Messico-Svezia

Incredibile finale di partita a Ekaterinburg: la Svezia travolge il Messico e si qualifica, ma per il Tricolor resta comunque la gioia per la qualificazione a seguito della sconfitta della Germania.

Una festa per due. Svezia e Messico sono le qualificate agli ottavi di finale dei Mondiali dal Gruppo F, con questo ordine di classifica, e tutto grazie a due gol arrivati nell’altro campo. La partita di Ekaterinburg è durata realmente settantaquattro minuti: quando Edson Álvarez ha fatto autogol non c’è più stato interesse su quello che accadeva in campo, ma si ascoltavano le radio o si controllavano gli smartphone per capire quanto accadeva a Kazan, dove si stavano decidendo le sorti del girone: quando al 91′ la Corea del Sud si è portata in vantaggio hanno esultato tutti sugli spalti e – di fatto – anche in campo, perché era il segnale che anche il Tricolor sarebbe andato avanti, quando invece una vittoria della Germania avrebbe dato una clamorosa esclusione alla squadra che aveva dominato il girone con due vittorie su due nelle prime giornate. Un crollo inaspettato quello della squadra di Juan Carlos Osorio, che ha mostrato crepe sconcertanti dopo aver invece dato tra i migliori segnali all’inizio del torneo, e che ora mette più di qualche punto interrogativo in vista degli ottavi dove c’è il rischio che peschi il Brasile. A sorpresa chi arriva prima è la Svezia: dopo aver eliminato l’Italia fa un altro scalpo di notevolissima importanza, e se il gol di Toni Kroos al 95′ dello scontro diretto di sabato sembrava aver messo in salita la corsa verso gli ottavi ora invece proprio un assist del numero 8 tedesco, quello per il vantaggio coreano, ha certificato la possibilità di avere addirittura un tabellone non impossibile, a patto che il Brasile non finisca primo.

PRIMO TEMPO

L’arbitro Pitana mostra un cartellino giallo a Jesús Gallardo del Messico dopo appena dodici secondi, un record per questi Mondiali, e al 5’ segnala una punizione dal lato sinistro per presunto tocco di mano di Ochoa fuori area, quando in realtà era sulla linea: calcia in porta Forsberg, il portiere dello Standard Liegi respinge. Al 12’ corner da destra di Augustinsson, sponda di Granqvist e rovesciata di Berg sul fondo di poco, a pareggiare l’occasionissima ci pensa un errore difensivo che al 17’ regala palla a Hernández, tocco per Lozano che serve sulla destra Vela e mancino a giro a un soffio dal palo. È la Svezia a farsi preferire per tutto il primo tempo, subito dopo cross da destra e conclusione del solissimo Forsberg a centro area che manda alto, alla mezz’ora nuovamente protagonista Pitana perché viene richiamato dal VAR per un tocco di mano di Hernández in area, ma all’on-field review lo giudica involontario: in ogni caso dalla bandierina la difesa del Messico non libera, Lustig rimette in mezzo e Toivonen gira verso la porta trovando ancora pronto Ochoa. Nell’ultima azione del primo tempo contropiede e tiro sull’esterno della rete di Berg.

SECONDO TEMPO

Comincia la ripresa e cominciano i gol: cross da destra, Claesson cicca il tiro ma regala un involontario assist a Ludwig Augustinsson, che di sinistro infila la porta di Ochoa. Messico sconvolto dallo svantaggio e che va in tilt difensivamente, un minuto dopo Toivonen ha la possibilità dal limite di calciare ma manda alto, così come Augustinsson al 54’ non bissa la rete precedente con un tiro a giro sul fondo. All’ora di gioco harakiri messicano, Héctor Moreno entra in scivolata su Berg appena dentro l’area e Pitana dà un rigore non così netto come sembrava in diretta ma comunque assegnabile. Dal dischetto, come contro la Corea del Sud, va Andreas Granqvist che la piazza all’incrocio, imparabile per Ochoa che pure aveva azzeccato l’angolo. Entra Fabián che ci prova subito da trenta metri trovando una deviazione di Granqvist ma non gli viene dato l’angolo, al 74’ però il disastro si completa perché su rimessa laterale prolunga Kiese Thelin ed Edson Álvarez incredibilmente fa autogol con un’assurda carambola. Chicharito Hernández, servito dal subentrato Jesús Manuel Corona, effettua un tiro-cross quasi dalla linea di fondo e Vela di testa non riesce a correggere in rete, ma già lì si era arrivati al momento in cui tutti erano più interessati al risultato di Kazan: quando arriva il gol della Corea del Sud, o meglio quando l’arbitro convalida dopo aver visto al VAR, è clamorosa la scena dei tifosi di entrambe le squadre che festeggiano assieme.

La Svezia vince il girone e sfiderà la seconda del Gruppo E (e negli eventuali quarti la prima del Gruppo H o la seconda del Gruppo G), mentre il Messico tifa la Serbia: dovesse evitare la vittoria del girone da parte del Brasile sarebbe il Tricolor ad avere la strada spianata, altrimenti saranno guai.

IL TABELLINO

Messico (4-2-3-1): Ochoa; Álvarez, Moreno, Salcedo, Gallardo (65’ Fabián); Guardado (75’ J. M. Corona), Herrera; Layún (89’ Peralta), Vela, Lozano; J. Hernández. Commissario tecnico: Osorio
Svezia (4-4-2): Olsen; Lustig, Lindelöf, Granqvist, Augustinsson; Claesson, Larsson (57’ Svensson), Ekdal (80’ Hiljemark), Forsberg; Berg (68’ Kiese Thelin), Toivonen. Commissario tecnico: Andersson
Arbitro: Néstor Pitana della federazione argentina (Maidana – Belatti; Cunha; VAR Vigliano; A. VAR Vargas – Astroza – Sampaio)
Reti: 50’ Augustinsson, 62’ rig. Granqvist, 74’ aut. Álvarez
Ammoniti: Gallardo, Moreno, Layún (M), Larsson, Lustig (S)

[Immagine presa da fifa.com]