MONDIALI

Tensioni politiche e sicurezza mettono in dubbio la presenza della nazionale iraniana: la FIFA valuta possibili scenari.

La partecipazione dell’Iran ai Mondiali 2026 resta in bilico. Nonostante la recente proroga della tregua tra Iran e Stati Uniti, il clima politico internazionale continua a influenzare anche il mondo del calcio. Come riportato da calciomercato.com, prende quota l’ipotesi di un possibile ritiro della nazionale iraniana dalla competizione che si disputerà tra Stati Uniti, Messico e Canada.

A riaccendere i dubbi è stato il ministro dello Sport iraniano Ahmad Donyamali, che ha lasciato aperta ogni possibilità: “Potrebbe arrivare la decisione di non andare. È previsto un ritiro per la nazionale nella terza settimana di maggio in un Paese vicino… Se le condizioni di sicurezza per i giocatori saranno garantite e il Paese ospitante smetterà di comportarsi in modo scorretto e avventuriero, verrà presa una decisione appropriata”.

Una posizione che riflette le crescenti preoccupazioni del governo iraniano, nonostante le rassicurazioni arrivate dalla FIFA e dal presidente Gianni Infantino. La questione sicurezza resta infatti centrale, soprattutto considerando che tutte le gare del girone dell’Iran sono previste negli Stati Uniti.

Secondo il calendario, l’Iran dovrebbe esordire il 15 giugno contro la Nuova Zelanda, per poi affrontare Belgio ed Egitto. Tuttavia, lo scenario potrebbe cambiare radicalmente nelle prossime settimane.

Il regolamento FIFA prevede sanzioni economiche in caso di ritiro: multe da almeno 250mila franchi svizzeri, che possono salire fino a 500mila in caso di rinuncia tardiva, oltre alla restituzione dei contributi ricevuti. Ma il punto più rilevante riguarda la sostituzione: la FIFA potrà decidere “a propria esclusiva discrezione” come intervenire, incluso l’inserimento di una nuova nazionale.

In questo contesto, anche l’Italia osserva con attenzione: un’eventuale esclusione dell’Iran potrebbe riaprire scenari inattesi, con gli azzurri tra i possibili candidati al ripescaggio.

Una decisione definitiva è attesa entro metà maggio, con il congresso FIFA di Vancouver del 30 aprile destinato a rappresentare un passaggio chiave.