Pochissime emozioni a Lisbona, tantissime a Porto: i Dragões, dopo cinque anni, sono di nuovo campioni di Portogallo. Lo zero a zero tra Sporting e Benfica lascia invece ancora aperto il discorso Champions.

Jorge Jesus si gioca la Champions League con i suoi uomini, a centrocampo torna William Carvalho e Bruno Fernandes si riprende la trequarti accanto a Gelson Martins e a Bryan Ruiz, preferito ad Acuña; Rui Vitória lascia fuori sia Salvio che Cervi, porta avanti Živković nel tridente dove c’è ancora Raúl Jiménez, ma Jonas recupera in extremis e va in panchina.

PRIMO TEMPO
L’inizio è dello Sporting ma la prima grande chance è del Benfica: palla immaginifica di Jiménez per Rafa Silva che scherza Piccini, anticipa Rui Patrício ma la palla lentissima si spegne sul palo; la fiammata encarnada sveglia il gioco ma addormenta la gara, nel senso che le due squadre si lasciano andare e fanno vedere buone fasi di gioco ma senza mai produrre emozioni in area avversaria. Al minuto venti William Carvalho prova a buttare giù la traversa ma in evidente fuorigioco, poi un rimpallo su Živković mette in difficoltà Rui Patrício e infine un sinistro al volo da fuori di Coentrão bloccato in presa da Varela sono le poche occasioni fino al minuto trentasette, quando il duello personale di Rafa Silva con Rui Patrício riprende vita: destro potentissimo dell’esterno del Benfica su cui il portiere chiaccherato ultimamente a Napoli fa una parata impossibile deviando sul palo, secondo di Rafa Silva in meno di un tempo. Quel che resta del primo tempo prende fuoco all’improvviso: Piccini pesca Coentrão a centro area e il suo colpo di testa accarezza il palo, poi Rui Patrício si erge ancora a protagonista salvando, nell’ordine, su Samaris, su Pizzi e infine su Jiménez. Un primo tempo a ritmi inimmaginabili si chiude con una rouleta da Playstation di Dost in mezzo a Jardel e Grimaldo, ma il bomber olandese non si conferma tale e prova un infelice assist al centro anziché tirare da ottima posizione.

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SECONDO TEMPO
La caduta della spider-cam apre il secondo tempo, ma è senza dubbio l’highlight di questa ripresa: le due squadre hanno seriamente paura di scoprirsi, come nel primo tempo i ritmi sono alti ma, al momento di concludere, nessuna riesce a piazzare l’affondo decisivo. Il Benfica riesce a sfondare un po’ di più sulla sua fascia sinistra con l’ingresso di Salvio che, tempo qualche minuto, mette in porta Jiménez che però calcia male arrivando in ritardo; anche lo Sporting riesce a dar pressione sulla sinistra con Acuña, ma non riesce a produrre nient’altro che un colpo di testa alto di Ruiz. Il tiro impreciso di Samaris è la resa ufficiale di entrambe: finisce zero a zero e il Porto è matematicamente campione di Portogallo.

In palio c’era tantissimo: non tanto il titolo, improbabile per entrambe, ma il posto in Champions League. Il pari lascia il discorso immutato, e lo zero a zero lascia lo Sporting padrone del suo destino: a differenza di quanto accade da noi, i goal in trasferta contano nel computo della differenza reti, così l’uno a uno del Da Luz permette allo Sporting di essere davanti. Nell’ultima giornata, in casa del Marítimo, Jorge Jesus potrebbe con una vittoria conquistare la Champions League e lasciare al Benfica il solo posto nell’Europa del gradino sotto.

TABELLINO

SPORTING LISBONA (4-2-3-1): Rui Patrício – Piccini, Coates, Mathieu, Coentrão (89′ Lumor) – Carvalho (62′ Acuña), Battaglia – Gelson, Fernandes, Ruiz (82′ Mišić) – Dost. Allenatore: Jorge Jesus.
BENFICA (4-3-3): Varela – Douglas, Dias, Jardel, Grimaldo – Samaris, Fejsa, Pizzi (65′ Salvio) – Rafa Silva (87′ Cervi), Jiménez, Živković (80′ Jonas). Allenatore: Rui Vitória.

ARBITRO: Carlos Xistra di Castelo Branco.

AMMONITI: 60′ Piccini (S), 71′ Jardel (B), 93′ Fernandes (S), 96′ Mišić (S)

[Foto da www.zerozero.pt]