L’ex capitano nerazzurro si è spento a 83 anni: fu protagonista della Grande Inter di Helenio Herrera e campione d’Europa con la Nazionale nel 1968.
Il calcio italiano perde una delle sue figure più rappresentative. È morto Sandro Mazzola, storico simbolo dell’Inter e protagonista della Nazionale italiana. Nato a Torino l’8 novembre 1942 e figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga, Sandro ha costruito tutta la propria carriera con la maglia nerazzurra, diventando uno dei volti della Grande Inter di Helenio Herrera.
Come riportato da TUTTOmercatoWEB, Mazzola si è spento all’età di 83 anni. La sua storia calcistica era iniziata nel settore giovanile dell’Inter, prima dell’esordio in Serie A a soli 18 anni, il 10 giugno 1961, contro la Juventus. In quella storica partita, l’Inter schierò la formazione giovanile per protesta e Mazzola realizzò l’unica rete nerazzurra nella sconfitta per 9-1.
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Da quel momento iniziò un percorso lungo diciassette stagioni, concluso nel 1977. Con l’Inter Mazzola ha collezionato 565 presenze e 161 gol, conquistando quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.
La doppietta al Real Madrid
Tra le pagine più importanti della sua carriera c’è sicuramente la finale di Coppa dei Campioni del 1964 contro il Real Madrid. Al Prater di Vienna l’Inter si impose per 3-1 e Mazzola fu protagonista assoluto con una doppietta, contribuendo alla conquista della prima Coppa dei Campioni nella storia del club nerazzurro.
Mazzola è stato protagonista anche con la Nazionale italiana. In maglia azzurra ha totalizzato 70 presenze e 22 gol, vincendo l’Europeo del 1968. Due anni più tardi partecipò al Mondiale del 1970 in Messico, arrivando fino alla finale persa contro il Brasile di Pelé.
Proprio in quella competizione diventò celebre la staffetta con Gianni Rivera, una delle vicende più ricordate della storia della Nazionale.
Una vita nel calcio
Dopo il ritiro nel 1977, Mazzola è rimasto nel mondo del calcio anche in veste dirigenziale. Ha lavorato per l’Inter e successivamente per Genoa e Torino, prima di tornare nuovamente nel club nerazzurro durante la presidenza di Massimo Moratti.
Con la sua scomparsa se ne va una figura legata indissolubilmente alla storia dell’Inter e della Nazionale. Una carriera iniziata con un gol alla Juventus a 18 anni e proseguita per diciassette stagioni sempre con la stessa maglia, attraversando gli anni più importanti della Grande Inter e lasciando un segno profondo nel calcio italiano.
