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Lo Sporting guida per tutto il match grazie a Gelson Martins ma un rigore di Jonas salva il Benfica a un passo dal recupero.

I due allenatori vanno con i loro uomini, quelli preventivati alla vigilia: Rui Vitória continua a fidarsi di Rúben Dias per sostiutire l’infortunato Luisão e Krovinović è ormai un titolare a centrocampo, Jorge Jesus invece non ha particolari assenze e va dentro con tutti i titolari. Diciotto minuti di niente, poi all’improvviso un lampo verdebranco: su una seconda palla Bruno Fernandes appoggia a Fábio Coentrão sul filo del fuorigioco, cross deviato e Gelson Martins letteralmente vola, impatta di testa e batte Varela; il dubbio rimane, se non altro per l’utilizzo del VAR che dà tutto buono come effettivamente è, ma sull’inizio dell’azione è evidente il fuorigioco di Acuña da cui poi riparte l’azione vincente dello Sporting. Da qui in poi il primo tempo segue uno script ben preciso: il Benfica gioca nettamente meglio al calcio ma lo Sporting arriva sempre prima sulle situzioni sporche, esattamente come nel caso del goal, e su questa linea è un botta e risposta continuo. Cinque minuti dopo il goal un’azione alla mano del Benfica porta Salvio davanti a Rui Patrício, cross al posto del tiro e Piccini si immola a pochi centimetri dalla linea sulla testata di Jardel che aveva già le braccia al cielo; poco dopo Acuña si lancia su una palla vagante, schiaffo di sinistro e Varela vola a togliere la palla dall’angolino. Al minuto trentatré, quasi iconicamente, tripla occasione encarnada: Jonas aggancia e gira un cross di Salvio ma Coentrão ci mette la faccia alla Bruce Harper, Krovinović si avventa ma il suo sinistro al volo trova solo la traversa e poi di nuovo Jonas che si ritrova la palla sulla testa ma mette clamorosamente a lato; sul finale di tempo una palla persa dal Benfica a centrocampo arriva sui piedi di Dost, verticalizzazione immediata sulla corsa di Gelson Martins ma il suo lob dolcissimo si alza poco sopra la traversa.

Nella ripresa lo Sporting entra in campo con molta più consapevolezza, gioca di più la palla e limita non poco la veemenza del Benfica, tanto che Rui Vitória è costretto a rivoluzionare il suo gioco col centravanti vero, Raúl Jiménez, per il quale rinuncia a Pizzi, oggi in ombra ma sempre uno dei migliori. La manovra encarnada migliora ma comincia la maledizione Jonas: il primo tiro trova la risposta di Rui Patrício, il secondo la gamba di Coates che spiazza il portiere ma passa a un centimetro dal palo e il terzo idem come sopra con il braccio di Piccini, evidentemente nel tentativo di ritrarlo, su cui il VAR lascia giustamente correre. Rui Vitória si gioca tutto con Rafa Silva al posto di Fejsa e l’esterno ex Braga subito porta Coates ancora sull’orlo dell’autogoal, e poi va all in con João Carvalho, esterno offensivo, al posto di Rúben Dias, difensore centrale, e il giovanissimo fantasista in rosso mette subito in mostra il suo sinistro che passa a pochissimo dalla traversa. Ma dove non arrivano gli attaccanti del Benfica arriva Battaglia che, su un sinistro al volo di Rafa Silva, forte ma centrale, ci mette stupidamente una mano e Hugo Miguel stavolta non può non indicare il dischetto: Jonas calcia forte e il Da Luz può finalmente esplodere. Il forcing finale del Benfica trascina tutto lo stadio ma non produce altro che una rovesciata di Jiménez, più bella che pericolosa, ed entrambe le squadre tornano a casa con un punto a testa e un bel pacchetto regalo per il Porto che, con i tre punti della vittoria a Santa Maria da Feira, ora torna capolista solitario.

Pari tutto sommato giusto anche se il Benfica ha prodotto decisamente di più; lo Sporting ha approcciato e interpretato la gara da grande squadra qual è, ma paga i limiti di un gruppo di grandi giocatori ancora da assemblare e soprattutto di un modulo che è ottimo per attaccare ma troppo sbilanciato per quando si deve portare a casa il risultato, soprattutto in queste partite. Il Benfica invece il modulo pare averlo trovato, ma in fase di finalizzazione anche un fenomeno come Jonas, se troppo isolato, fa fatica. Ora, a una giornata dalla fine del girone d’andata, il Porto torna da solo in vetta, lo Sporting segue a due punti e il Benfica insegue a cinque, forse troppi a questo punto del campionato.

TABELLINO

BENFICA (4-3-3): Varela – Almeida, Dias (80′ Carvalho), Jardel, Grimaldo – Pizzi (55′ Jiménez), Fejsa (72′ Rafa Silva), Krovinović – Salvio, Jonas, Cervi. Allenatore: Rui Vitória.
SPORTING (4-2-3-1): Rui Patrício – Piccini, Coates, Mathieu, Coentrão – Carvalho, Battaglia – Gelson (83′ Rúiz), Fernandes, Acuña (77′ Bruno César) – Dost. Allenatore: Jorge Jesus.

ARBITRO: Hugo Miguel di Lisbona.

GOAL: 18′ Gelson (S), 89′ rig. Jonas (B).

AMMONITI: 63′ Fejsa (B), 68′ Coates (S), 84′ Bruno César (S), 88′ Battaglia (S).

[Foto da www.zerozero.pt]