La Copa América Centenario va al Cile, che ripete quanto fatto un anno fa: 0-0 dopo due ore di gioco, poi ai rigori finisce 4-2. L'Argentina prosegue nella sua striscia di finali perse e trofei mancati.

 

Un bis che fa tantissimo rumore. La Copa América Centenario va al Cile, già campione un anno fa per la prima volta nella sua storia e capace di replicarsi nello stesso modo di Santiago. Ancora una volta contro l'Argentina, ancora una volta dopo uno 0-0 in finale, ancora una volta ai rigori, come se fosse un film già visto: bellissimo per la Roja, horror per la Selección. Diego Armando Maradona aveva detto che se non avessero vinto il torneo non sarebbero dovuti tornare a Buenos Aires e questo era il pensiero anche di molti tifosi, perché dopo quest'ennesima disfatta all'ultimo atto bisogna aprire una seria considerazione sull'Argentina, nazionale fortissima che però dal 1993 è a secco di vittorie e che ha perso la settima finale consecutiva fra Copa América, Confederations Cup e Mondiali. Doveva essere la competizione dell'Albiceleste e invece è stata una conferma cilena, curioso visto che dopo i gironi in pochi pensavano che Juan Antonio Pizzi potesse emulare quanto fatto da Jorge Sampaoli, invece il tecnico argentino con un passato da allenatore del Barcellona è stato bravissimo a cambiare il chip e dallo 0-7 contro il Messico la storia della Roja in questo torneo è cambiata diametralmente. Ciò che non è cambiato è il rendimento argentino, dove si segnala l'ennesimo grave errore di Gonzalo Higuaín davanti alla porta in una finale (era già accaduto al Maracanã contro la Germania e a Santiago), le condizioni di forma inaccettabili di Ángel Di María (uscito dopo un'ora in cui si vedeva che non era in grado di giocare) e si aggiunge una stecca pesantissima di Lionel Messi, il cui errore iniziale dal dischetto ha impedito ai suoi di portarsi in vantaggio dopo l'errore di Vidal, prima che Claudio Bravo diventasse nuovamente eroe facendo piangere la Pulga, inconsolabile al termine dei rigori e durante la premiazione. È stata una partita strana, infinita perché durata quasi tre ore dal fischio d'inizio al rigore decisivo di Francisco Silva e segnata dalla discutibile direzione di gara dell'arbitro Heber Lopes, che ha riempito di cartellini e ha lasciato le squadre in dieci contro dieci nel primo tempo, ma alla fine di tutto ciò che si ricorda non è tanto l'arbitraggio quanto il risultato finale, e anche negli Stati Uniti la storia dice Cile.

PRIMO TEMPO

Sedici secondi e l'Argentina ha già tirato in porta, palla persa da Marcelo Díaz e Banega non ci pensa due volte, destro da fuori a lato non di molto. La partita è durissima fin da subito, ci sono scontri di gioco che spezzettano il ritmo e non permettono alle due squadre di esprimersi al meglio, nonostante ciò l'Argentina si fa preferire perché il Cile va in difficoltà non potendo tenere il ritmo visto contro Messico e Colombia. Al 19' su cross respinto dalla difesa Di María raccoglie al limite ma non ha lo spazio per tirare e deve farlo col destro, mandando alto, la Selección ha un'occasione clamorosa due minuti dopo quando Medel scivola e regala palla a Higuaín che si invola, solo che il Pipita davanti a Bravo si incarta, come già successo nelle due precedenti finali, e tenta un improbabile pallonetto finito a lato con il Pitbull che si stampa sul palo. Da qui in avanti sono solo colpi proibiti: Marcelo Díaz già ammonito fa ostruzione su Messi e prende il secondo giallo che lascia il Cile in dieci, di interventi duri se ne vedono un infinità e la superiorità numerica argentina dura appena un quarto d'ora, perché al 43' Rojo entra duro (ma sul pallone) su Vidal e per il teatralissimo Heber Lopes è rosso diretto. Dieci contro dieci con proteste a non finire soprattutto della panchina argentina, con Martino che afferma di aver visto un'altra espulsione cilena e Vidal, già ammonito, che rischia perché rientra in campo senza l'autorizzazione dell'arbitro.

