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La FIFA, dopo la sentenza Diarra, vede l’opportunità di aggiornare il Regolamento sullo Status e il Trasferimento dei Giocatori, avviando un dialogo con le parti interessate per modernizzare le norme e allinearsi alle nuove direttive europee.

“La FIFA vede la sentenza Diarra come un’opportunità per continuare a modernizzare il proprio quadro regolamentare”, ha dichiarato Emilio García Rivero, responsabile legale e della conformità della FIFA, in merito alla decisione legata al caso Diarra. La sentenza solleva tre questioni chiave: la responsabilità del nuovo club in caso di risarcimento per la rescissione ingiustificata di un contratto da parte del giocatore, i criteri per calcolare tale risarcimento, e la possibilità di bloccare il Certificato di Trasferimento Internazionale (CTI) in caso di violazioni contrattuali.

Secondo Rivero, tutti questi elementi del regolamento FIFA, concordati con la Commissione Europea nel 2001, devono ora essere rivisti per adattarsi alle nuove interpretazioni della Corte di Giustizia Europea. Questo aggiornamento è necessario, considerati i cambiamenti nel mondo del calcio negli ultimi 20 anni. La FIFA intende avviare un dialogo globale con le parti interessate per adeguare il Regolamento sullo Status e il Trasferimento dei Giocatori (RSTP).

Nonostante la sentenza, la FIFA ribadisce che il suo ruolo di organismo regolatore del calcio internazionale rimane solido. Il sistema di trasferimento internazionale include regole cruciali, come quelle sui periodi di registrazione, compensi per la formazione e protezione di giocatori e club. La sentenza conferma anche l’importanza di rispettare i contratti: né club né giocatori possono rompere un contratto valido senza conseguenze.

La FIFA ha annunciato che lavorerà con i suoi stakeholder per stabilire i cambiamenti necessari all’Articolo 17 del RSTP, in particolare sui criteri di risarcimento per violazione contrattuale, le sanzioni applicabili e le procedure per il CTI. L’obiettivo è mantenere un quadro normativo moderno, robusto e conforme alla legge europea.