PALLONE MONDIALI 2026

Il ministro dello Sport iraniano avverte FIFA: in caso di bandiere non ufficiali o slogan di protesta sugli spalti, la nazionale potrebbe interrompere la gara.

ANALISI DELLE 48 SQUADRE AL MONDIALE

A poche ore dall’inizio del Mondiale 2026, arrivano dichiarazioni destinate a far discutere da parte delle autorità iraniane. Ahmad Donyamali, Ministro dello Sport e della Gioventù della Repubblica Islamica dell’Iran, ha infatti affrontato il tema delle possibili manifestazioni di protesta sugli spalti durante le partite della nazionale, lasciando intendere che eventuali episodi potrebbero avere conseguenze dirette sul regolare svolgimento degli incontri.

Come riportato da IranWire e ripreso dall’agenzia France Presse, con la notizia rilanciata in Italia dall’Ansa, il ministro ha spiegato che l’Iran monitorerà con particolare attenzione quanto accadrà negli stadi durante la competizione organizzata da Stati Uniti, Canada e Messico.

Nel mirino delle autorità iraniane ci sarebbero soprattutto l’esposizione di bandiere non ufficiali e l’eventuale presenza di slogan considerati contrari alle norme della Repubblica Islamica.

“Se negli stadi in cui giochiamo dovessimo vedere una bandiera o un simbolo diverso da quello della Repubblica Islamica dell’Iran o se venissero intonati slogan che violano le norme, il dirigente della squadra avrà certamente il dovere di interrompere la partita”.

Il ministro iraniano ha poi aggiunto: “E’ responsabilità degli organizzatori porre rimedio alla situazione“, attribuendo quindi agli enti organizzatori il compito di prevenire eventuali episodi di contestazione.

Il regolamento FIFA vieta l’esposizione di simboli politici durante le gare del Mondiale. Una norma che potrebbe assumere particolare importanza proprio in occasione delle partite della nazionale iraniana.

La questione non rappresenta una novità. In precedenza Mehdi Taj, presidente della Federazione calcistica iraniana, aveva già scritto al presidente della FIFA chiedendo interventi specifici per evitare il ripetersi di situazioni simili durante le competizioni internazionali.