Quando ormai i calci di rigore sembravano l’inevitabile conclusione di una partita dall’esito tutt’altro che prevedibile il colpo di testa di Ranocchia ha fatto sì che l’epilogo fosse diverso: l’Inter è in semifinale di Coppa Italia, il Bologna esce a testa alta e dopo aver sfiorato un’altra impresa dopo quella a Napoli negli ottavi.
Che i nerazzurri avessero nel DNA un cromosoma folle e capace di rendere qualsiasi gara per niente scontata era noto già da tempo, che però il masochismo interista potesse essere in grado di trasformare una tranquilla qualificazione in un rischio eliminazione (addirittura prima dei supplementari) è un elemento nuovo e non proprio simpatico per squadra, società e tifosi, i quali però a fine serata possono comunque ritenersi soddisfatti. Alla fine sono stati dieci minuti di sbandamento, gravi e capaci di ridestare un Bologna fin lì propositivo ma poco incisivo, e che hanno dato una coda inaspettata a un incontro il cui andamento sembrava ampiamente scritto: il 2-0 di Palacio aveva chiuso i giochi, Diamanti e Gabbiadini (con l’assistenza fondamentale di Jonathan, ancora una volta dodicesimo uomo degli avversari) invece sono riusciti a prolungare di trenta minuti il quarto di finale che sulla carta doveva essere quello con il maggior divario tecnico e di classifica fra le due squadre. Ai felsinei era già successa una cosa del genere nel turno precedente, con la gemma di Kone a tempo scaduto che aveva evitato i supplementari e capovolto il risultato, e per poco il greco non è riuscito a ripetersi, sfiorando il gol negli ultimi minuti di gioco che sarebbe stato una mazzata tremenda su un Inter in quel momento in crisi soprattutto mentale più che fisica. Questo anche perché, con i tanti infortunati nella rosa di Stramaccioni, la stanchezza si era inevitabilmente fatta sentire (e nei supplementari si noterà ancor di più), e non c’era neanche la possibilità di fare ampio turnover visti i numerosi assenti: con i vari Milito, Nagatomo, Samuel, Coutinho, Álvarez e Castellazzi out per problemi differenti rispetto all’undici vittorioso 2-0 sul Pescara Sabato scorso cambiano solo Juan Jesus, Ranocchia e Rocchi che subentrano al posto di Chivu, Cambiasso e Palacio. Anche il Bologna schiera una formazione molto simile a quella tipo, con Diamanti e Pasquato (l’altro marcatore negli ottavi) a supporto del redivivo Gilardino, tornato al gol con una doppietta Sabato contro il Chievo dopo due mesi di digiuno. Al Meazza nevischio, tifosi condensati nel primo anello con i soli ospiti che accedono al terzo blu, le due squadre entrano in campo con una maglietta in memoria di Árpád Weisz, ex allenatore di entrambe le squadre deportato ad Auschwitz durante la Seconda Guerra Mondiale.
