Il Brasile vince il torneo di calcio maschile ai Giochi della XXXI Olimpiade: dopo l’1-1 al 120′ contro la Germania la Seleção ha la meglio ai calci di rigore, decisivi l’errore di Petersen e la successiva trasformazione di Neymar.
L’1-7 del 2014 fa meno male, perché il Brasile adesso è riuscito a vendicarlo. La Seleção riesce a conquistare quell’oro olimpico che nel calcio maschile non era mai riuscito a prendere (e quella medaglia svanita solo ventiquattro ore fa con la selezione femminile) e lo fa battendo la Germania, la nazionale che aveva inflitto al paese la più grande vergogna calcistica degli ultimi sessant’anni. Stavolta niente Maracanaço, la festa è tutta verde-oro ed è tutta di Neymar, l’unico vero grande campione rimasto al Brasile che ha preferito rinunciare alla Copa América Centenario di giugno (finita, non a caso, alla fase ai gironi) per non mancare all’attesissimo appuntamento con i Giochi olimpici in casa, con la finale al Maracanã e il tentativo di rivincita dopo il KO doloroso di quattro anni fa a Wembley contro il Messico. Tutto si è concluso secondo copione al termine di una finale non certo spettacolare, con O Ney decisivo e le lacrime di gioia in campo e sugli spalti, con la Germania che complessivamente ha giocato meglio ma è stata molto sfortunata soprattutto nel primo tempo, quando ha colpito tre traverse chiudendo in svantaggio per l’unica azione brasiliana, una punizione manco a dirlo dell’attaccante del Barcellona. Dopo tanti anni bui non si può certo dire che la vittoria di oggi spazzi via i tantissimi problemi che il futebol brasileiro ha mostrato di recente, ma chissà che non possa essere un’inversione di tendenza positiva che ridia slancio a un movimento da sempre tanto celebrato ma oggi in grande difficoltà.
PRIMO TEMPO
Il Maracanã trema dopo dieci minuti, quando Brandt con un destro a giro colpisce la traversa ed è sfortunato col rimbalzo che favorisce i brasiliani. La Seleção non impone un gran ritmo alla partita e si affida soprattutto al suo fuoriclasse, Neymar, che al 27′ sblocca la partita con un calcio di punizione che scavalca la barriera e batte Horn dopo aver toccato la parte interna della traversa. È un Brasile fortunatissimo, i rimpalli vanno tutti a suo favore: al 31′ punizione da sinistra verso il primo palo, c’è un triplo tocco al limite dell’area piccola, l’ultimo di un brasiliano che manda il pallone a scheggiare ancora la traversa, dal corner mischia in area e botta potente di Meyer respinta da Weverton. Il conto dei legni aumenta al 35′, Brandt batte una punizione in mezzo per la girata di testa di Lars Bendee e per la terza volta la traversa dice no ai tedeschi. Incredibile.
SECONDO TEMPO
Dopo un quarto d’ora di sbadigli la Germania all’improvviso pareggia. Brandt, uno dei migliori, serve sulla destra Toljan che crossa verso il dischetto del rigore dove Max Meyer gira in porta l’1-1 con un destro rasoterra che stavolta non può certo essere respinto dalla traversa. Pari non certo inaspettato per quanto prodotto dalla Germania ma sicuramente per com’era iniziato il secondo tempo, che anche dopo l’1-1 non presenta grossi picchi d’intensità, il Brasile si limita ad alcune folate come quella di Renato Augusto al 65′, discesa sulla destra e cross verso Gabriel Jesus che anticipa Horn e Toljan ma manda a lato. Fuori l’impalpabile Gabigol per Felipe Anderson, al 77′ Neymar serve in profondità il laziale che si addormenta davanti alla porta facendosi rimontare, sull’azione seguente il numero 10 fa tutto da solo con doppio dribbling e destro a lato. La Germania chiude in affanno, si rintana nella propria metà campo e ne esce solo all’86’ in contropiede, ma Meyer spreca col sinistro sull’appoggio di Petersen.
TEMPI SUPPLEMENTARI
Come spesso accade di recente (in questo caso accentuato dal fatto di essere alla sesta partita in due settimane e mezzo) i supplementari sono un lento avanzare verso i calci di rigore, senza che le due squadre abbiano granché voglia di farsi male. Brandt al 97′ tenta la magia assoluta agganciando di destro un lancio lungo di Petersen ma non prende la porta, a inizio secondo supplementare Neymar manda ancora in porta Felipe Anderson e Horn lo stoppa in uscita bassa su un tocco d’esterno.
CALCI DI RIGORE
Ginter e Renato Augusto realizzano la prima serie, poi Gnabry con un brivido enorme segna facendo passare il pallone sotto il corpo di Weverton. Si va avanti con il 100% di trasformazione fino al quarto turno, finché all’ultima battuta si presenta Nils Petersen, il più esperto del gruppo a disposizione di Horst Hrubesch, che apre il piatto e calcia un rigore prevedibile e nemmeno angolato, a Weverton basta intuire il lato per respingere. Manco fosse una sceneggiatura la palla decisiva finisce sul destro di Neymar, che non può certo sbagliare e infatti supera Horn, è 6-5 per il Brasile.
Partono le celebrazioni al Maracanã, il Brasile è per la prima volta campione del torneo olimpico di calcio maschile e torna a vincere un trofeo a tre anni di distanza dall’illusoria Confederations Cup, anticipo di un Mondiale negativo e di due edizioni di Copa América da dimenticare. Finisce in trionfo Neymar, che quell’1-7 non l’aveva potuto giocare per l’infortunio rimediato ai quarti contro la Colombia e che di recente era stato molto criticato dall’opinione pubblica locale, ma c’è gloria anche per il CT Rogério Micale, chiamato quasi all’ultimo dopo l’addio di Carlos Dunga un mese fa. Per una volta la Germania esce sconfitta ai calci di rigore: non poteva esserci momento peggiore per smentire la tradizione positiva dal dischetto.
IL TABELLINO
Brasile (4-2-3-1): Weverton; Zeca, Marquinhos, Rodrigo Caio, Douglas Santos; Walace, Renato Augusto; Gabigol (70′ Felipe Anderson), Luan, Gabriel Jesus (95′ Rafinha); Neymar. Commissario tecnico: Rogério Micale
Germania (4-2-3-1): Horn; Toljan, Ginter, Süle, Klosterman; L. Bender (67′ Prömel), S. Bender; Brandt, Meyer, Gnabry; Selke (76′ Petersen). Commissario tecnico: Hrubesch
Arbitro: Alireza Faghani della federazione iraniana (Sokhandan – Mansouri; Diedhiou)
Reti: 27′ Neymar, 59′ Meyer (G)
Ammoniti: Zeca, Gabigol (B), Selke, Prömel, S. Bender, Süle (G)
Sequenza rigori: Ginter (G) gol, Renato Augusto (B) gol, Gnabry (G) gol, Marquinhos (B) gol, Brandt (G) gol, Rafinha (B) gol, Süle (G) gol, Luan (B) gol, Petersen (G) parato, Neymar (B) gol
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