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La nazionale di Capello, non riesce ad andare oltre il pari, contro la giovanissima Corea del sud (età media inferiore ai 25 anni), al termine di una partita a dir poco noiosa.

 

La storia si ripete, questa volta sotto altre vesti. La storia, quella di Fabio Capello, racconta le vicende di un grande allenatore di club che, reinventatosi commissario tecnico, non riesce a replicare i successi di un tempo.
Se già l’esperienza con la nazionale inglese per il tecnico di Pieris era stata un mezzo flop, quella con la rappresentativa russa sembra andare nella stessa direzione.
Il gioiello di don Fabio, si è impantanato nelle lande desolate della steppa siberiana, fermato dalla freschezza atletica della Corea del sud, compagine non certo irresistibile, ma dimostratasi solida e disciplinata.
La Russia in tutti e 90 i minuti di gioco, non ha mai convinto, subendo per larghi tratti dell’incontro il gioco veloce dei coreani e la prestazione a dir poco orribile di Akinfeev.

PRIMO TEMPO – I primi 45′  all’Arena Pantanal, regalano uno spettacolo a dir poco scialbo.
La Russia domina il match a centrocampo, ma solo in rare occasioni riesce a scardinare la difesa degli asiatici, guidata sapientemente da Kim (centrale difensivo in forza all’Evergrande di Marcello Lippi):
La Russia si fa vedere solo al 32°, quando Ignashevich impegna il portiere coreano Jung, con una bordata dalla lunga distanza.
La Corea reagisce subito alla prima offensiva russa: al minuto 34 Koo sfiora la rete dal limite dell’area.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa lo spettacolo stenta a migliorare.
I coreani iniziano a intuire le incertezze del portiere russo, Akinfeev, e provano a più riprese la soluzione dalla distanza. In due occasioni l’estremo difensore del CSKA si salva come può, ma al 23° minuto incappa in un errore di proporzioni bibliche, spendendo nella sua stessa porta un tiro non certo irresistibile di Lee Keun Ho.
Gli asiatici, un po’ a sorpresa, riescono dunque a passare in vantaggio; sara però un vantaggio molto breve.
Dopo 5′ la Russia pareggia i conti con il suo uomo più rappresentativo, Kerzhavok, lestissimo nel ribadire in rete una serie di batti e ribatti al centro dell’area di rigore coreana.
La nostra cronaca può finire qui. Dei restanti 15 minuti si sono perse le tracce, così come di quasi tre quarti complessivi dell’incontro.
Russia – Corea è stata sicuramente una delle partite più brutte di questo Mondiale; un incontro che di certo non faremo alcuna fatica a dimenticare.