PRIMO TEMPO
Il primo tiro in porta arriva al 9′, con Cassano che parte da metà campo saltando Antonsson che liscia, il recupero di Portanova però lo contiene e quando calcia di sinistro non è più pericoloso e infatti conclude debolmente; il barese allora pensa bene di trasformarsi in uomo-assist, e al 16′ scodella una punizione sul secondo palo dove manca l’intervento di testa Ranocchia ma non Silvestre, che però non inquadra lo specchio. Si vede anche il Bologna ma solo dopo il 20′, ossia quando il leader Diamanti riesce a liberarsi dalla morsa di Benassi (confermato dopo la bella prova contro il Pescara) e a scaricare verso la porta il suo magico sinistro, anche qui però la conclusione è leggermente imprecisa, al 27′ la porta la centra Pasquato dal limite ma Handanovic è ben piazzato e para comodamente. Cassano, che contro il Verona negli ottavi ha segnato l’unico gol degli ultimi tre mesi, è in serata e al 32′ cerca l’angolo lontano con un destro calibrato che scende al momento giusto, Agliardi ci deve mettere una mano per alzare sopra la traversa ma poi il calcio d’angolo viene sprecato malamente. Due minuti dopo non spreca Guarín: lancio di Benassi per Cassano che dalla stessa posizione della conclusione precedente stavolta si accentra e serve il colombiano, finta di tiro per mettere a sedere Portanova e poi tracciante con il destro che si insacca (questo sì) nel sette con Agliardi fuori causa. Secondo gol in tre giorni per l’ex Porto dopo quello al Pescara, così come secondo gol in Coppa Italia dopo quello del definitivo 2-0 sul Verona prima di Natale. Il Bologna reagisce bene e prima della pausa colleziona due importanti opportunità per ritrovare il pareggio ma Handanovic è superlativo in entrambe, soprattutto la prima dove vola per togliere dalla porta un colpo di testa in bella coordinazione di Gilardino, la seconda parata è leggermente più facile ma comunque insidiosa perché il tiro di Diamanti aveva rimbalzato proprio davanti a lui, in ogni caso ottima la risposta del portiere sloveno anche in questa circostanza e l’Inter va negli spogliatoi avanti anche per merito del suo estremo difensore.
SECONDO TEMPO
Un cambio per parte: Cambiasso rileva Benassi, che pure non aveva demeritato, e Pazienza sostituisce Guarente, ammonito durante il primo tempo e a rischio secondo giallo. Al 51′ cross di Jonathan sul primo palo per Rocchi che gira con il destro ma manda il pallone altissimo sopra la traversa (di fatto l’unica chance per l’ex laziale, all’esordio da titolare in nerazzurro), il Bologna invece predilige la conclusione dalla distanza, specialmente con Diamanti che senza la marcatura “a uomo” di Benassi ci può provare da ogni posizione, al 60′ palla sul fondo dai venticinque metri, un minuto più tardi su respinta da calcio d’angolo calcia dal limite anche Pazienza spedendo però alto. Cresce di nuovo l’Inter con il passare dei minuti, soprattutto perché i rossoblu si spingono in avanti lasciando grossi spazi di terreno incustoditi e permettendo le ripartenze avversarie, al 68′ si infila bene Pereira su passaggio di Cassano ma Agliardi è molto bravo a chiudere tutto lo specchio della porta con il corpo e il massimo che può guadagnare l’uruguayano è un calcio d’angolo. Al 70′ palla gol per Cassano, ben servito da Palacio ma chiuso da un difensore che lo costringe ad anticipare il tiro che termina così fuori, chi invece ha spazio ed è libero ma sbaglia malamente è proprio l’assist-man dell’azione precedente, ossia l’argentino entrato all’ora di gioco al posto di Rocchi che, su servizio di Guarín, conclude di fatto in bocca ad Agliardi. Prima occasione fallita, seconda no: lancio di Juan Jesus dalle retrovie, sponda di Cassano per l’ex Genoa che parte da solo contro la difesa del bologna schierata, salta Pazienza accentrandosi e vede lo spazio per piazzare il suo destro, preciso e angolato al punto giusto per superare il portiere e portare l’Inter sul 2-0. Così come Guarín anche Palacio entra nella lista dei giocatori andati a segno in tutte le competizioni, e si conferma ancora una volta il miglior marcatore stagionale con dodici reti. Qualificazione al sicuro? Per niente. All’80’ Banti fischia una punizione piuttosto dubbia dal limite, Diamanti posiziona il pallone e di sinistro disegna una traiettoria perfetta che sbatte sulla traversa e finisce in gol, partita riaperta e primi segni di cedimento da parte dell’Inter, che due minuti dopo rischia di subire il pari con un autogol di Ranocchia, che devia verso la porta un cross di Morleo (ma di fatto impedisce a Gilardino e Gabbiadini di concludere da pochi passi) centrando il palo. I nerazzurri si salvano ma non per molto, perché all’84’ su un innocuo cross dalla destra di Motta Jonathan collassa a terra senza una spiegazione e Gabbiadini corregge in rete dal limite dell’area piccola il traversone del compagno: 2-2 e tutto da rifare. Ultimi minuti incandescenti: Ranocchia segna ma c’è un fuorigioco millimetrico e il gol viene annullato, Kone riceve un assist d’oro arretrato e con il sinistro manca la porta per quello che sarebbe stato il 2-3 e la rimonta completa, ancora Ranocchia al 90′ in rovesciata manda sul fondo e al 92′ prima Handanovic è nuovamente splendido su un tiro di Gabbiadini e poi sul contropiede susseguente al calcio d’angolo Palacio crossa in mezzo con deviazione e Agliardi deve alzare sopra la traversa. Niente gol nonostante tantissime occasioni nel finale, si va all’extra time.
