INFANTINO

La Federcalcio serba cambia posizione e revoca il proprio appoggio al presidente della FIFA, chiedendo una governance più trasparente e condivisa per il futuro del calcio mondiale.

Continua a crescere il fronte delle federazioni che prendono le distanze da Gianni Infantino. Dopo le recenti polemiche sulla governance della FIFA, la Federazione Calcistica Serba ha annunciato ufficialmente il ritiro del proprio sostegno alla candidatura dell’attuale presidente per un nuovo mandato alla guida del massimo organismo calcistico mondiale.

Attraverso un comunicato ufficiale, la federazione ha spiegato di aver rivisto la propria posizione dopo gli ultimi sviluppi che hanno coinvolto la FIFA. In precedenza, il 25 maggio, la Serbia aveva espresso formalmente il proprio appoggio a Infantino, ma gli eventi delle ultime settimane hanno portato a un cambio di rotta.

COMUNICATO UFFICIALE

Nella nota, la Federazione serba sottolinea come le recenti vicende abbiano compromesso l’immagine dell’organizzazione: “Ricordiamo di aver fornito al signor Infantino il nostro sostegno il 25 maggio di quest’anno in forma scritta, ma dopo un’attenta valutazione degli eventi, che nel periodo passato hanno seriamente danneggiato la reputazione e il prestigio sia della FIFA che del suo presidente, questa è l’unica mossa logica e razionale”.

L’organismo calcistico serbo ha poi ribadito la necessità di una gestione più trasparente e partecipata del calcio internazionale: “Il futuro del calcio mondiale deve basarsi su trasparenza, dialogo, rispetto reciproco e relazioni di partnership tra tutte le confederazioni e le federazioni nazionali”. Inoltre, viene evidenziato come “nessuna decisione di importanza strategica dovrebbe essere adottata senza un consenso esteso e consultazioni aperte con tutti gli attori rilevanti”.

Pur ritirando il proprio sostegno a Infantino, la Serbia ha precisato di voler continuare a collaborare con FIFA, UEFA e le altre federazioni nazionali. Il messaggio finale, però, è chiaro: “Riteniamo che in questo momento siano necessari una nuova fiducia, un nuovo metodo e una leadership capace di contribuire al rinnovamento del dialogo, dell’unità e della credibilità delle istituzioni calcistiche internazionali”.