadium tre giorni fa e “annullato” dalla neve che ha rinviato il match, ma di fatto la stessa formazione di giovedì scorso contro il Borussia Dortmund, col solo Mancini novità per lo squalificato Tolói. Al netto delle decisioni arbitrali e della sfortuna la Dea ha fatto meglio nel primo tempo, ma è apparsa troppo timida quando invece doveva concretizzare: lo stesso errore di sei giorni fa, poi pagato a carissimo prezzo col pareggio tedesco e l’eliminazione dall’Europa League.

PRIMO TEMPO

Atalanta molto aggressiva, anche se pecca al momento dell’ultimo passaggio. Al 3’ ci prova Gómez con un destro a giro da fuori che scende troppo tardi per finire nello specchio, al 12’ ancora il Papu impatta di sinistro in scivolata un cross dalla destra di Iličić senza imporre forza e Buffon para centralmente. I nerazzurri sprecano un paio di contropiedi con la Juventus insolitamente sbilanciata e con spazi concessi, mentre dalle parti di Berisha il primo intervento arriva addirittura al 35’, con Mandžukić bravo a liberarsi in dribbling di Caldara ma non altrettanto nella battuta sul petto del portiere albanese. Primo tempo con ritmi sempre alti, al 41’ Douglas Costa fa partire un tiro-cross e Berisha rischia la seconda papera consecutiva dopo quella col Borussia Dortmund (si salva perché nessuno juventino è pronto a prendere la respinta), poco dopo Chiellini è invece provvidenziale per salvare un tiro di Freuler su bell’assist centrale di Iličić. Il tempo si chiude con un sinistro di Asamoah sull’esterno della rete e un’ammonizione a Pjanić per evidente simulazione in area.

SECONDO TEMPO

Al 50’ ci prova Marchisio col destro ma stavolta Berisha è attento. La migliore occasione capita al 64’: Benatia sbaglia malamente a centrocampo, de Roon verticalizza subito per Gómez che col sinistro scavalca in pallonetto Buffon costretto all’uscita disperata ma l’effetto del tiro sfavorisce l’Atalanta perché sbatte sul palo e rimbalza fuori. Il Papu ci riprova due minuti dopo con un sinistro rabbioso ma la mira è imprecisa (alto), mentre Douglas Costa pareggia il numero dei legni con un sinistro a giro stampatosi sulla traversa. Al 74’ cross di Lichtsteiner verso Matuidi, che cade appena toccato da Mancini: per Fabbri non ci sono dubbi sul fallo da rigore, si attende un minimo per la verifica al VAR ma fra le proteste (neanche così esagitate) Valeri non richiama l’arbitro e Miralem Pjanić trasforma. L’Atalanta dovrebbe fare due gol per passare, non essendoci più possibilità di supplementari: un quarto d’ora è troppo poco per provare il miracolo, non succede più nulla.

Juventus in finale, sfiderà mercoledì 9 maggio (senza Chiellini, ammonito sotto diffida) la vincente di Lazio-Milan che inizierà alle ore 20.45 (0-0 all’andata), per i bianconeri ora spazio agli altri obiettivi e in primis l’anticipo di Serie A all’Olimpico proprio contro i biancocelesti. Si spegne in sei giorni il doppio sogno dell’Atalanta di proseguire in Europa e ritrovare una finale che manca dal 1996 (sconfitta contro la Fiorentina), ai bergamaschi resta solo il campionato con la sfida interna domenica alle 15 con la Sampdoria.

IL TABELLINO

Juventus (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner, Benatia, Chiellini, Asamoah; Marchisio (68’ Khedira), Pjanić, Matuidi; Douglas Costa (83’ Dybala), Mandžukić, Alex Sandro (85’ Barzagli). Allenatore: Allegri
Atalanta (3-4-1-2): Berisha; Mancini, Caldara, Masiello; Hateboer, de Roon, Freuler (87’ Barrow), Spinazzola; Cristante; Iličić (64’ Cornelius), A. Gómez. Allenatore: Gasperini
Arbitro: Michael Fabbri della sezione di Ravenna (Alassio – Del Giovane; Massa; VAR Valeri; A. VAR Vuoto)
Rete: 75’ rig. Pjanić
Ammoniti: Chiellini, Pjanić, Matuidi, Alex Sandro, Mandžukić (J), A. Gómez, Masiello (A)

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