TEMPI SUPPLEMENTARI
Una sola occasione nei primi quindici minuti, all’inizio con un tiro di Cambiasso dal limite che finisce largo. Squadre molto stanche e provate, l’Inter sembra quella che soffre di più anche perché Cassano e Pereira accusano dei problemi fisici dovuti a scontri di gioco. Succede di più negli ultimi dieci minuti, aperti da una progressione di Zanetti che si infila in area di rigore e va al tiro, Agliardi respinge ma il pallone carambola di nuovo sui piedi del capitano nerazzurro che prende il palo a porta vuota quando ormai il gol sembrava cosa fatta. Gabbiadini per due volte sfiora il 2-3, ma prima Handanovic blocca proprio sulla linea la sua deviazione da pochi passi e poi poco dopo sfiora quanto basta un sinistro da appena dentro l’area su assist di Diamanti che aveva pescato il compagno completamente libero sulla destra. Ma all’ultimo assalto, quando ormai lo spettro della lotteria dei rigori sembrava imminente, Palacio si guadagna un corner che Guarín batte dalla destra verso il dischetto del rigore, Agliardi va a spasso per l’area senza un motivo e scivola, Ranocchia colpisce di testa e la sua palombella supera i tanti giocatori appostati sulla linea di porta e nell’area piccola per l’insperato gol del 3-2 che vale la qualificazione, il secondo in stagione per il difensore che aveva realizzato l’altra rete proprio contro gli emiliani nella gara di campionato dello scorso Ottobre.
Non c’è di fatto più tempo per cambiare la storia del match, passa l’Inter che troverà la vincente di Fiorentina-Roma, ultimo quarto di finale di Coppa Italia ancora da disputarsi dopo che la settimana scorsa le altre due sfide hanno visto Juventus e Lazio approdare in semifinale. Finale thrilling che però potrebbe creare qualche problema a entrambe le squadre dal punto di vista fisico per le sfide del weekend visto il grande sforzo e i problemi fisici accusati nel corso del match, anche perché Domenica sia per l’Inter che per il Bologna non si tratterà di gare semplici: i nerazzurri andranno all’Olimpico contro la Roma, i rossoblu torneranno al Meazza ma per giocare contro il Milan.
IL TABELLINO
Inter (3-5-2): Handanovic; Silvestre, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan (87′ Mudingayi), Zanetti, Guarín, Benassi (46′ Cambiasso), A. Pereira; Cassano, Rocchi (60′ Palacio). Allenatore: Stramaccioni
Bologna (3-4-2-1): Agliardi; Antonsson (70′ Kone), Portanova, Sørensen; Motta, Pérez, Guarente (46′ Pazienza), Morleo; Diamanti, Pasquato (55′ Gabbiadini); Gilardino. Allenatore: Pioli
Arbitro: Luca Banti di Livorno (Dobosz – Costanzo; Guida)
Reti: 34′ Guarín, 77′ Palacio, 80′ Diamanti (B), 84′ Gabbiadini (B), 120′ Ranocchia
Ammoniti: Guarente, Gilardino, Gabbiadini, Motta (B), A. Pereira, Ranocchia, Mudingayi
[Immagine presa da mail.com]

