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Senza dubbio la partita più bella dell'Europeo quella di Lione: il Portogallo riacchiappa per tre volte l'Ungheria ma la vittoria dell'Islanda lo condanna a un quarto di fuoco con la Croazia.

 

Storck cambia qualcosa sulle fasce con Korhut a sinistra al posto di Kádár e Lovrencsics largo a destra con Dzsuzsák dirottato sull'altra corsia; Fernando Santos invece conferma l'ossatura delle prime due partite, ridando la titolarità a João Mário e proponendo per la prima volta Eliseu a sinistra al posto di Guerreiro.

A Lione l'avvio è lento e nel primo quarto d'ora c'è solo da segnalare un destro di João Mário alto non di poco sopra la traversa e un colpo di testa alle stelle di Nani. Poi al primo affondo dell'Ungheria il risultato cambia: corner battuto in mezzo e ribattutto ma sull'uscita del pallone arriva Gera che stoppa e tira al volo una sassata che si spegne all'angolino alla sinistra di Rui Patrício. Il Portogallo, con un piede sul baratro, si inchioda e l'Unghera prova a piantare l'ultimo chiodo nella bara con la percussione di Szalai che serve Elek, in netto fuorigioco, ma il centrocampista magiaro non angola il destro e Rui Patrício stavolta respinge. Poco prima della mezz'ora si palesa anche Cristiano Ronaldo con una punizione da lontanissimo deviata in corner da Király, ma la giocata del campione non può tardare e, alla fine del primo tempo, l'imbucata di CR7 è perfetta per Nani che calcia al volo di sinistro, trafigge Király sul suo palo e riporta in parità il match prima dell'intervallo.

Ma il pari dura giusto il tempo del pit stop: un minuto della ripresa, Dzsuzsák calcia un pallone fiacco ma la barriera si apre, Gomes devia e spiazza Rui Patrício riportando avanti l'Ungheria. La furia magiara non si spegne e Lovrencsics, da ottima posizione, fallisce il colpo del KO sparando sull'esterno, così sul capovolgimento di fronte João Mário mette in mezzo un pallone tagliato e Cristiano Ronaldo ci mette la pennellata dell'artista con il tacco e mette all'angolino il nuovo pari del Portogallo. Ma le emozioni sono a ripetizione in questa ripresa: Dzsudzsák ci riprova dalla stessa posizione di pochi minuti prima, la barriera ribatte ma l'esterno del Bursaspor ci riprova e stavolta trova la deviazione di Nani che beffa Rui Patrício e riporta sù l'Ungheria per la terza volta; e per la terza volta l'Ungheria viene raggiunta, ancora da Ronaldo, stavolta con un bellissimo colpo di testa su cross di Quaresma appena entrato al posto di Gomes. Passa un minuto, Lovrencsics mette in mezzo ed Elek al volo quasi butta giù il palo graziando il Portogallo; in metà tempo quattro goal, un palo, mille emozioni e, per distacco, la più bella partita dell'Europeo fino a questo momento. Di fatto però il match termina qui: il pari tra Islanda e Austria qualifica entrambe e, a parte una grande azione di Quaresma con tunnel e tiro fuori di poco, le due squadre attendono il fischio finale; il goal allo scadere dell'Islanda però gela il Portogallo che, a questo punto, passa tra le migliori terze e trova la Croazia agli ottavi, con l'Ungheria che invece, vincendo il girone, affronterà la vincente di stasera tra Belgio e Svezia.

 

TABELLINO

PORTOGALLO (4-3-3): Rui Patrício – Vieirinha, Pepe, R.Carvalho, Eliseu – Gomes (60' Quaresma), W.Carvalho, Moutinho (46' Sanches) – João Mário, Nani (80' Pereira), Ronaldo. Allenatore: Santos.
UNGHERIA (4-2-3-1): Király – Lang, Juhász, Guzmics, Korhut – Gera (46' Bese), Elek – Lovrencsics (82' Stieber), Pintér, Dzsuzsák – Szalai (69' Németh). Allenatore: Storck.

ARBITRO: Atkinson (ENG).

AMMONITI: 13' Guzmics (U), 27' Juhász (U), 33' Gera (U), 55' Dzsudzsák (U).

GOAL: 18' Gera (U), 41' Nani (P), 46' Dzsuzsák (U), 49' Ronaldo (P), 54' Dzsudzsák (U), 61' Ronaldo (P).

 

[Foto da www.uefa.com]