Giancarlo Abete

Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Abete ufficializza la candidatura alla guida della FIGC: “Si è parlato troppo di persone e poco di programmi”.

Giancarlo Abete rompe definitivamente gli indui e apre ufficialmente la propria corsa alla presidenza della FIGC. All’uscita dal Consiglio Federale, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti ha parlato ai cronisti affrontando diversi temi, dalla situazione interna della Federazione fino al confronto con Giovanni Malagò e alla necessità di rilanciare il calcio italiano partendo dai contenuti.

Come riportato da Tuttomercatoweb, Abete ha innanzitutto commentato la situazione federale dopo la decadenza del presidente Zappi: “È stata dichiarata la decadenza del presidente Zappi, c’è una comunicazione del vicepresidente vicario Massini, che prende atto delle problematiche e testimonia la massima disponibilità a individuare situazioni che non determinino stress, in un momento in cui non c’è presidente o designatore”.

Il dirigente ha poi confermato l’avvio ufficiale della propria campagna elettorale: “Inizia un percorso lungo, di 40 giorni, di confronto sui contenuti. Qualcuno si può anche porre il problema: ma se rimangono le stesse persone, che cosa cambia? Cerchiamo nei prossimi giorni di guardare un po’ di problemi, ce ne stanno tanti”.

Abete ha sottolineato come il dibattito attorno alla FIGC si sia concentrato troppo sulle figure e troppo poco sui programmi. “Si è fatto un percorso diverso, partendo dalle persone e non dai programmi: questo ha complicato molto la situazione”, ha spiegato. Secondo il presidente della LND, il sistema calcio italiano ha bisogno di una riflessione profonda sulla struttura federale, sui rapporti con la politica e sulle difficoltà di governance.

Nel suo intervento è tornato anche il tema del possibile commissariamento della Federazione, ipotesi che Abete respinge con decisione: “Ho presentato un programma che parte dalla riflessione di Gravina sullo stato di salute del calcio italiano e da alcuni riscontri intervenuti a livello parlamentare, che però collegavano alcune risposte al commissariamento, al quale io non sono favorevole non sussistendo le condizioni perché ci sia”.

Grande attenzione viene riservata anche al calcio di base e ai dilettanti, considerati centrali nel progetto del candidato. “Ci sono una serie di richieste, per quello che mi riguarda al primo posto c’è l’attenzione alla base”, ha dichiarato.

Inevitabile poi un passaggio sul confronto con Giovanni Malagò, altro nome forte nella corsa alla presidenza federale. Abete ha scelto toni distensivi: “Io ritengo che sia sensibile, non ho motivo di credere il contrario, ma dovete chiederlo a lui. Parte da un livello di conoscenza, per colpa di nessuno, fisiologicamente minore”.

Infine, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti ha evidenziato l’assenza di una vera progettualità nel dibattito federale: “Siamo rimasti a cinque parole lette sui giornali: sostenibilità, valorizzazione dei giovani, Club Italia. Ma non una grande progettualità”.