INFANTINO

Donald Trump prende posizione al fianco del presidente della FIFA Gianni Infantino nel pieno dello scontro con UEFA, AFC e CONCACAF.

Lo scontro istituzionale tra Gianni Infantino e le principali confederazioni calcistiche mondiali si arricchisce di un nuovo protagonista. A schierarsi apertamente dalla parte del presidente della FIFA è stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervenuto con un messaggio pubblicato sul social Truth, rilanciando il sostegno al numero uno del calcio mondiale nel pieno delle polemiche sulla governance della FIFA.

Trump ha difeso senza esitazioni Infantino, respingendo le richieste di cambiamento avanzate nelle ultime settimane da UEFA, AFC e CONCACAF, protagoniste di una dura presa di posizione contro la gestione della FIFA.

“La FIFA commetterebbe un errore madornale se, per qualsiasi motivo, prendesse anche solo in considerazione l’idea di sostituire il presidente Gianni Infantino. Infantino è una figura straordinaria, che ha appena presieduto la Coppa del Mondo di maggior successo di sempre, con risultati quattro volte superiori a quelli delle edizioni precedenti. Se se ne andasse, l’evento non avrebbe mai più lo stesso successo né la stessa redditività”, ha scritto Trump.

LE PAROLE DI TRUMP

Le parole del presidente statunitense confermano il forte legame politico e istituzionale con Infantino, un rapporto che negli ultimi mesi aveva già fatto discutere. Tra gli episodi più controversi figurano la partecipazione del presidente FIFA al Board of Peace su Gaza, con tanto di cappello MAGA, e le polemiche relative al caso Balogun, con la squalifica dell’attaccante statunitense successivamente revocata.

Sul fronte opposto resta durissima la posizione delle tre confederazioni continentali. Nel documento congiunto firmato da UEFA, AFC e CONCACAF, i vertici del calcio internazionale spiegano che la contestazione non riguarda aspetti economici, ma principi di governance.

“Il calcio è la più grande passione condivisa al mondo. Non appartiene a nessun individuo né a nessuna istituzione. Appartiene ai giocatori, ai tifosi, ai club, alle federazioni affiliate e a ogni istituzione incaricata di salvaguardarne il futuro”, si legge nella nota.

Le confederazioni ribadiscono che la crescita del calcio internazionale è stata il risultato di un lavoro collettivo e non dell’azione di una singola persona, sottolineando come le decisioni più importanti degli ultimi anni siano state condivise da tutte le componenti del sistema.

COMUNICATO

Nel comunicato viene inoltre criticata la gestione della proposta di cessione di una quota della Coppa del Mondo, ritenuta una grave violazione del rapporto di fiducia tra la FIFA e le federazioni affiliate.

“La leadership nel calcio non è un possesso. Non si tratta di detenere – o di pretendere – il potere. È un dovere di servizio verso la famiglia del calcio che te lo affida. Quando la fiducia viene tradita con l’inganno, quando un individuo si pone al di sopra della collettività che gli ha affidato un’autorità, quel dovere viene meno”, prosegue il documento.

Le tre confederazioni chiedono inoltre che qualsiasi indagine interna sulla vicenda venga affidata a un organismo totalmente indipendente e non direttamente alla FIFA, sottolineando come “c’è silenzio dove dovrebbe esserci responsabilità, distanza dove dovrebbe esserci trasparenza”.

Il confronto tra FIFA e confederazioni, dunque, resta apertissimo e rischia di segnare profondamente il futuro della governance del calcio mondiale, con possibili ripercussioni anche sull’organizzazione delle competizioni internazionali.