Imbarazzante prestazione dell’Argentina, che crolla nella ripresa e becca tre gol assurdi dalla Croazia. Selección a un passo dall’eliminazione.
Desastre Mundial. L’Argentina è a un passo da una vergognosa eliminazione alla fase a gironi, in un Mondiale dove era arrivata con velleità di titolo. Un tracollo annunciato, un’oscenità incommentabile per una squadra che cola a picco assieme ai suoi senatori e alle scelte discutibili del commissario tecnico Jorge Sampaoli, che in caso di eliminazione diventerà il principale colpevole (e presumibilmente verrà esonerato) ma che non può essere l’unico capro espiatorio, perché è solo la punta di un iceberg che si sta sciogliendo col passare dei giorni. È il fallimento di Lionel Messi e dei suoi “amici”, ossia di quei giocatori portati a forza e schierati pure titolari seppur in condizioni impresentabili, in primis Javier Mascherano ormai l’ombra del grandissimo che fu. Se è vero che è la Pulga a dettare le condizioni sarebbe ora che un CT, qualunque esso sia visto che ne sono passati tanti in questi anni, la smetta di ascoltarlo e decida con la sua testa, magari sbagliando ma non andando incontro a disastri come quello di stasera. La formazione non ha avuto un senso logico fin dall’inizio, la Croazia sarebbe potuta passare più volte nel primo tempo e l’ha fatto con colpevole ritardo solo al 53′, quando Wilfredo Caballero (preferito a Franco Armani, che tutti in patria volevano titolare, perché fra le altre cose giocherebbe bene coi piedi!) ha svirgolato un retropassaggio permettendo ad Ante Rebić di sbloccare il risultato: da lì è stato un incubo senza fine, reso ancora più drammatico dalle rifiniture nel finale di Luka Modrić e Ivan Rakitić, favoriti da un atteggiamento difensivo dilettantesco. Il 3-4-3 scelto da Sampaoli ha fatto acqua da tutte le parti, con Nicolás Otamendi presunto leader difensivo ma in realtà estremamente sopravvalutato, il povero Nicolás Tagliafico adattato centrale lui che è un terzino sinistro, Sergio Agüero invisibile e i due della Juventus Gonzalo Higuaín e Paulo Dybala mandati in campo a situazione già compromessa (davvero uno come Mauro Icardi non sarebbe servito? Mah). Se a una difesa allo sbando ci si aggiunge una situazione mentale molto fragile il risultato non può che essere catastrofico, e in questo grandi colpe ha Messi, che dopo il rigore sbagliato con l’Islanda è apparso nuovamente l’ombra di se stesso: è stato sì trascinatore, ma in negativo. La Croazia approfitta degli orrori altrui, ringrazia e se ne va agli ottavi: quello che l’Argentina doveva raggiungere come minimo e non è detto che troverà.
PRIMO TEMPO
I limiti tattici dell’Argentina si palesano già al 5’, con facile discesa di Perišić sulla sinistra e mancino che Caballero con la mano in tuffo leva dall’angolino basso. Gran parata del portiere di riserva del Chelsea, ma i primi dieci minuti difensivi della Selección sono degni di un film horror. Al 12’ Pérez (uno dei meno peggio, ed è emblematico visto che è stato convocato in extremis solo per l’infortunio di Lanzini) imbuca per Messi che non ci arriva di un soffio, un minuto dopo Leo si abbassa per servire Salvio sulla destra, cross basso e inserimento di Meza il cui tiro a botta sicura è respinto da Lovren. Difensivamente anche la Croazia ha molto da rivedere, al 21’ su cross sbagliato Acuña prende la traversa con Subašić spettatore e soprattutto al 30’ i difensori croati e il portiere non si intendono, Acuña va in anticipo e un rimpallo su Vida lascia la porta vuota a Enzo Pérez che spreca mandando sul fondo. Il finale di tempo è nuovamente della Croazia, al 33’ Mandžukić pareggia il conto dei gol divorati di testa da pochi passi su cross di Vrsaljko (palla a lato) e nel secondo dei due minuti di recupero Modrić con un filtrante manda in porta l’inguardabile Rebić, che si dimentica di portare avanti il pallone quando bastava puntare Caballero e dopo essere rientrato verso il centro in dribbling conclude altissimo col destro ignorando i compagni.
SECONDO TEMPO
Al 53’ comincia il fracaso: Otamendi serve male Mercado, che dà all’indietro altrettanto male a Caballero, ma è nulla rispetto all’orrore del portiere di riserva del Chelsea che svirgola il rinvio, Ante Rebić è lì in zona e si coordina stavolta bene, spedendo il pallone in rete con un destro al volo e facendo diventare l’avversario il peggiore in campo per distacco. Una papera clamorosa, di quelle che si sognano la notte, ma è solo l’inizio perché l’Argentina, nonostante l’ingresso immediato di Higuaín per Agüero, sbanda e subito dopo Perišić va via ad Acuña crossando da destra per Mandžukić anticipato da due difensori. Dentro anche Pavón per una squadra a trazione anteriore, proprio il Pipita dal fondo serve Meza stoppato coi piedi da Subašić, anche bravo nel negare il tap-in a Messi mandando in corner dove Otamendi colpisce di testa alto. L’Argentina però in difesa non esiste più, Vrsaljko da destra pesca Mandžukić e lo juventino contrastato da Tagliafico manda sul fondo, entra anche Dybala ma si vede solo con un sinistro a giro alto. Su palla persa in uscita la Croazia va in contropiede, Brozović serve Luka Modrić con immenso spazio perché Otamendi gli lascia il destro, è un errore letale perché il tiro dal limite del giocatore del Real Madrid è mortifero, 0-2. Argentina fuori dalla partita che non ci capisce più nulla, Rakitić all’87’ becca anche la traversa su punizione e nel primo minuto di recupero si trova ancora come Modrić con una prateria al limite, Caballero respinge come può e Kovačić serve al centro proprio Ivan Rakitić a porta di fatto vuota, 0-3 e tutti a casa.
L’ultima speranza dell’Argentina si chiama Nigeria: se domani pomeriggio (ore 17) perde con l’Islanda ai nordici basterà un pareggio contro la Croazia per escludere la Selección qualsiasi cosa faccia contro le Super Eagles. Nel frattempo la squadra di Zlatko Dalić vola a punteggio pieno e con un pari sarà aritmeticamente prima.
IL TABELLINO
Argentina (3-4-3): Caballero; Mercado, Otamendi, Tagliafico; Salvio (56’ Pavón), Mascherano, Pérez (68’ Dybala), Acuña; Messi, Agüero (54’ Higuaín), Meza. Commissario tecnico: Sampaoli
Croazia (4-2-3-1): Subašić; Vrsaljko, Lovren, Vida, Strinić; Rakitić, Brozović; Rebić (57’ Kramarić), Modrić, Perišić (82’ Kovačić); Mandžukić (93’ Ćorluka). Commissario tecnico: Dalić
Arbitro: Ravshan Irmatov della federazione uzbeka (Rasulov – Saidov; Hauata; VAR Zwayer; A. VAR Dankert – Rockwell – Makkelie)
Reti: 53’ Rebić, 80’ Modrić
Ammoniti: Rebić, Mandžukić, Vrsaljko, Ćorluka (C), Mercado, Otamendi, Acuña (A)
[Immagine presa da fifa.com]

