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Oribe Peralta Messico-Nuova Zelanda

I campioni in carica della Coppa d’Oro, il Messico, si prendono i primi tre punti di questa Confederations Cup. Chris Wood fa sognare la Nuova Zelanda ma subisce rimonta della Selección mexicana con Jiménez e Peralta, che va a pari punti con il Portogallo di Cristiano Ronaldo.

Contro il Campione d’Europa capitanato da Cristiano Ronaldo non era facile vincere, soprattutto con un giocatore in gran forma, ma il Messico col Portogallo ha conquistato un punto prezioso pensando subito al riscatto nella successiva giornata. Infatti, contro una Nuova Zelanda ormai fuori dai giochi, i messicani hanno siglato la prima vittoria di questa decima edizione della Confederations Cup, passando in svantaggio con l’attaccante del Leeds Chris Wood, per poi rimontare con Raúl Jiménez e Oribe Peralta, gol che portano El Tricolor a pari punti con il Portogallo.

PRIMO TEMPO

La Nuova Zelanda, se vuole credere al miracolo, deve darsi una mano anche da sola per far sì che ciò avvenga, senza più sbagliare per poter andare avanti nel torneo. Dall’altra parte i verdi del Centro America, dopo il pareggio all’ultimo contro il Portogallo, una carica l’hanno sentita. I neozelandesi se la giocano, al 20′ su corner Tommy Smith, difensore dell’Ipswich Town, salta più in alto di tutti mirando sotto la traversa, Alfredo Talavera vola e manda in corner. Al 27′ Chris Wood, attaccante del Leeds, riceve un buon filtrante basso in area messicana, si aggiusta e con un destro secco prova a seccare il portiere del Toluca, ma Alfredo Talavera (quest’oggi sostituto del titolarissimo Guillermo Ochoa) mura e manda in corner, fra le proteste perché c’era a terra Carlos Salcedo infortunatosi alla spalla. Messico sottotono, ritmo inesistente di gioco e alla fine, al 42′, un’ingenuità difensiva permette un uno-due fra il centrocampista Clayton Lewis e Chris Wood, che a tu per tu con Talavera lo spiazza con il destro. Wood porta in vantaggio la sua squadra, dandole una speranza.

SECONDO TEMPO

Il Messico sa bene che gli rimangono soli quarantacinque minuti di gioco per vincere, infatti il ritmo si alza molto. C’è una nuova faccia messicana in questo secondo frangente, al 54′ l’ala dei Tigres Javier Aquino dalla fascia sinistra affonda in area con una serie di numeri, porta diversi uomini su di lui, scambia con Marco Fabián che si gira molto bene e trova ben piazzato a pochi passi Raul Jiménez, che insacca sotto la traversa con un destro poderoso. Arriva il pareggio dei verdi, è una grandissima azione da gol. Il raddoppio nasce ancora dall’agilità di Aquino, che affonda in area e vede Oribe Peralta tutto solo, l’attaccante del Club América con un piatto sinistro, buca al primo palo il portiere Stefan Marinovic e al 71′ arriva il 2-1. Successivamente Jürgen Damm va due volte vicino al terzo gol ma una volta calcia alto e l’altra trova Marinovic, ma anche la Nuova Zelanda sfiora il pareggio con un destro a giro di Thomas che sbatte sulla traversa. Nel finale Jiménez sfiora la doppietta con un tiro respinto sulla linea da Smith, poi rissa generale sedata a fatica dall’arbitro Gassama con soli tre cartellini gialli, quando invece qualche rosso ci stava eccome.

Triplice fischio, il Messico batte la Nuova Zelanda ormai fuori dal giro e sale a quota quattro punti. Aquino risolleva una squadra nascosta nel primo frangente e ora ci sarà il match point con la Russia.

[Immagine presa da fifa.com]