SPAGNA

La Spagna supera la Francia 2-0 nella semifinale del Mondiale 2026 e conferma la bontà di un progetto costruito nel tempo.

La vittoria per 2-0 sulla Francia nella semifinale del Mondiale 2026 non racconta fino in fondo la superiorità mostrata dalla Spagna. Come sottolineato da Tuttomercatoweb, la Roja ha dominato la sfida sotto ogni aspetto, confermando di essere oggi una delle nazionali più complete e organizzate del panorama internazionale.

Il successo contro i Bleus è il risultato di un percorso iniziato diversi anni fa. Dopo il ciclo irripetibile tra il 2008 e il 2012, culminato con la conquista di un Mondiale e due Europei, la Spagna aveva attraversato un periodo di transizione. Pur continuando a produrre talenti di altissimo livello, la nazionale iberica faticava a trasformare il proprio potenziale in vittorie.

La svolta è arrivata con Luis Enrique, che ha restituito un’identità chiara alla squadra, riportando coraggio, personalità e una filosofia di gioco ben definita. Un lavoro che è stato poi raccolto e sviluppato da Luis de la Fuente, protagonista assoluto dell’attuale ciclo vincente.

VANTAGGI

Il commissario tecnico ha avuto un vantaggio importante: conoscere perfettamente gran parte dei calciatori della rosa, già allenati nelle selezioni giovanili della Federazione spagnola. Una continuità progettuale che ha permesso ai giovani di arrivare in Nazionale trovando gli stessi principi tattici e la stessa idea di calcio già assimilata negli anni precedenti.

Possesso palla, pressione immediata dopo la perdita del pallone, linee compatte, qualità tecnica e continui movimenti senza palla rappresentano oggi il marchio di fabbrica della Roja. Contro la Francia tutto questo si è visto con estrema chiarezza: Mbappé e compagni sono stati neutralizzati dalla pressione alta e dalla capacità degli spagnoli di controllare il ritmo della gara attraverso il possesso.

La Spagna, però, non vive più soltanto di fraseggio. Oggi abbina il controllo della partita a verticalizzazioni rapide, intensità e qualità individuali. Lamine Yamal, Pedri, Nico Williams, Fabian Ruiz, Dani Olmo, Cubarsí, Cucurella e Oyarzabal rappresentano il perfetto equilibrio tra talento e organizzazione collettiva.

A confermare la forza di questo progetto ci sono anche i numeri. Con il successo sulla Francia, la Roja ha raggiunto 37 partite consecutive senza sconfitte, eguagliando il record stabilito dall’Italia di Roberto Mancini. Un dato che certifica il valore di un percorso costruito con programmazione, idee e continuità.

Al termine della semifinale, Luis de la Fuente ha sintetizzato così la prestazione dei suoi:

“Affrontavamo una delle migliori nazionali del mondo, ma davanti a loro hanno trovato la migliore squadra del mondo”.

Ora manca soltanto l’ultimo passo verso il titolo mondiale, ma indipendentemente dall’esito della finale, la Spagna ha già dimostrato di essere tornata il punto di riferimento del calcio internazionale.