ADANI

L’ex difensore risponde alle critiche sulle sue telecronache durante il Mondiale e rivendica il proprio stile: “Messi è il più grande genio del XXI secolo. Studio il calcio e non voglio cambiare”.

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Le telecronache di Daniele Adani hanno animato il dibattito per tutta la durata del Mondiale, soprattutto in occasione delle partite dell’Argentina. L’ex difensore, intervistato dal Corriere della Sera ha risposto alle critiche ricevute, spiegando le ragioni del suo modo di vivere e raccontare il calcio.

Alla domanda se nella finale avrebbe moderato i toni, Adani ha replicato con una battuta destinata a far discutere: Ma secondo lei Messi potrebbe fare un po’ meno?”. Poi ha chiarito il proprio pensiero: “No, sto dicendo che io vado dietro a Messi, ad Haaland, a Mbappé, a Lamine Yamal”.

Il telecronista è tornato anche sull’entusiasmo mostrato durante la semifinale dell’Argentina contro l’Inghilterra, difendendo la propria reazione davanti alle giocate del fuoriclasse argentino.

“Qui siamo di fronte probabilmente al più grande genio del XXI secolo e secondo me contro l’Inghilterra ha fatto la giocata più importante della sua storia con la Nazionale: non ho esagerato, anzi non sono arrivato dove Leo avrebbe meritato arrivassi”.

Adani ha quindi affrontato il tema delle critiche legate ai toni delle sue telecronache, riconoscendo che il suo stile possa dividere il pubblico.

“Posso anche credere che l’urlo sia invasivo, come credo che sia giusto che non piaccia a tutti. Però come si fa a non farsi trasportare da tutto questo? Penso sia impossibile raccontarlo in modo diverso”.

L’ex opinionista ha poi sottolineato come il proprio lavoro non si limiti all’aspetto emotivo, ma sia supportato da un’approfondita preparazione tattica e tecnica.

“Quando metto le cuffie allo stadio e prendo il microfono, so chi l’ha portato prima di me. Ma proprio per questo la profondità del racconto e dell’analisi deve essere totale. Anticipare di un anno l’esplosione della Norvegia, capace di far fuori il Brasile palleggiandogli in faccia, non è forse un servizio pubblico completo? Ma fa comodo parlare solo del resto”.

In chiusura, Adani ha ribadito la propria filosofia calcistica, escludendo qualsiasi cambiamento nel suo approccio comunicativo.

“Se vuoi tornare a giocare a calcio devi andare sui campi e parlare di calcio, lasciando che i ragazzi siano travolti di nuovo da tutto ciò che fa rivivere la magia. Io la vedo così, amo il calcio, studio, mi preparo, lo vivo al massimo delle mie possibilità. E non voglio cambiare”.