Con una prova di forza strepitosa la Selección fa poker ai padroni di casa ed è la prima finalista di Copa América Centenario, domenica notte si giocherà il titolo contro Cile o Colombia.
Una schiacciasassi si abbatte sugli Stati Uniti senza avere pietà. L’Argentina va in finale di Copa América Centenario al termine di una partita senza storia dove i padroni di casa sono stati spazzati via dal campo. La qualificazione della Selección non è mai stata in discussione, la partita è durata realmente soltanto cinquanta minuti e quando Gonzalo Higuaín ha timbrato lo 0-3 ha di fatto anticipato il fischio finale dell’arbitro di quasi un tempo, con gli States incapaci di rispondere allo strapotere avversario e storditi dalla mole di gioco offensivo prodotta dagli argentini. Ha incantato il primo tempo di Lionel Messi, sontuoso con l’assist che ha mandato in porta Ezequiel Lavezzi per lo 0-1 e chirurgico nel trasformare nello 0-2 una punizione dai venticinque metri con una traiettoria irreale che l’ha reso il miglior marcatore nella storia della nazionale argentina, dopo che Batistuta era stato raggiunto ai quarti contro il Venezuela. Che questa dovesse essere la Copa América dell’Argentina lo dicevano in tanti, che potesse esserci un arrivo in finale dominando tutte le partite invece no: la Selección fin qui ha fatto il vuoto dietro di sé, facendo vedere ben poco il pallone agli avversari e conquistando la quarta finale nelle ultime cinque edizioni. Il fatto che le tre precedenti sono state perse è un invito a non fermarsi qui, perché sarebbe oggettivamente un trauma se il titolo non andasse fra le mani di Messi e compagni dopo il cammino visto in queste tre settimane. Si fermano invece gli Stati Uniti, il cui bilancio generale può comunque essere positivo: dopo il debutto amaro contro la Colombia Jürgen Klinsmann si era comunque detto convinto di arrivare a questo punto del torneo, nonostante le critiche della stampa, e i risultati hanno dato ragione all’ex attaccante di Inter e Sampdoria che porta gli Yanks a giocarsi la finale terzo e quarto posto e certifica una crescita del soccer (anche di seguito, come testimoniano gli oltre settantamila spettatori della serata di Houston) come non si era vista nemmeno in occasione dei Mondiali del 1994. Stanotte, però, contro questa versione dell’Argentina non era proprio possibile evitare la goleada.
PRIMO TEMPO
Due minuti e cinquantacinque secondi servono all’Argentina per sbloccarla: scambio fra Ezequiel Lavezzi e Banega da corner, palla arretrata verso Messi che con un tocco magico scodella nuovamente verso il Pocho, Guzan esce a metà e viene uccellato dal colpo di testa dell’ex Napoli, che ripaga immediatamente Martino per la scelta di schierarlo dall’inizio. È una furia la Selección, all’8′ altra grande azione tutta in velocità con tacco di Lavezzi per Rojo sulla sinistra e assist rasoterra a centro area dove Messi calcia alto, al 14′ la Pulga riesce ad andarsene in mezzo a quattro e battere a rete di sinistro ma stavolta Guzan è attento. Gli Stati Uniti non riescono a combinare nulla e dopo un po’ la frustrazione porta ad alcuni interventi duri, su uno la punizione battuta velocemente manda Higuaín in porta ma il Pipita ha un attimo di esitazione al momento del tiro favorendo l’uscita di Guzan, su un’altra Wondolowski stende Messi e si becca il cartellino giallo, ci vogliono quasi due minuti per arrivare alla battuta del calcio di punizione ma l’attesa è giustificata perché Lionel Messi si inventa una sassata all’incrocio dei pali di fatto imparabile pur essendo sul palo di Guzan, il modo migliore per celebrare il sorpasso a Gabriel Omar Batistuta nella classifica marcatori. 0-2 al 32′ e chiusura di tempo di pura accademia da parte dei sudamericani, cosa che aumenta il nervosismo americano con un altro paio di contrasti molto al limite (su tutti uno di Guzan con Lavezzi a gioco fermo).
SECONDO TEMPO
C’è Pulišic al posto di Wondolowski (impresentabile) per gli Stati Uniti ma il cambio non serve a molto perché tempo quattro minuti e l’Argentina colpisce per la terza volta, Lavezzi crossa da sinistra per Gonzalo Higuaín, Guzan salva sul primo tocco del Pipita ma sul secondo lo 0-3 è inevitabile. L’unico guaio in una partita già chiusa per l’Albiceleste è il solito pegno da pagare con gli infortuni, un problema muscolare toglie dalla partita Augusto Fernández (il terzo di questo genere dopo Di María e Gaitán), Rojo prende un colpo al piede ma resta in campo e Lavezzi esce in barella dopo essere caduto male saltando i tabelloni pubblicitari. Lamela, entrato per il Pocho, ha una buona palla per lo 0-4 ma calcia male di sinistro in diagonale al 77′, Messi impegna Guzan con un rasoterra di sinistro respinto dal portiere e poi, a cinque minuti dalla fine, serve un assist a centro area per Gonzalo Higuaín che a porta vuota fa doppietta e aumenta ulteriormente il divario.
L’Argentina aspetta il nome dell’altra finalista: stanotte alle 2 la seconda semifinale, dove si capirà se domenica notte a East Rutherford ci sarà una riedizione della finale dell’anno scorso contro il Cile oppure un ritorno della Colombia dopo la vittoria del 2001. Chi perde se la vedrà contro gli Stati Uniti nella finale di consolazione per il terzo posto, in programma ventiquattro ore prima.
IL TABELLINO
Stati Uniti (4-4-2): Guzan; Yedlin, Cameron, Brooks, Johnson; Zardes, Bradley, Beckerman (60′ Birnbaum), Zusi; Dempsey (78′ Nagbe), Wondolowski (46′ Pulišic). Commissario tecnico: Klinsmann
Argentina (4-3-3): S. Romero; Mercado, Otamendi, Funes Mori, Rojo (84′ Cuesta); A. Fernández (59′ Biglia), Mascherano, Banega; Messi, Higuaín, Lavezzi (67′ Lamela). Commissario tecnico: Martino
Arbitro: Enrique Cáceres della federazione paraguayana (Cardozo – Saldívar; Zambrano)
Reti: 3′ Lavezzi, 32′ Messi, 50, 86′ Higuaín
Ammonito: Wondolowski (S)
[Immagine presa da clarin.com]

