Il pareggio all’esordio contro il Marocco accende il dibattito attorno alla Seleção: Ancelotti risponde alle critiche e difende le proprie scelte.
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L’avventura mondiale di Carlo Ancelotti sulla panchina del Brasile è iniziata con un pareggio che non ha pienamente convinto tifosi e addetti ai lavori. L’1-1 contro il Marocco all’esordio della competizione ha infatti alimentato le prime perplessità attorno alla Seleção, chiamata a interrompere un digiuno iridato che dura ormai dal 2002.
Le aspettative attorno alla nazionale verdeoro sono altissime. In Brasile si sogna il sesto titolo mondiale e la pressione aumenta ulteriormente considerando che un eventuale mancato successo prolungherebbe il periodo senza trionfi oltre il record storico già registrato tra il 1970 e il 1994. A questo si aggiunge il fatto che Ancelotti è il primo allenatore straniero a guidare il Brasile in un Mondiale, una novità che continua a dividere parte della tifoseria più tradizionalista.
Dopo il pareggio contro il Marocco, non sono mancate le prime critiche rivolte al commissario tecnico italiano. Lo stesso Ancelotti, intervenendo in conferenza stampa, ha mostrato serenità nell’accettare le osservazioni sul rendimento della squadra.
“Vanno accettate quando non si gioca bene”, ha dichiarato l’ex tecnico di Milan e Real Madrid, riconoscendo che la prestazione non è stata all’altezza delle aspettative.
Più decisa, invece, la risposta a chi gli ha chiesto spiegazioni sul mancato impiego di Endrick. Ancelotti ha preferito spostare l’attenzione sul collettivo: “Parlo solo della squadra, non sono qui per parlare di individualità”.
Il momento più acceso della conferenza è arrivato quando una giornalista ha criticato la gestione delle sostituzioni, ritenute troppo tardive. Il tecnico emiliano ha replicato con fermezza: “Ho fatto due cambi al 45’ e due al 59. Ha capito? Due cambi al minuto 45, altri al minuto 59. Io penso di non aver perso tempo per fare i cambi…”.
