FABREGAS

Dopo la semifinale contro l’Inter, il tecnico  Fabregas analizza la crescita della squadra: “Non dobbiamo buttare via il finale di stagione”.

C’è delusione, ma anche grande consapevolezza nelle parole di Cesc Fabregas dopo la semifinale di Coppa Italia persa contro l’Inter a San Siro. Il tecnico del Como ha analizzato la prestazione dei suoi con lucidità, sottolineando i progressi del gruppo e la necessità di continuare a crescere. Come riportato da Tuttomercatoweb, il tecnico spagnolo ha tracciato un bilancio chiaro.

DELUSIONE E PERCORSO
Fabregas non nasconde l’amarezza, ma evita critiche eccessive: “Se sono arrabbiato o contento della prestazione? Ovvio che sono deluso, due anni fa non avevamo neanche campi dove allenarci”. Il riferimento è al percorso fatto dal club: “Possiamo essere solo orgogliosi di questa squadra”.

Il focus si sposta subito sul campionato: “Mancano cinque partite di campionato che non possiamo sbagliare solo perché siamo tristi, non si deve mandare a ramengo questa stagione”.

LA GARA CONTRO L’INTER
Fabregas riconosce il valore degli avversari: “Prima di tutto complimenti all’Inter, una squadra veramente difficile da affrontare”. Ma allo stesso tempo rivendica la prestazione dei suoi: “I ragazzi hanno dimostrato un’altra volta di competere con una grandissima squadra”.

Il gap resta nei dettagli: “Nelle due aree c’è differenza a livello di dettaglio… tante cose del passato le abbiamo migliorate, manca tanto”. Una crescita graduale, ribadita con forza: “Ci stiamo avvicinando”.

SINGOLI E RICONOSCIMENTI
Parole di stima anche per gli avversari e per alcuni protagonisti: “Non esistono tanti giocatori come Calhanoglu, sono innamorato di lui”, ha dichiarato Fabregas, sottolineando l’impatto del centrocampista turco.

Apprezzamento anche per Chivu: “Sta facendo un grande lavoro e ha grandi giocatori”.

RIPARTENZA IMMEDIATA
Il messaggio finale è rivolto alla squadra: “Siamo già ripartiti, non c’è tempo di aspettare… tra due giorni li voglio tutti con la testa alta”.

Fabregas insiste sulla mentalità: “Il calcio è fatto di delusioni e si perde molto di più rispetto alle vittorie”, ma il progetto Como resta chiaro: crescere passo dopo passo senza perdere fiducia.