Con l’anticipo a cinque stelle tra Lille e PSG, prende il via stasera l’edizione 2015/2016 della Ligue 1, quella che porterà dritta a Euro 2016 che si giocherà proprio in Francia e proprio in questi stadi.
Sul trono di Francia l’anno scorso è salito nuovamente il Paris Saint-Germain, per la terza volta consecutiva e per la quinta nella sua storia, e anche quest’anno parte in pole position con gli avversari ben lontani sulla griglia. Dopo scudetto e tris di coppe nel 2014/2015 francese, Nasser Al-Khelaifi, forse per la prima volta, non ha stravolto la squadra durante l’estate alla ricerca delle figurine mancanti; un centrocampista è partito, il mai troppo convincente Yohan Cabaye che tornerà in Premier con la maglia del Crystal Palace, e un centrocampista proprio dalla Premier è tornato, Benjamin Stambouli, poco più che meteora nel suo anno al Tottenham. Ma il vero colpo di mercato il PSG l’ha piazzato proprio ieri, acciuffando dopo una lunga rincorsa Angel Di María, mai stimato da Van Gaal e soprattutto dalla salute fisica; il Rosarino tenterà il rilancio sotto la Tour Eiffel, chissà se imbeccando o meno Zlatan Ibrahimovic, il cui mal di pancia è sempre dietro l’angolo, direzione Milan, MLS o chissà dove. A tentare l’impresa di spodestare il PSG c’è senza dubbio l’Olympique Lyonnaise di Hubert Fournier, che mai come l’anno scorso c’è andato vicino; dopo averle prese sonoramente nella Supercoppa di Montreal (leggi l’articolo), Les Gones ci riproveranno in campionato, dopo sette anni di vittorie e sette di digiuno, con una squadra ricca di giovani terribili come Lacazette e Fekir, senza nessuna cessione eccellente e a cui si sono aggiunti Beauvue, attaccante ex Guingamp, Rafael che lascia dopo sette anni l’Old Trafford e Jérémy Morel, difensore tuttofare ex OM. E proprio l’Olympique Marseille è la terza pretendente al trono di Francia; dopo un anno di rodaggio, clamorosamente fuori dalla Champions League, El Loco Bielsa ci riprova quest’anno col suo metodo non per tutti che però ha già stregato il Vélodrome. Dopo le sonore partenze di Imbula verso il Dragão di Porto e di Payet direzione West Ham, Bielsa ha lasciato andare anche, a parametro zero, gente come André Ayew, Fanni, Morel e soprattutto André Pierre Gignac, bomber della passata stagione che ha appena fallito la conquista della Libertadores con la maglia dei Tigres. Al loro posto non certo gente di prima fascia, come vuole la filosofia del Loco, ma gente come Karim Rekik, centrale difensivo con anni di vai e vieni in prestito dal Manchester City, come Bouna Sarr, centrocampista offensivo retrocesso l’anno scorso con la maglia del Metz, e come Georges-Kevin N’Koudou, esterno sinisto ex Nantes. Infine a concorrere per l’argenteria che conta ci sarà anche il Monaco di Leonardo Jardim; l’anno scorso, con l’adeguamento fiscale ai parametri francesi, Dmitry Rybolovlev e Ranieri Grimaldi non si sono potuti permettere spese folli e hanno anzi lasciato partire gente come Falcao per far fronte alla situazione economica che stava diventando pesante. Quest’anno, con la seconda qualificazione in Champions consecutiva e i quarti di finale dell’anno scorso che hanno portato liquidi nelle casse del club così come le cessioni eccellenti di Kondogbia e Ferreira Carrasco, si sono concessi dei pezzi pregiati nel reparto avanzato come Stefan El Shaarawy, che cerca lontano dal Milan un trampolino da cui spiccare definitivamente il volo, e Ivan Cavaleiro, altro talento alla ricerca della consacrazione dopo due anni nel limbo con Benfica e Deportivo La Coruña, oltre ad Adama Traoré, centrocampista ex Lille su cui i Monegaschi hanno investito ben quattordici milioni di Euro.
Alle spalle di questo quartetto si schierano Bordeaux e Saint-Étienne, che l’anno scorso hanno piazzato le loro tende in Europa League; soprattutto Les Girondins di Willy Sagnol, con il nuovo stadio già in adozione, puntano al bottino di lusso quest’anno provando a giocare qualche scherzetto alle big di Francia con una squadra molto simile a quella dell’anno scorso, già rodata e solida con la guida del vice campione del mondo 2006. Les Verts di Cristophe Galtier, invece, hanno battuto cassa con qualche cessione eccellente come Gradel e Tabanou e puntano sulla voglia di rivalsa di gente come Kévin Théophile-Catherine, ex Cardiff City, e di Nolan Roux, reduce da una deludente stagione al Lille. E proprio il Lille sarà una mina vagante da schivare per tutta la stagione: dopo un anno lontano anche dalle peggiori aspettative, Hervé Renard, unico volto nuovo tra le panchine di quest’anno, prova a riportare Les Dogues ai vertici del calcio francese, dopo aver piazzato sul trono d’Africa prima lo Zambia e poi la Costa d’Avorio; con le cessioni, seppur profumatamente pagate, di Adama Traoré, di Gueye e di Kjaer, la squadra sembra aver perso e non poco da un punto di vista tecnico, ma tasselli come Guillaume e Bauthéac proveranno insieme a pilastri come Enyeama e Mavuba a ricostruire quella realtà campione di Francia nel 2011 e stabilmente in Champions League fino a non molto tempo fa.
Dalle retrovie partono squadre come Montpellier e Nice, che sembrano aver smarrito la bussola nelle ultime stagioni, come Guingamp e Bastia, rivelazioni degli ultimi anni, e come il Toulouse che l’anno scorso ha faticato e non poco per mantenere il posto nella categoria. Chiudono il cerchio le squadre che presumibilmente lotteranno per la salvezza, tra cui le tre neopromosse Troyes, che torna tra i grandi dopo cinque anni, Gazelec Ajaccio, squadra meno nobile del capoluogo corso all’esordio nella massima serie e che si è già contraddistinta per la maxi rissa nell’amichevole precampionato con il Cagliari, e Angers, che si riaffaccia in Ligue 1 dopo ventuno anni.
[Foto da http://www.psg-collection-maillot.com]

