Fabregas dopo l’impresa col Napoli: “Sognare è gratis, ma serve umiltà. Vittoria per la città e i tifosi”
Il Como scrive la storia e vola in semifinale di Coppa Italia, superando il Napoli ai calci di rigore dopo una gara combattuta e intensa. Una serata magica per i tifosi lariani, che sognano ad occhi aperti grazie a una squadra giovane, compatta e guidata con lucidità da Cesc Fabregas, protagonista anche nel post-partita con dichiarazioni equilibrate e cariche di significato.
“È un traguardo storico, un momento bello e positivo. Ma l’euforia bisogna lasciarla per fine stagione: sono dieci minuti di musica, poi si torna con i piedi per terra, perché sabato si gioca di nuovo”, ha dichiarato l’allenatore spagnolo ai microfoni di Mediaset.
Fabregas ha analizzato con lucidità la prestazione dei suoi, sottolineando un buon approccio nel primo tempo e una gestione difensiva matura nella ripresa:
“Già dal primo minuto abbiamo attaccato la profondità, mandando un messaggio chiaro. Non abbiamo pressato alto, ma abbiamo fatto una partita intelligente. Alla fine ho messo la difesa a cinque per chiuderla diversamente”.
Il tecnico ha spiegato anche la scelta di sostituire Ramon, giovane talento a rischio ammonizione:
“Temevo il giallo. Ha 20 anni, è inesperto, non sente la pressione ma non ha ancora quel tipo di ragionamento. Se rimani in dieci, diventa tutto più difficile”.
Prima dei rigori, Fabregas ha voluto trasmettere fiducia e serenità ai suoi:
“Li ho ringraziati per farmi vivere queste emozioni. Ho detto loro di godersi il momento, che tanti non vivono mai. I grandi erano loro, non noi. Dobbiamo continuare così, niente è fatto”.
Il tecnico ha poi dedicato la vittoria alla città e alla tifoseria:
“È un pezzettino di storia per il Como. Non posso negarlo. La vittoria è per loro, la meritano”.
Sulla gestione tattica, Fabregas ha ammesso le difficoltà di una rosa giovane e ridotta:
“Abbiamo un solo attaccante vero. Il calendario è tosto: affronteremo Fiorentina, Milan e Juventus in pochi giorni. Ma abbiamo fatto una grande prestazione”.
Infine, sull’ultimo rigore:
“Se toccava a Perrone? No, era una tattica per togliere pressione a Baturina. Si impara. Quando vinci sei un fenomeno, quando perdi sei un disastro. Io devo dare equilibrio”.

