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Un gol dell’ex giocatore della Juventus a poco meno di dieci minuti dai calci di rigore decide il primo quarto di finale della Copa América, i padroni di casa del Cile vanno in semifinale mentre l’Uruguay chiude in nove per le espulsioni di Cavani e Fucile.

 

L’uomo che nessuno si aspettava ha deciso la partita. Mauricio Isla, da anni in netto calo di prestazioni dopo le buone stagioni di Udine, ha scritto una delle pagine più importanti della storia della nazionale cilena, segnando all’81’ il gol che ha mandato la Roja in semifinale a distanza di sedici anni dall’ultima volta, quando fu proprio l’Uruguay a fermare i sogni di gloria della squadra all’epoca guidata da Marcelo Salas e Iván Zamorano. Questo Cile può arrivare in fondo non soltanto per il fatto di giocare in casa e per il calendario favorevole, quanto perché delle dodici nazionali viste all’opera sinora sembra quella più collaudata e concreta, brava anche ad aspettare il momento opportuno per colpire: stanotte ha dato una dimostrazione lampante di questa teoria, perché per ottanta minuti ha avuto difficoltà a superare l’arcigna retroguardia uruguayana e dava segnali negativi dal punto di vista nervoso, poi però come spesso accade è stato Jorge Valdivia a creare dal nulla la giocata decisiva, con l’assist per Isla valso l’uno a zero. È finita malissimo l’avventura della Celeste, in nove e con un mischione nel finale a seguito dell’espulsione di Fucile che ha coinvolto persino il CT Tabárez: il primo a saltare era stato però Edinson Cavani, evidentemente ancora scosso per la vicenda relativa all’arresto del padre e tutt’altro che lucido durante la partita, fino alla reazione ai danni di Jara (primo a provocarlo a dirla tutta) valsa il cartellino giallo che forse l’arbitro non gli voleva nemmeno dare, visto quanto ci ha messo per tirare poi fuori il rosso.

PRIMO TEMPO

L’Uruguay prova a sorprendere gli avversari al via ma dopo i primi minuti si capisce benissimo quale sia il vero intento della Celeste: innervosire il Cile e impedirgli di giocare. Il piano di Tabárez funziona discretamente bene, solo un giocatore in maglia rossa non soffre però le provocazioni charrúa ed è ovviamente Jorge Valdivia: dalle sue magie partono praticamente tutte le occasioni della Roja, a partire dall’imbeccata per Isla al minuto otto, con l’ex juventino che viene murato al momento del cross ma il pallone diventa ugualmente giocabile per Vargas, la cui girata è alta. Il binario di destra è quello più percorso dai padroni di casa, al 26′ Isla si accentra e serve Aránguiz ma dopo essersi liberato bene calcia centralmente favorendo la parata di Muslera, al 32′ invece una palla geniale di Valdivia sul secondo palo pesca Alexis Sánchez, murato da Fucile e sfortunato nel rimpallo, l’attaccante dell’Arsenal prova a rifarsi poco dopo con un destro a giro lontano dallo specchio. Muslera di fatto impegnato seriamente solo al 36′ da un tiro potente di Vidal soltanto un po’ centrale e respinto con i pugni, si va al riposo in mezzo a tanti interventi duri e con ben quattro ammoniti, due per parte.

SECONDO TEMPO

Diego Rolán, oggetto misterioso nel primo tempo, potrebbe cambiare la storia della partita e della sua Copa América al 53′: una punizione per l’Uruguay battuta dentro l’area viene deviata maldestramente da Aránguiz, la punta del Bordeaux si avventa sul pallone ma il suo tocco è bloccato da Bravo. Per oltre un’ora è la Celeste a vincere sul piano nervoso, poi però una provocazione di Jara fa cadere nella trappola Edinson Cavani, che reagisce in maniera plateale e si prende la seconda ammonizione, Uruguay in dieci per i ventisette minuti finali, peraltro con due cartellini gialli molto meno gravi di altri interventi nemmeno sanzionati col fallo dall’arbitro Sandro Meira Ricci, decisamente inadeguato. Nonostante l’inferiorità numerica la squadra di Tabárez va vicina al colpaccio, al 77′ un gran destro a effetto di Carlos Sánchez sibila a millimetri dal palo dopo aver preso un effetto a rientrare, un minuto più tardi Cristian Rodríguez dal limite manda alto un pallone vagante. Cile in difficoltà ma il momento buio finisce quando si riaccende Valdivia, che prima mette dentro un cross sul quale non ci arriva nessuno e poi raccoglie ai venti metri un cross di Mena respinto da Muslera centralmente coi pugni: anziché tirare il Mago tocca vicino per Mauricio Isla, controllo e destro in mezzo a tante gambe per il gol che decide la partita. Gioia incontenibile dell’Estadio Nacional, l’Uruguay è al tappeto e perde definitivamente la testa: all’88’ l’ennesima entrataccia di Jorge Fucile costa il secondo cartellino giallo, si scatena una mischia durata quasi cinque minuti e persino Tabárez viene allontanato, quando si riprende a giocare si va fino al 97′ e Vidal si divora il 2-0 solo davanti a Muslera.

Cile in festa per la semifinale raggiunta, la prossima settimana contro i padroni di casa ci sarà la vincente del quarto “a sorpresa” della manifestazione, quello tra Bolivia e Perù in programma domani notte sempre all’1.30 ora italiana. Uruguay che torna a casa non riuscendo a eliminare il paese organizzatore, cosa invece accaduta nel 2007 con il Venezuela e nel 2011 con l’Argentina.

IL TABELLINO

Cile (4-3-1-2): Bravo; Isla, Medel, Jara, Mena; Aránguiz, M. Díaz (71′ M. Fernández), Vidal; Valdivia (85′ D. Pizarro); E. Vargas (71′ Pinilla), A. Sánchez. Commissario tecnico: Sampaoli
Uruguay (4-4-2): Muslera; Maxi Pereira, Godín, Giménez, Fucile; C. Sánchez (85′ Jo. Rodríguez), A. González, Arévalo Ríos, C. Rodríguez; Rolán (58′ A. Hernández), Cavani. Commissario tecnico: Tabárez
Arbitro: Sandro Meira Ricci della federazione brasiliana (Emerson de Carvalho – Fábio Pereira; Vera)
Rete: 81′ Isla
Espulsi: Cavani (U) al 63′ per doppia ammonizione, Fucile (U) all’88 per doppia ammonizione
Ammoniti: Valdivia, Isla, Pinilla (C), Maxi Pereira (U)

[Immagine presa da twitter.com]