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SECONDO TEMPO

Leggermente meglio il Cile ma la ripresa non sale mai veramente di tono. Dopo aver fatto ben poco nella metà campo avversaria il Cile comincia a costruire qualcosa, su un rinvio rivedibile della difesa argentina Isla controlla e calcia mandando sul fondo, meglio fa Edu Vargas lanciato in contropiede a dieci minuti dal termine con destro a incrociare parato da Romero, primo tiro in porta della Roja e di fatto unico in generale del secondo tempo. Agüero, entrato per uno spento Di María, potrebbe evitare i supplementari all'84' quando riceve palla da Messi e salta un avversario ma il suo destro è sbilenco e alto, una chance ghiotta ce l'ha pure il Cile proprio al 90', su inserimento da sinistra di Beausejour Alexis Sánchez non riesce a concludere ben contrastato da Funes Mori e così i tempi supplementari diventano inevitabili.

TEMPI SUPPLEMENTARI

Nel primo supplementare si gioca realmente per un solo minuto, dove succede di tutto: prima crossa Puch per il colpo di testa di Vargas e Romero con un prodigio riesce a ritrovare la posizione e bloccare il tiro, poi su punizione di Messi Agüero incorna alla grande e Bravo con un miracolo manda il pallone sulla traversa. Nel secondo, invece, le due squadre attendono i rigori.

CALCI DI RIGORE

Per primi vanno i due migliori e incredibilmente sbagliano: Romero si oppone al tiro tutt'altro che angolato di Vidal mentre Messi imita Baggio a Pasadena nel 1994 e spara altissimo. Le successive due serie passano indenni, con il primo gol dell'ex Frosinone Nicolás Castillo, finché all'ottavo tiro Biglia incrocia e Bravo si riscatta dei tanti errori commessi ai gironi parando la battuta del laziale. Diventa decisivo il rigore di Francisco Silva, l'ultimo subentrato del Cile: pallone da una parte, Romero dall'altra, la coppa prende la strada di Santiago.

Per cent'anni di storia il Cile non ha vinto nulla, poi due trionfi consecutivi e Claudio Bravo può alzare al cielo di East Rutherford la Copa América Centenario. Seconda affermazione consecutiva per la Roja, mentre la maledizione argentina continuerà almeno fino al 2018. Probabili a questo punto le dimissioni del CT Gerardo Martino, che colleziona un non proprio invidiabile tris di finali perse, essendo stato sconfitto anche nel 2011 con il Paraguay oltre che l'anno scorso.

IL TABELLINO

Argentina (4-3-3): S. Romero; Mercado, Funes Mori, Otamendi, Rojo; Biglia, Mascherano, Banega (111' Lamela); Messi, Higuaín (70' Agüero), Di María (57' Kranevitter). Commissario tecnico: Martino
Cile (4-3-3): Bravo; Isla, Medel, Jara, Beausejour; Aránguiz, M. Díaz, Vidal; Fuenzalida (80' Puch), Vargas (109' Castillo), A. Sánchez (104' F. Silva). Commissario tecnico: Pizzi
Arbitro: Heber Lopes della federazione brasiliana (Gil – Boschilia; García Orozco)
Espulsi: M. Díaz (C) al 28' per doppia ammonizione, Rojo (A) al 43' per gioco violento
Ammoniti: Vidal, Beausejour, Aránguiz (C), Mascherano, Messi, Kranevitter (A)
Sequenza rigori: Vidal (C) parato, Messi (A) alto, Castillo (C) gol, Mascherano (A) gol, Aránguiz (C) gol, Agüero (A) gol, Beausejour (C) gol, Biglia (A) parato, F. Silva (C) gol

[Immagine presa da gettyimages.it]