Kroos tiene in vita la Germania al 95′, clamoroso 2-1 sulla Svezia

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Sull’ultima azione della partita di Sochi la Germania trova la battuta vincente di Toni Kroos che ribalta il risultato contro la Svezia, è 2-1 e la storia del Gruppo F è ancora tutto da scrivere.

Mai dare per morti i tedeschi finché non arriva il fischio finale. Novantaquattro minuti e quarantadue secondi di estrema sofferenza per la Germania, ma poi Toni Kroos (fin lì non certo fra i migliori, anzi) si è inventato una parabola che ha fatto esultare tutta la nazione, perché è il gol che vale il sorpasso sulla Svezia che già sentiva l’odore del biscotto col Messico all’ultima giornata per mandare fuori i campioni in carica. Il match di Sochi si decide al 95′, quando in pochi ormai credevano che potesse cambiare il risultato perché la Germania era pure in dieci contro undici, per un’ingenua doppia ammonizione di Jérôme Boateng, ma è stato ancor più sciocco Jimmy Durmaz nel commettere fallo su Timo Werner (determinante quando è stato spostato sulla sinistra, con l’ingresso di Mario Gómez dopo l’intervallo) che andava solo portato sul fondo in attesa del triplice fischio di Szymon Marciniak, al quale i giustizieri degli Azzurri possono aggrapparsi in quanto a recriminazioni per un netto rigore non concesso a Marcus Berg sullo 0-0. Joachim Löw ha silurato Sami Khedira e Mesut Özil, fuori per scelta tecnica, e ha preferito Antonio Rüdiger a Niklas Süle per l’infortunato Mats Hummels: mosse più che rivedibili, soprattutto quella del centrale ex Roma apparso in evidente difficoltà sulle ripartenze avversarie, con gli svedesi che hanno impostato la gara sul più classico difesa e contropiede, scelta questa che per un tempo ha pagato. Poi l’ingresso di Gómez ha dato tutt’altro volto alla partita, anche perché ha favorito involontariamente l’1-1 di Marco Reus, e da lì è stato un assedio seppur a tratti sterile e impreciso, che pareva terminare sul palo dell’altro subentrato Julian Brandt. Invece Kroos al 95′ ha deciso che c’era da cambiare la storia e pure una statistica negativa: i campioni in carica delle ultime due edizioni (Italia e Spagna) sono usciti ai gironi nel Mondiale successivo, alla Germania stava per toccare la stessa situazione ma ora un po’ l’ha sistemata.

PRIMO TEMPO

Werner subito attivo, due minuti e vince un duello sulla linea di fondo servendo dietro Draxler, il cui tiro a botta sicura è salvato da Larsson che si sostituisce a Olsen. La Svezia resta rintanata nella sua metà campo, per non dire nella sua trequarti, e riparte solo quando i tedeschi sbagliano: al 12’ lo fa l’impresentabile Rüdiger regalando palla, Berg viene lanciato e a tu per tu con Neuer Boateng lo affronta fallosamente, ma né Marciniak né il VAR Turpin vedono gli estremi per un rigore che dalle immagini appare invece abbastanza netto. Uno scontro di gioco a centrocampo, con Toivonen che fortuitamente colpisce il naso di Rudy, toglie dalla partita una delle sorprese di formazione di Löw, che inspiegabilmente ci mette cinque minuti a cambiarlo. Appena entra Gündoğan però la Svezia passa: errore in impostazione stavolta di Kroos, Berg serve Claesson che mette dentro per Ola Toivonen, Rüdiger ovviamente anticipato e Neuer scavalcato con un bellissimo tocco sotto forse anche sfiorato dall’ex Roma, di gran lunga l’anello debole di una difesa già di suo molto ballerina. Germania sotto poco dopo la mezz’ora come contro il Messico, reagisce al 39’ con un tiro di Gündoğan deviato che Olsen respinge salvandosi anche sulla successiva deviazione di Müller (contrastato da Lustig) ma rischia di crollare definitivamente sull’ultima palla del primo tempo, quando una punizione da destra di Claesson pesca Berg in area e ci vuole un grande intervento di Neuer per togliere il colpo di testa dall’angolino basso.

SECONDO TEMPO

Mario Gómez per Draxler e l’ex Fiorentina entra nell’azione del pareggio: Werner, spostato a sinistra, mette in mezzo per il nuovo entrato che sfiora e di fatto appoggia il pallone sul ginocchio di Marco Reus, che riesce in modo fortuito a battere Olsen. Germania scatenata, Kroos un minuto dopo dal limite rientra sul destro e trova una deviazione pericolosissima di Lindelöf che spiazza Olsen ma per sua fortuna finisce sul fondo, dove va pure un colpo di testa di Müller al 51’ su punizione da destra. Ancora bene Werner nel nuovo ruolo, manda in crisi la difesa svedese e tocca per Hector il cui tiro è bloccato da Olsen, cinque minuti dopo cross teso di Kimmich e Reus di tacco non ci arriva di un soffio, forse levando pure il pallone dalla disponibilità di Gómez. L’attaccante ex viola al 68’ si divora il 2-1 d’esterno sinistro su cross di Rüdiger, gli viene segnalato un fuorigioco in realtà inesistente e quindi in caso di gol il VAR avrebbe corretto. L’assalto tedesco è però confuso e poco lucido, Werner all’81’ alza alto un cross basso di Müller e subito dopo Boateng, già ammonito, fa un fallaccio beccandosi l’inevitabile secondo giallo, sulla punizione seguente respinta controcross e Granqvist sovrasta Hector colpendo di testa e trovando il pugno di Neuer, non stilisticamente perfetto ma efficace. Olsen si supera all’88’ alzando sopra la traversa un colpo di testa di Gómez bello ma centrale, l’arbitro dà cinque minuti di recupero e al 92’ Brandt (appena entrato) trova lo spazio per il tiro dal limite questo sì perfetto, ma sul palo. Sull’ultima palla però Durmaz commette un fallo sciocco su Werner sul lato sinistro dell’area, Toni Kroos si fa toccare il pallone da Reus e con un gran destro a giro batte Olsen mandando in delirio compagni, panchina e tifosi.

Messico 6, Germania e Svezia 3, Corea del Sud 0. I tedeschi sfideranno gli ultimi in classifica, non ancora aritmeticamente eliminati, mentre gli svedesi beccheranno il Tricolor sempre più convincente: l’ultima giornata del Gruppo F sarà imperdibile perché tutto può ancora accadere, appuntamento mercoledì alle ore 16.

IL TABELLINO

Germania (4-2-3-1): Neuer; Kimmich, Rüdiger, Boateng, Hector (87’ Brandt); Kroos, Rudy (31’ Gündoğan); Müller, Draxler (46’ M. Gómez), Reus; Werner. Commissario tecnico: Löw
Svezia (4-4-2): Olsen; Lustig, Lindelöf, Granqvist, Augustinsson; Claesson (74’ Durmaz), Larsson, Ekdal, Forsberg; Berg (90’ Kiese Thelin), Toivonen (78’ Guidetti). Commissario tecnico: Andersson
Arbitro: Szymon Marciniak della federazione polacca (Sokolnicki – Listkiewicz; Sato; VAR Turpin; A. VAR Gil – Gringore – Valeri)
Reti: 32’ Toivonen (S), 48’ Reus, 95’ Kroos
Espulso: Boateng (G) all’82’ per doppia ammonizione
Ammoniti: Ekdal, Larsson (S)

[Immagine presa da fifa.com]