Se non è un’ipoteca poco ci manca: il Barcellona spazza via l’Atletico nello scontro diretto del Camp Nou grazie ad un super Messi, e si porta a ben 9 lunghezze di vantaggio sulla seconda in classifica, gli stessi colchoneros. Della caduta dell’Atletico male ne approfitta il Real che viene fermato in casa dall’Espanyol ed esce tra i fischi assordanti del Bernabeu; a –13 punti dai blaugrana capo-classifica anche le flebili speranze di rimonta delle merengues appaiono ora davvero irrealizzabili.
Che potesse essere un turno di Liga importante e potenzialmente decisivo, il sedicesimo, lo si era intuito già considerando il programma della giornata: con il big match del Camp Nou tra prima e seconda della classifica a chiarire le reali ambizioni delle inseguitrici madrilene sui blaugrana, primi della classe e capaci di mettere a segno 43 punti sui 45 a disposizione dei primi 15 turni di campionato. Turno decisivo, con molta probabilità, lo è stato e sicuramente non come tifosi di Real Madrid e Atletico – per una rara occasione “avvicinati” negli intenti dal comune avversario – avevano pensato e sperato.
Al Camp Nou è andato in scena una partita degna del “campionato più spettacolare al mondo”, con due squadre che si sono affrontate a viso aperto cercando di mettere tutte le proprie qualità al servizio di una manovra offensiva in grado di garantire un gol in più degli avversari – un modo di interpretare il calcio molto diverso da quanto avviene nel resto dell’Europa specie in Italia. La partenza migliore l’ha avuta l’Atletico: gli uomini di Simeone hanno cercato di interpretare il match in modo da mettere in difficoltà i blaugrana con pressing alto, non permettendo quindi il loro classico possesso tutto campo, e una volta recuperata palla cercando di innescare Falcao con rapide verticalizzazioni. Un approccio alla partita che ha permesso ai colchoneros di trovare il vantaggio con il colombiano dopo che lo stesso aveva colpito un palo in apertura (4 minuto). Ma il Barcellona è squadra dalle mille risorse, cosa che avversari e sportivi in generale hanno imparato a conoscere, temere, apprezzare in questi “ultimi” anni, e dopo lo svantaggio è capace di cambiare il volto alla partita prendendo per mano le operazioni e trovando il meritato pareggio e successivo vantaggio già durante la prima frazione di gioco: con Adriano al 35’ e poco prima del riposo con Busquets. Il secondo tempo è poi per i catalani una legittimazione del vantaggio già ottenuto, con una prestazione territoriale imbarazzante per gli avversari, tanto da risultare “non pervenuti” nella ripresa, e il doppio sigillo del solito Lionel Messi, in apertura e chiusura di tempo, che con questa ennesima doppietta porta a 90 il conto dei gol nell’anno solare 2012. Per la “Pulce” sono già 25 le reti in classifica marcatori dopo 16 partite di Liga, a +7 sul diretto inseguitore Falcao (17).
Con il successo numero 15 in campionato, il nono consecutivo, i blaugrana allungano la loro incredibile striscia positiva, migliorando anche il loro “attuale” record di punti realizzati in avvio di campionato: ora 46 sui 48 a disposizione. Un ruolino di marcia che lascia ben poche speranze agli avversari, se sommato al ritardo di punti oramai accumulato dagli stessi.
Tra le squadre che maggiormente erano interessate al risultato del Camp Nou in testa c’era senza dubbio il Real Madrid di Josè Mourinho, terzo in classifica e con un ritardo già in doppia cifra rispetto alla vetta. Per continuare a coltivare le flebili speranze di rimonta sarebbe sicuramente servito un risultato positivo da parte dei “cugini” madrileni dell’Atletico, ma prima di pensare al big match tra Barça e colchoneros ad affrontare i blancos al Bernabeu c’era la “seconda squadra” di Barcellona: l’Espanyol. I biancoblu, tra le cui fila milita in prestito il nerazzurro Samuele Longo, sono stati protagonisti di un inizio di stagione a dir poco travagliato: 8 sconfitte totalizzate in 15 partite, solo 2 i successi, 11 punti totalizzati e ultimo posto in classifica in coabitazione con il Deportivo; sulla carta tutt’altro che un ostacolo proibitivo, ma si sa che il calcio