La diciassettesima giornata della Liga, ultima per questo 2012, chiude l’anno coi botti: continua a vincere inarrestabile il Barcellona, anche in onore al proprio allenatore Tito Vilanova alle prese con “nuovi” problemi di salute; bufera invece sul Real Madrid campione in carica all’ennesima sconfitta stagionale, oramai a -16 punti dai blaugrana, che deve fare i conti con il “caso Casillas” e con la “crisi del terzo anno” del tecnico Josè Mourinho.
In prossimità del “giro di boa” di questo campionato spagnolo, con la fine del girone d’andata molto vicino (2 giornate), iniziano ad arrivare i primi verdetti: con i tre punti conquistati contro il Valladolid (3-1, a segno Xavi, Tello e Messi) il Barcellona continua a mietere successi, uno dietro l’altro, con una continuità disarmante per gli avversari, e laureatasi “Campione d’Inverno” già lo scorso turno di Liga migliora l’impressionate score di inizio stagione con i suoi 49 punti sui 51 disponibili che è record assoluto in Spagna. Degno rappresentante ed elemento più che mai determinante per le sorti della sua squadra è quel Lionel Messi che vicino ad essere incoronato nuovamente quale “miglior giocatore dell’anno” incrementa il suo personale record di marcature nel 2012 chiudendo a 91 gol stagionali; cifre che benché non riconosciute ufficialmente dalla Fifa dicono molto sulle qualità uniche di questo “piccolo” argentino che a ben vedere rappresenta a soli 25 anni l’espressione più alta del moderno movimento calcistico mondiale.
Vince anche l’Atletico Madrid, che uscito sconfitto (4-1) e ridimensionato nelle ambizioni dallo scontro con i capoclassifica al Camp Nou della scorsa settimana, s’impone di misura sul Celta Vigo (1-0) e si mantiene a 9 lunghezze dai blaugrana e ben saldo in seconda posizione; a questo punto del campionato e viste le difficoltà delle contendenti, il secondo posto diviene per i colchoneros un obiettivo possibile, sicuramente gratificante considerato il valore del Barcellona probabilmente destinato alla vittoria finale, e naturalmente utile a garantirsi l’accesso diretto alla prossima Champions League.
Fine anno è tempo di festeggiamenti ma chi di far festa avrà certamente minor voglia sportivamente parlando sono il Real Madrid e il suo tecnico Josè Mourinho, nuovamente sconfitti in Liga (per la quarta volta) i blancos sono sprofondati in classifica a -16 dalla capolista e a 7 lunghezze dai rivali dell’Atletico – battuti solo due settimane fa. Come non bastasse il risultato negativo è arrivato in uno scontro diretto contro una “pretendente” per il piazzamento Champions: il Malaga. Nonostante la sanzione ricevuta in settimana dalla Uefa, con la squalifica per i prossimi quattro anni dalle competizioni europee per motivi finanziari, i ragazzi di Pellegrini come accaduto anche agli albori del campionato dimostrano una capacità invidiabile nell’isolarsi da quanto accade al di fuori del campo, ma che inevitabilmente finisce per riguardarli da molto vicino.
Il Malaga supera il Real di misura, 3-2 il punteggio finale, dopo un incontro che regala sorprese sin dall’ufficialità delle formazioni: dove è l’esclusione per scelta tecnica del capitano del Madrid Iker Casillas, che non sedeva in panchina dal lontano 2002, ad innescare immediatamente le prime perplessità e le prime polemiche. Scelte che in realtà non sembrano inizialmente condizionare la prestazione sul campo della squadra madrilena che nella prima frazione sfiora spesso il vantaggio dominando sul piano del gioco; il Malaga dal canto suo si difende con equilibrio e prova a ripartire. Nella ripresa poi al primo affondo i padroni di casa colpiscono con il talentuoso Isco e rischiano di raddoppiare in più occasioni, prima che il Real trovi il pareggio (tutto sommato meritato) dieci minuti più tardi grazie ad un’autorete. Ma è il Malaga a passare nuovamente e a trovare un doppio vantaggio nel giro di tre minuti (73’, 76’), grazie alla serata di grazia del neo-entrato Santa Cruz. Nonostante i cambi del suo allenatore il Real non riesce ad invertire la tendenza dell’incontro e la rete nel finale di Karim Benzema (82’) riesce solo a rendere meno severo il punteggio.
Al termine di una settimana travagliata dopo le ultime due partite senza vittorie dei blancos, questa ennesima sconfitta mette il Real Madrid, ora lontanissimo dal Barça e distante anche dall’Atletico, e soprattutto il suo tecnico Josè Mourinho al centro della polemica in particolare per le “incomprensibili” scelte tecniche. L’esclusione dall’undici di partenza del proprio portiere titolare e della nazionale spagnola è parsa ai più come l’ultima mossa disperata di “Mou” per cercare di dare una “sterzata” psicologica alla squadra. Le ragioni dietro l’esclusione del numero 1 merengue sono state spiegate dallo Special One al termine dell’incontro: “La mia è stata una scelta tecnica, un allenatore ha il dovere di analizzare tutto e scegliere chi mandare in campo, potete inventare tutte le storie che volete, ma è una decisione tecnica e nient’altro. Secondo me Adan sta meglio di Iker e insieme ai miei collaboratori ho scelto così e nel risultato di oggi il portiere non ha alcuna responsabilità”.
