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Il Napoli si impone 3 -1 sulla Fiorentina e conquista così la sua quinta coppa Italia dopo un pomeriggio paradossale, fatto di botte, spari e lanci di bombe carta: l’ennesimo spot negativo per il movimento calcistico italiano nel mondo.

 

 

Doveva essere una serata di festa, la sfida definitiva tra due squadre dal calcio offensivo e dinamico. E’ stata la serata di Gennaro ‘a carogna e di “Gastone” De Santis, i due ultras simbolo della follia collettiva che ha tenuto in scacco non solo il calcio italiano, ma persino le più alte cariche politiche del nostro paese.
Una degenerazione fanatica che si è manifestata già nel pomeriggio, quando “Gastone” De Santis, ultras romanista, già noto alle forze dell’ordine per i fatti del derby di Roma del 2004 e proprietario di un chiosco nei pressi dello stadio Olimpico, ha esploso tre colpi di arma da fuoco contro un gruppo di tifosi azzurri. Resta ancora da chiarire la dinamica dell’incidente che ha portato al ferimento di tre persone, tra le quali il trentenne Ciro Esposito, ricoverato in gravissime condizioni presso il policlinico Gemelli di Roma.
Nonostante la ressa e l’evidente caos creato da questo gravissimo episodio, tutti i tifosi, sia viola che partenopei, sono riusciti ad accomodarsi nei settori dello stadio loro dedicati, appena in tempo per assistere al match.
Ed è intorno alle otto e mezza, a circa mezz’ora dal fischio d’inizio , che è andato in scena il secondo atto di questa squallida ed indecente farsa.
Le voci sugli spalti, circa le condizioni del tifoso napoletano, hanno cominciato a rincorrersi senza sosta. Si parlava persino della possibile morte del giovane, un evento che probabilmente avrebbe reso gli animi dei  supporters azzurri ancora più roventi, accecati da un’indomabile desiderio di vendetta. Gli ultras erano sul punto di fermare tutto: la finale con uno dei nostri in fin di vita, non si può giocare.
E’ servita la prostrazione più totale, il servilismo infimo, quasi di mafiosa memoria. Di fronte agli occhi impietriti del premier Renzi, presente in tribuna all’Olimpico, si è consumato un vero e proprio atto di resa: la richiesta di Hamsik e di tutte le massime autorità calcistiche e istituzionali, agli ultras del Napoli, di poter giocare l’incontro nonostante gli eventi gravissimi del tardo pomeriggio.
La Lega calcio e lo Stato hanno rimesso un’ importante decisione di ordine pubblico nelle mani di un pregiudicato, figlio di un affiliato ad un clan camorristico e capo dei Mastiffs, storico gruppo ultras del tifo napoletano. Si sono inchinate candidamente, ad un uomo che ieri aveva indosso una maglia inneggiante alla scarcerazione di Speziale, il giovane tifoso catanese che, nel 2007, assassinò il poliziotto Filippo Raciti.
Il colloquio tra il capitano del Napoli e Gennaro ‘a carogna è stato accompagnato dal “civile” lancio di bombe carta addosso agli stewart e ai pompieri, situati nella pista di atletica per prevenire ulteriori disordini.
Dopo il ferimento di un vigile del fuoco e il consiglio amichevole della carogna, il verdetto è stato raggiunto: Fiorentina – Napoli si deve giocare. Il fischio d’inizio è stato posticipato di 45 minuti e la scaletta non ha subito alcuna variazione: l’ingresso delle squadre sarà comunque accompagnato dall’inno italiano cantato da Alessandra Amoroso.
Finito l’atto secondo, è andato in scena l’atto terzo. I tifosi napoletani, come nella finale del 2012 contro la Juventus, hanno fischiato sonoramente l’inno di Mameli. E stato questo’ il capitolo finale e conclusivo di una serata indegna; l’ultimo affronto al senso civico, prima dell’inizio del match.

 

LA PARTITA – La partita nei primi 45′ è scoppiettante. Il Napoli pressa alto la viola e crea svariate occasioni sulle corsie laterali. Insigne colpisce per ben due volte, nel giro di soli 16 minuti: prima sorprende Neto con un poderoso destro a giro poi, dopo una bellissima azione personale di Gonzalo Higuain, conclude a rete il perfetto assist del bomber argentino.
La squadra di Montella reagisce con il possesso palla del suo folto centrocampo, trovando il pari con Juan Vargas, perfettamente servito dal goniometrico appoggio di Pizarro.
La Fiorentina pareggia anche i conti sul finale di primo tempo, ma il guardalinee annulla ingiustamente un gol regolare ad Aquilani per fuorigioco.
Nella ripresa lo spettacolo cala e si assiste all’unico vero sogno sportivo della serata: il ritorno in campo, dopo 4 lunghi mesi di assenza, di Giuseppe Rossi.
I gigliati attaccano ma Ilicic e Matri non sono abbastanza cinici e si divorano, in ben due circostanze, il possibile gol del pari.
Il Napoli, ad un passo dal crollo, colpisce con Dries Mertens al minuto 93 e mette il sigillo definitivo ad una partita che verrà ricordata a lungo negli annali, non di certo per il risultato del finale.
TABELLINO

FIORENTINA-NAPOLI 1-3

Fiorentina (4-3-3): Neto; Tomovic, Gonzalo, Savic, Pasqual (dal 56′ Fernandez); Aquilani (dall’83′ Matri), Pizarro, Vargas, Valero; Joaquin (dal 73′ Rossi), Ilicic. A disp.: Rosati, Diakite, Compper, Bakic, Ambrosini, Wolski, Anderson, Matos. All.: Montella

Napoli (4-2-3-1): Reina; Henrique, Fernández, Albiol, Ghoulam; Jorginho, Inler; Hamsik (dal 64′ Mertens), Insigne (dall’81′ Behrami), Callejón; Higuain (dal 70′ Pandev). A disp.: Colombo, Dublas, Revelliere, Britos, Maggio, Zuniga, Mesto, Dzemaili, Zapata. All.: Benitez

Arbitro: Orsato

Marcatori: 11′ Insigne (N), 17′ Insigne (N), 27′ Vargas (F), 90′ Mertens (N)

Ammoniti: 9′ Borja Valero (F), 35′ Albiol (N), 40′ Ilicic (F), 46′ Tomovic (F), 65′ Fernandez (F), 77′ Insigne (N), 81′ Reina (N)

Espulsi: 79′ Inler (N)