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Keisuke Honda Giappone-Senegal

Né il Giappone né il Senegal riescono a dare lo strappo decisivo verso la qualificazione dal Gruppo H dei Mondiali: a Ekaterinburg finisce 2-2 con doppia rimonta asiatica.

Un ex Milan, che in Italia non è certo tenuto in considerazione quanto in patria, entra e tiene in corsa il Giappone per la qualificazione. È Keisuke Honda, entrato in campo sei minuti prima, a firmare il gol del pareggio nella partita di Ekaterinburg, consentendo ai suoi di mantenere la leadership del Gruppo H con il Senegal e avere due risultati su tre all’ultima giornata per la qualificazione agli ottavi. Match divertente fra le due squadre rivelazione di questa prima fase dei Mondiali, entrambe reduci da un esordio molto positivo ed entrambe ancora protagoniste, seppur mostrando delle lacune difensive che più in là nel torneo potrebbero costare carissimo: gli africani, ancora imbattuti nella fase a gironi (due vittorie e tre pareggi contando anche il 2002), si sono illusi sia nel primo sia nel secondo tempo di poter portare a casa i tre punti e mettere una seria ipoteca sulla qualificazione, ma un erroraccio in uscita del portiere Khadim N’Diaye ha fatto sfumare il sogno di un’intera nazione. Il vantaggio quasi immediato di Sadio Mané, l’uomo più atteso, è arrivato in maniera fortuita, ma la squadra di Aliou Cissé si è fatta preferire nel primo tempo per la manovra, tutto il contrario invece rispetto alla ripresa dov’è stato il Giappone a prevalere: la particolarità dell’incontro è che entrambe abbiano segnato quando gli avversari apparivano in controllo della situazione, perciò alla fine il pareggio non può essere certo un risultato sorprendente.

PRIMO TEMPO

Il Senegal parte meglio e trova il vantaggio all’11’, seppur su situazione casuale: Wagué crossa da destra sul secondo palo, Shibasaki prolunga male di testa favorendo Sabaly, che raccoglie e col destro calcia verso la porta dove Kawashima, inspiegabilmente, respinge di pugno sul ginocchio di Sadio Mané, al quale non serve nemmeno indirizzare il pallone perché fa gol senza volerlo, è il suo primo nel torneo. Gli africani gestiscono la partita soprattutto a centrocampo, il Giappone sembra incapace di reagire ma a sorpresa pareggia al 34’, su lancio dalle retrovie (quindi scavalcando il centrocampo, dove in particolare Gueye la fa da padrone) Nagatomo stoppa e passa in mezzo a due avversari accentrandosi, subentra Takashi Inui che cerca lo spazio per la conclusione e trova un destro piazzato imparabile. Senegal sorpreso, prova a rifarsi al 39’ con un filtrante per Niang che prende il tempo alla difesa, ma l’attaccante del Torino di mezzo esterno sinistro non riesce a superare Kawashima che stavolta si salva. Haraguchi prova invece a riscattare l’errore sul gol con un sinistro dal limite: niente da fare, termina alto.

SECONDO TEMPO

Il Giappone cerca le azioni manovrate, il Senegal è molto meno lezioso. Al 49’ Nagatomo crossa per la sponda di Haraguchi e il colpo di testa di Osako, N’Diaye blocca a terra, dall’altra parte due volte in cinque minuti ci prova Niang ma il primo tiro è alto e il secondo è parato facilmente da Kawashima. Meglio gli asiatici, che al 61’ si divorano la chance di passare in vantaggio per la prima volta nel match, con un cross basso da destra di Haraguchi lisciato malamente a centro area da Osako, il quale si rifà tre minuti dopo con un colpo di tacco a liberare Inui per un destro sulla parte alta della traversa. Senegal in difficoltà, ma come successo nel primo tempo chi fatica di più poi segna: al 71’ Mané scodella per Sabaly in area, bel gioco di gambe e cross basso solo sfiorato da Niang che diventa buono per l’accorrente Moussa Wagué, il cui destro potente è imparabile e suggella un’ottima prova personale. Dura appena sette minuti il nuovo vantaggio africano, dopo una chance per Inui sulla quale si immola Sané (75’) è un cross all’apparenza poco pericoloso a mandare in tilt il portiere N’Diaye, che esce a vuoto e permette a Inui di rimettere in mezzo dal fondo per Keisuke Honda, bravo a far passare la palla fra palo e uomo appostato sulla linea. Terzo Mondiale consecutivo a segno per l’ex Milan, ora al Pachuca, per un totale di quattro (due nel 2010).

Giappone e Senegal salgono entrambe a quattro punti, con Colombia e Polonia ovviamente ancora a zero almeno per un’ora: chi perde stasera a Kazan è eliminato, mentre anche un pareggio darebbe ancora possibilità a tutte e quattro le squadre di cambiare la storia di quello che appare il girone più equilibrato del torneo.

IL TABELLINO

Giappone (4-2-3-1): Kawashima; H. Sakai, Yoshida, Shoji, Nagatomo; Hasebe, Shibasaki; Haraguchi (75’ Okazaki), Kagawa (72’ Honda), Inui (87’ Usami); Osako. Commissario tecnico: Nishino
Senegal (4-3-3): K. N’Diaye; Wagué, Sané, Koulibaly, Sabaly; P. Ndiaye (81’ N’Doye), A. N’Diaye (65’ Kouyaté), Gueye; Sarr, Niang (86’ Diouf), Mané. Commissario tecnico: Cissé
Arbitro: Gianluca Rocchi della federazione italiana (Di Liberatore – Tonolini; Al-Jassim; VAR Irrati; A. VAR Lopes Martins – Maidana – Valeri)
Reti: 11’ Mané (S), 34’ Inui, 71’ Wagué (S), 78’ Honda
Ammoniti: Niang, Sabaly (S), Inui, Hasebe (G)

[Immagine presa da fifa.com]