INFANTINO

Tra jet privati, scorte di polizia e spostamenti intercontinentali, Gianni Infantino vive un Mondiale molto diverso da quello affrontato da tifosi e addetti ai lavori.

Il Mondiale 2026 non sta mettendo in mostra soltanto le migliori nazionali del pianeta, ma anche il ruolo sempre più centrale di Gianni Infantino all’interno dell’universo FIFA. Il presidente della federazione internazionale è infatti protagonista di un vero e proprio tour attraverso Stati Uniti, Canada e Messico, accompagnato da misure di sicurezza e da una logistica che non sono passate inosservate.

A Miami Beach, un convoglio di Harley-Davidson della polizia con sirene e lampeggianti ha attirato l’attenzione di residenti e turisti. Al centro del corteo viaggiava un SUV nero dai vetri oscurati che ha generato curiosità tra i presenti. Molti avevano ipotizzato la presenza di una figura politica di primo piano, salvo poi scoprire che a bordo si trovava proprio il numero uno della FIFA.

Dall’inizio della competizione, Infantino ha attraversato senza sosta il Nord America, presenziando a numerose partite tra Messico, Stati Uniti e Canada. Città come Città del Messico, Guadalajara, Vancouver, Los Angeles, Miami e Seattle sono state soltanto alcune delle tappe del suo itinerario.

JET PRIVATO

Per rendere possibile una presenza così capillare, il presidente FIFA si sarebbe affidato a un jet privato messo a disposizione da Qatar Airways, riuscendo in alcuni casi ad assistere a più incontri nello stesso giorno. Secondo diverse stime, il costo complessivo degli spostamenti potrebbe raggiungere diverse centinaia di migliaia di euro nel corso del torneo.

Una situazione che contrasta con quella di molti tifosi, alle prese con prezzi elevati per biglietti, voli e sistemazioni. Un divario che continua ad alimentare il dibattito sul rapporto tra il calcio globale e il suo pubblico.