I problemi nascono però da lontano, almeno secondo la stampa spagnola il portiere è da tempo ai ferri corti con Mourinho, così come molti del “clan” spagnolo (Ramos in primis); scelte tecniche discutibili, le continue polemiche contro i connazionali del Barcellona e le accuse di scarso impegno talvolta rivolte ai suoi, così come le “tecniche” del terrore messe in atto con successo in altri lidi dall’allenatore di Setubal sono alcune delle ragioni alla base dei problemi sorti tra gran parte dello spogliatoio blancos e il suo tecnico. È risaputo che i problemi sono spesso stati cancellati o al più nascosti dalle numerose vittorie, ma è in situazioni di difficoltà come queste che al contrario emergono e possono risultare spesso determinanti per il futuro di una squadra e di un allenatore.
Nonostante il clima da tutti contro tutti – incluso il presidente Perez che a detta della stampa iberica si sarebbe infuriato per l’esclusione di Casillas venendone a conoscenza solo mezz’ora prima dell’incontro – mister Mourinho non si sente in pericolo di esonero: “Non mi dimetto, non ci penso nemmeno, e non temo neanche per la mia panchina”. C’è da sottolineare, però, come per la seconda volta nella propria carriera l’allenatore portoghese si trovi nella spiacevole situazione di attraversare un lungo momento di difficoltà, di scarsi risultati e prestazioni sottotono della sua squadra – a fronte di un valore tecnico a dir poco eccellente –dopo le prime due stagioni ricche di successi alla guida della stessa. Curioso notare come si stiano ripresentando quelle spiacevoli dinamiche che ne causarono l’allontanamento dalla panchina del Chelsea all’inizio della terza stagione come tecnico dei blues. Che non si tratti di una sorta di “maledizione del terzo” anno, per un allenatore molto attento all’aspetto motivazionale che sembra lui stesso pagarne un deficit dopo un biennio ricco di vittorie e trofei conquistati? Lo stesso comportamento di Mourinho dopo le avventure di Porto e Inter, terminate con la conquista europea della Champions League, sembrerebbe avvalorare questa ipotesi.
Solo il tempo potrà confermare o smentire questa curiosa coincidenza, magari permettendo a quei tifosi nerazzurri ancora “vedovi” del loro Vate portoghese di essergli ancora più “devoti” per non aver prolungato ulteriormente la propria esperienza in nerazzurro, e permettendo così loro di conservarne un ricordo vincente.
RISULTATI
| Rayo Vallecano | Levante | 3-0 |
| Espanyol | Deportivo | 2-0 |
| Real Sociedad | Siviglia | 2-1 |
| Valencia | Getafe | 4-2 |
| Atletico Madrid | Celta Vigo | 1-0 |
| Betis Siviglia | Maiorca | 1-2 |
| Valladolid | Barcellona | 1-3 |
| Malaga | Real Madrid | 3-2 |
| Osasuna | Granada Cf | 1-2 |
| Athletic Bilbao | Real Saragozza | 0-2 |
CLASSIFICA
| pt | g | v | n | p | ||
| 1 | Barcellona | 49 | 17 | 16 | 1 | 0 |
| 2 | Atletico | 40 | 17 | 13 | 1 | 3 |
| 3 | Real Madrid | 33 | 17 | 10 | 3 | 4 |
| 4 | Malaga | 31 | 17 | 9 | 4 | 4 |
| 5 | Betis | 28 | 17 | 9 | 1 | 7 |
| 6 | Levante | 27 | 17 | 8 | 3 | 6 |
| 7 | Real Sociedad | 25 | 17 | 7 | 4 | 6 |
| 8 | Rayo Vallecano | 25 | 17 | 8 | 1 | 8 |
| 9 | Valencia | 24 | 17 | 7 | 3 | 7 |
| 10 | Getafe | 24 | 17 | 7 | 3 | 7 |
| 11 | Real Valladolid | 22 | 17 | 6 | 4 | 7 |
| 12 | Real Saragozza | 22 | 17 | 7 | 1 | 9 |
| 13 | Athletic Bilbao | 21 | 17 | 6 | 3 | 8 |
| 14 | Siviglia | 19 | 17 | 5 | 4 | 8 |
| 15 | Granada | 16 | 17 | 4 | 4 | 9 |
| 16 | Maiorca | 16 | 17 | 4 | 4 | 9 |
| 17 | Celta Vigo | 15 | 17 | 4 | 3 | 10 |
| 18 | Espanyol | 15 | 17 | 3 | 6 | 8 |
| 19 | Osasuna | 14 | 17 | 3 | 5 | 9 |
| 20 | Deportivo | 12 | 17 | 2 | 6 | 9 |
[Immagine da espn.go.com]