giocato spesso riserva sorprendenti sviluppi. Date le premesse di classifica non ha stupito il vedere un Real fare la partita contrastato da un Espanyol tutto schierato nella propria metà campo, in attesa di recuperare la sfera e sfruttare possibili situazioni di contropiede. Ed è proprio con una classica azione di ripartenza che i catalani castigano le merengues al 31’, portandosi avanti nel punteggio con il diagonale vincente di Sergio Garcia. A quel punto il Real reagisce e aumentando ritmo ed intensità di gioco riesce a trovare il pareggio prima dell’intervallo, con Cristiano Ronaldo abile nello sfruttare un suggerimento di Khedira. Dopo il presumibile sfogo dello Special One negli spogliatoi nell’intervallo, i blancos rientrano in campo con l’intenzione di far propria la partita e detto fatto: al 48’ di gioco è Coentrao a superare l’estremo difensore dell’Espanyol su assist di Ronaldo. Dalla rete del vantaggio madrileno è un monologo dei padroni di casa che però hanno il demerito di non riuscire a tradurre tale supremazia in un doppio vantaggio. Come si diceva in precedenza il calcio può risultare sorprendente: ed è così che i catalani nell’ultimo quarto di gioco trovano energie e determinazione per provare a riacciuffare il risultato. Dopo un paio di situazioni pericolose non sfruttate, a soli due minuti dal novantesimo i catalani riescono a concretizzare il loro “forcing” e trovano il pareggio grazie ad un colpo vincente in mischia di Albin. Il Real non ha più la forza né il tempo per provare a reagire ed esce “moralmente sconfitto”, con un solo punto e tra i fischi dei suoi tifosi che vedono spegnersi, già dopo sole 16 giornate disputate, le proprie ambizioni di vittoria in patria: ora a -13 dalla capolista, considerando il “passo” quasi perfetto che il Barcellona ha tenuto sino ad ora, affermare che la questione Liga per quest’anno è archiviata salvo cataclismi inimmaginabili non è certo fantasioso esercizio predittivo quanto realistica considerazione.
Negli altri incontri di questa 16 giornata di Liga: continua il testa a testa in quarta posizione tra Malaga e Betis Siviglia intenzionate a proseguire il loro duello per un piazzamento in Champions League. Della contesa fa parte anche il Levante che supera in trasferta il Saragozza e con questa seconda vittoria consecutiva resta a solo un punto dal quarto posto, mentre non sembra essere stagione all’altezza delle aspettative per il Valencia che perde nuovamente in casa, questa volta a vantaggio del Rayo Vallecano, rimanendo così a 21 punti in classifica e a 7 lunghezze dall’Europa che conta.
Sempre fluida la situazione in coda dove sono ben sei le squadre in tre punti a giocarsi la permanenza in prima divisione: una lotta che con tutta probabilità si protrarrà ancora a lungo e dalla quale cerca di tenersi a distanza l’Athletic Bilbao, che grazie alla vittoria nello “scontro diretto” contro il Maiorca naviga ora in acque più tranquille.
RISULTATI
| Getafe | Osasuna | 1-1 |
| Maiorca | Ath. Bilbao | 0-1 |
| Granada Cf | Real Sociedad | 0-0 |
| Siviglia | Malaga | 0-2 |
| Saragozza | Levante | 0-1 |
| Valencia | Rayo Vallecano | 0-1 |
| Real Madrid | Espanyol | 2-2 |
| Barcellona | Atl. Madrid | 4-1 |
| Deportivo | Valladolid | 0-0 |
| Celta Vigo | Betis Siviglia | 0-1 |
CLASSIFICA
| pt | g | v | n | p | ||
| 1 | Barcellona | 46 | 16 | 15 | 1 | 0 |
| 2 | Atletico | 37 | 16 | 12 | 1 | 3 |
| 3 | Real Madrid | 33 | 16 | 10 | 3 | 3 |
| 4 | Malaga | 28 | 16 | 8 | 4 | 4 |
| 5 | Betis | 28 | 16 | 9 | 1 | 6 |
| 6 | Levante | 27 | 16 | 8 | 3 | 5 |
| 7 | Getafe | 24 | 16 | 7 | 3 | 6 |
| 8 | Real Valladolid | 22 | 16 | 6 | 4 | 6 |
| 9 | Real Sociedad | 22 | 16 | 6 | 4 | 6 |
| 10 | Rayo Vallecano | 22 | 16 | 7 | 1 | 8 |
| 11 | Valencia | 21 | 16 | 6 | 3 | 7 |
| 12 | Athletic | 21 | 16 | 6 | 3 | 7 |
| 13 | Siviglia | 19 | 16 | 5 | 4 | 7 |
| 14 | Real Saragozza | 19 | 16 | 6 | 1 | 9 |
| 15 | Celta Vigo | 15 | 16 | 4 | 3 | 9 |
| 16 | Osasuna | 14 | 16 | 3 | 5 | 8 |
| 17 | Granada | 13 | 16 | 3 | 4 | 9 |
| 18 | Maiorca | 13 | 16 | 3 | 4 | 9 |
| 19 | Espanyol | 12 | 16 | 2 | 6 | 8 |
| 20 | Deportivo | 12 | 16 | 2 | 6 | 8 |
