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L'attaccante del Napoli, dopo quattro partite non proprio indimenticabili, decide la sfida di Brasilia e manda la Selección in semifinale dopo ventiquattro anni dall'ultima volta.

 

La caccia al Brasile è più aperta che mai. Con i verde-oro già in semifinale nell'altra parte del tabellone oggi toccava all'Argentina rispondere e il pronostico è stato rispettato in pieno, tenendo ancora aperte tutte le possibilità di vedere un'indimenticabile finale tutta sudamericana al Maracanã che avrebbe qualcosa di leggendario. Rispetto alle altre volte l'Argentina oggi non si è aggrappata al suo numero dieci, Lionel Messi, o al fedele scudiero Ángel Di María, peraltro uscito dopo mezz'ora: è stato Gonzalo Higuaín, in letargo nel girone e contro la Svizzera, a decidere l'incontro all'alba della partita, con una girata quasi rabbiosa per dimostrare che sì, c'è anche El Pipita dentro questo Mondiale e la Selección può contare di nuovo su un'altra bocca di fuoco. Sembra quasi di rivedere la storia di Paolo Rossi a Spagna '82, con il numero venti azzurro a secco nelle prime quattro partite del Mondiale (e criticatissimo) ma poi esploso proprio al momento giusto, certo Higuaín non ha segnato tre gol e non li ha fatti al Brasile, ma si può ancora rimediare… L'Argentina non ha impressionato dal punto di vista offensivo, almeno non come alcune uscite precedenti, ma è stata solida, nonostante la pericolosa presenza di Demichelis dietro e la squalifica di Rojo, uno dei migliori nel pacchetto arretrato. La porta di Romero, oggi non chiamato a particolari miracoli, è rimasta inviolata perché di contro il Belgio si è fermato sul più bello, mancando pesantemente nell'appuntamento più importante della sua storia recente (miglior risultato la semifinale del 1986, persa proprio contro l'Argentina), e tutta la batteria di trequartisti, centrocampisti offensivi ed esterni d'attacco ha profondamente deluso, tanto che l'uomo sulla carta più pericoloso, Hazard, è uscito anzitempo per scelta tecnica. Magari Wilmots potrà mangiarsi le mani per non aver messo Lukaku dall'inizio, preferendogli Origi, ma a dirla tutta i belgi hanno creato molto poco e all'ariete del Chelsea di palloni nel primo tempo ne sarebbero arrivati pochissimi. Certo, si fosse portato Nainggolan magari cambiava qualcosa…

PRIMO TEMPO
Argentina con un 4-4-2 molto lineare che permette ai due esterni (Di María e Lavezzi) di fare uno contro uno con i quattro difensori centrali belgi, al Pocho capita la prima palla buona dell'incontro, cross al centro e Kompany rinvia in maniera provvidenziale. Il gol arriva subito, all'ottavo minuto, quando Di María cerca un filtrante per Zabaleta, un rimpallo rende il tocco del madridista un assist non per il terzino ma bensì per Gonzalo Higuaín, girata col destro dal limite di prima intenzione e Courtois rimane di sasso. Argentina già avanti col primo gol in questo Mondiale per il centravanti del Napoli, che nel 2010 in Sudafrica aveva fatto quattro gol e che non segnava in nazionale dall'amichevole di Roma contro l'Italia del 14 agosto 2013. Come ieri col Brasile la rete in avvio cambia i piani degli avversari e il Belgio va in enorme difficoltà, Wilmots prova spesso a scambiare di posizione i tanti giocatori offensivi, tutti peraltro intercambiabili, ma non ha grosse risposte dal punto di vista della prestazione, e i tiri in porta latitano: solo uno, di De Bruyne al 26', con Romero che respinge in tuffo. Anche l'Argentina ha qualche problema, perché alla mezz'ora Di María getta la spugna e chiede il cambio, dopo un problema muscolare accusato a seguito di un tiro respinto da Kompany, senza El Fideo la manovra dei biancocelesti è più prevedibile e Messi è costretto a fare (quasi) tutto da solo, come quando prova a saltare la difesa belga al limite prendendosi un fallo e calciando alta la susseguente punizione. Brivido prima dell'intervallo per Romero ma il colpo di testa di Mirallas, su cross di Vertonghen, è a lato.

SECONDO TEMPO
Stessi ventidue che sono andati al riposo e stesso Higuaín del primo tempo, il gol gli ha ridato lucidità e si vede, al 51' si accentra rientrando sul destro e calcia, deviazione di Van Buyten e calcio d'angolo. La giocata strepitosa El Pipita la fa al 55', tunnel a Kompany e autostrada verso la porta di Courtois, il tiro però scheggia la traversa e finisce sul fondo. Entra Lukaku, con un'ora di ritardo, assieme a Mertens, il Belgio prova a giocarsela sulle fasce, un cross di Vertonghen pesca Fellaini la cui incornata finisce alta, mentre poco dopo De Bruyne mette in mezzo rasoterra e Garay nel tentativo di anticipare Lukaku rischia l'autorete (Romero blocca). Si ha comunque l'impressione che i belgi stiano pagando dal punto di vista fisico i tiratissimi supplementari contro gli Stati Uniti, perché in campo si muovono poco e male, l'Argentina regge senza troppe difficoltà e nell'assalto finale, con palloni messi in mezzo pregando in un rimpallo favorevole, ai Diables Rouges la deviazione buona non arriva, la sfiora Garay su un tiro di De Bruyne e la mancano in due su un calcio d'angolo battuto sul secondo palo. Courtois dà qualche secondo di speranza in più ai suoi stoppando in uscita Messi lanciato solo in campo aperto (avrebbe potuto fare molto di più) e sull'ultima azione Lukaku si libera bene ma sul suo tocco al centro Garay anticipa tutti e Witsel calcia alto, le speranze del Belgio si spengono qui.

Era da Italia '90, quando poi arrivò la sconfitta in finale per 1-0 contro la Germania Ovest, che l'Argentina non raggiungeva le semifinali, nelle ultime due edizioni si era fermata ai quarti e per questo il successo di oggi ha un valore ancor più importante. Stasera da Olanda-Costa Rica uscirà l'avversario nella semifinale di São Paulo del 9 luglio, e se dovessero passare gli olandesi sarebbe una riedizione della finale del 1978.

IL TABELLINO
Argentina (4-4-2):
Romero; Zabaleta, Demichelis, Garay, Basanta; Di María (33' E. Pérez), Biglia, Mascherano, Lavezzi (71' Palacio); Higuaín (81' Gago), Messi. Commissario tecnico: Sabella
Belgio (4-2-3-1): Courtois; Alderweireld, Kompany, Van Buyten, Vertonghen; Witsel, Fellaini; Mirallas (60' Mertens), De Bruyne, Hazard (75' Chadli); Origi (59' Lukaku). Commissario tecnico: Wilmots
Arbitro: Nicola Rizzoli della federazione italiana (Faverani – Stefani; Williams)
Rete: 8' Higuaín
Ammoniti: Hazard, Alderweireld (B), Biglia (A)

[Immagine presa da fifa.com]