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Il confronto tra UEFA e FIFA sul progetto FIFA Forward Enterprise rischia di avere effetti immediati sul calendario internazionale

Lo scontro tra UEFA e FIFA potrebbe presto spostarsi dalle sedi istituzionali ai campi di gioco. Dopo la dura presa di posizione della Federcalcio europea contro il progetto FIFA Forward Enterprise, il rischio di un boicottaggio delle competizioni organizzate dalla FIFA da parte delle federazioni UEFA diventa sempre più concreto. Come evidenziato da Calcio e Finanza, la contrapposizione potrebbe avere conseguenze profonde sull’intero calendario internazionale.

Al centro della disputa c’è il progetto promosso dal presidente Gianni Infantino, che prevede la nascita di una nuova società commerciale incaricata di gestire i diritti dei principali tornei FIFA. L’operazione, valutata circa 20 miliardi di dollari, consentirebbe l’ingresso di investitori privati attraverso la cessione del 20% delle quote, con un potenziale incasso di circa 4 miliardi di dollari. Tra i nomi accostati all’iniziativa figura anche Josh Kushner, fondatore di Thrive Capital.

POSIZIONE COMUNE

Le 55 federazioni affiliate alla UEFA avrebbero assunto una posizione comune contro il progetto, arrivando a prospettare il boicottaggio delle competizioni FIFA finché il piano non verrà ritirato. Infantino ha fissato al 19 settembre il termine entro cui le 211 federazioni mondiali dovranno esprimersi sulla proposta, ma nel frattempo il calendario internazionale potrebbe già subire pesanti ripercussioni.

TORNEI A RISCHIO

Il primo torneo interessato sarebbe il Mondiale femminile Under 20, in programma in Polonia dal 5 al 27 settembre. La possibile assenza di Spagna, Francia, Inghilterra, Italia, Portogallo e della stessa Polonia ridurrebbe sensibilmente il valore tecnico della competizione, considerando il peso storico delle nazionali europee nelle fasi finali del torneo.

A ottobre toccherebbe invece al Mondiale femminile Under 17 in Marocco, dove cinque rappresentative UEFA – Germania, Francia, Spagna, Norvegia e Polonia – figurano tra le qualificate. Anche in questo caso il contributo europeo è stato determinante nelle ultime edizioni, con numerosi successi e presenze costanti nelle semifinali.

Ancora più rilevante sarebbe l’impatto sul Mondiale maschile Under 17, previsto in Qatar tra novembre e dicembre. Ben undici nazionali europee prenderanno parte alla manifestazione, rappresentando il contingente più numeroso dell’intero torneo. Nelle ultime edizioni le squadre UEFA hanno conquistato titoli, finali e piazzamenti con grande continuità, rendendo un’eventuale rinuncia un duro colpo per la credibilità della competizione.

Lo scontro potrebbe estendersi anche al calcio per club. La Women’s Champions Cup, in programma negli Stati Uniti nel gennaio 2027, dovrebbe vedere ai nastri di partenza il Barcellona come rappresentante europea. La manifestazione potrebbe assumere anche un forte significato politico, considerando che pochi mesi dopo si terranno le elezioni presidenziali della FIFA.

MONDIALI

L’appuntamento più delicato resta però il Mondiale femminile 2027 in Brasile. L’Europa potrà qualificare fino a dodici nazionali e rappresenta storicamente una delle aree più forti della competizione. Un’eventuale assenza delle selezioni UEFA avrebbe ripercussioni non solo sul piano tecnico, ma anche su quello economico, televisivo e commerciale.

Il confronto sulla FIFA Forward Enterprise rischia quindi di trasformarsi in una battaglia senza precedenti, capace di coinvolgere l’intero sistema calcistico internazionale. Resta da capire se la minaccia di boicottaggio verrà effettivamente concretizzata o se servirà come strumento di pressione per convincere la FIFA a rivedere il progetto prima della scadenza del 19 settembre.