Dopo una partita quasi interamente all'attacco, la Svizzera paga l'assenza di un centravanti: una rovesciata di Shaqiri le regala i supplementari, ma non concretizza le tante occasioni e ai rigori paga l'errore di Xhaka che manda la Polonia ai quarti.
Nessuna novità in formazione, con Petkovic che ripropone gli stessi undici delle due partite con Albania e Romania e Nawalka che opta per la stessa squadra che ha pareggiato con la Germania, quando Fabianski rubò il posto da titolare a Szczesny senza più restituirglielo, anche perché il gioiellino Kapustka è l'unico squalificato dell'Europeo per gli ottavi di finale.
Meno di trenta secondi e la Polonia sbrana una palla goal colossale: Sommer e Djourou giocano col fuoco nella loro area e perdono palla, il portiere anticipa di un attimo Lewandowski ma la palla finisce a Milik che avrebbe una prateria davanti a sé ma preferisce provare a colpire da fuori sparando inopinatamente fuori; la Polonia ne ha decisamente di più e al settimo Grosicki pesca con uno splendido cross Milik che ancora non centra il bersaglio appoggiando di fatto a Sommer. La Svizzera si affaccia al decimo con una bella azione sulla sinistra ma, sul cross di Shaqiri, Demaili calcia bene al volo ma sull'esterno della rete; dopo le prime fiammate, la partita si spegne un po' per poi riaccendersi intorno alla mezz'ora quando la Polonia arriva tre volte in porta ma con scarsa mira prima con Krychowiak di testa e poi con Grosicki e con Milik ma sempre fuori misura. Risponde la Svizzera a dieci dalla fine con Schär, su corner di Shaqiri, ma il suo colpo di testa risulta troppo centrale e Fabianski blocca comodamente. Demaili, il migliore dei suoi, ci prova da fuori impegnando in angolo Fabianski e sul corner Djourou di testa chiama ancora in causa il portiere polacco. Ma, nel miglior momento della Svizzera, colpisce la Polonia: sulla ripartenza Grosicki salta tutti e mette in mezzo per il solissimo Blaszczykowski che ha il tempo di stoppare, prendere la mira, battere Sommer e portare all'intervallo i suoi in vantaggio.
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Shaqiri guida la riscossa della Svizzera in avvio di tempo, prima seminando il panico sulla fascia e poi con un corner teso che la difesa spazza a fatica; ma è sempre Grosicki il protagonista: i difensori non lo prendono mai, l'unico che riesce a rubargliela è Lewandowski, ma il suo tiro è troppo centrale. I portieri sono super impegnati in questo avvio di ripresa, entrambi impegnati su conclusioni da fuori prima di Shaqiri e poi di Blaszczykowski; col passare dei minuti Petkovic prova il tutto per tutto buttando nella mischia prima Embolo poi Derdiyok. La Svizzera è a trazione anteriore totale e spinge con tutte le linee: prima è Rodríguez con una conclusione da fuori a far volare Fabianski, poi Seferovic centra la traversa da ottima posizione, confermando il suo Europeo nero; Nawalka non cambia nessuno e i suoi sembrano un po' sulle gambe per il continuo assedio della Svizzera, e alla fine, all'ennesimo tentativo, il pareggio arriva: una palla sporca in area si trasforma in un cioccolatino per la rovesciata volante di Shaqiri, una carezza al palo e la rete si gonfia per uno dei goal più belli dell'Europeo. La Polonia cade dopo un muro lungo quasi un'ora e la Svizzera prova l'affondo decisivo ma non va oltre un tiro-cross pericoloso di Xhaka che Fabianski blocca molto vicino alla linea, dunque a Saint Étienne è over-time.
Nei supplementari il cliché non cambia, visto anche lo schieramento svizzero capace solo di attaccare; Shaqiri ha un'altra palla buona dopo sei minuti ma, anziché cercare la potenza, prova un lob impossibile che si spegne sopra la traversa. Le due squadre sono stremate, Nawalka si gioca i primi cambi ma la Polonia non riesce ad avanzare, mentre la Svizzera mantiene il pallino del gioco ma non si scopre, memore di due anni fa in Brasile quando fu beffata da un goal di Di María in contropiede proprio sul finale dell'extra time. È sempre Shaqiri l'unico a provarci: più volte regala attimi d'alta classe con dei dribbling ubriacanti, poi a otto dalla fine lascia andare una palla splendida per Derdiyok che però non punisce e si lascia stoppare da Fabianski. Ancora Derdiyok sul finale si divora il goal qualificazione entrando poco convinto su un cross sporco di Seferovic; all'ultimo minuto l'unica palla goal della Polonia rischia di diventare letale, ma la percussione di Piszczek beffa Sommer ma non i centrali svizzeri che spazzano a fatica e rimandano tutto ai rigori. Dagli undici metri decide un rigore di Xhaka e la Polonia arriva, per la prima volta nella sua storia, ai quarti di un Europeo, impresa che non era riuscita neanche alla grande squadra di Boniek e Lato; grande delusione per la Svizzera, che nei centoventi minuti avrebbe senza dubbio meritato la qualificazione e che abbandona Euro 2016 imbattuta e facendo una grandissima figura. Quarto di finale impegnativo a Marsiglia per la Polonia, che affronterà la vincente dell'ottavo tra Croazia e Portogallo.
TABELLINO
SVIZZERA (4-2-3-1): Sommer – Lichtsteiner, Schär, Djourou, Rodríguez – Behrami (76' Fernandes), Xhaka – Shaqiri, Demaili (57' Embolo), Mehmedi (69' Derdiyok) – Seferovic. Allenatore: Petkovic.
POLONIA (4-4-2): Fabianski – Piszczek, Glik, Pazdan, Jedrzejczyk – Blaszczykowski, Krychowiak, Maczynski (100' Jodlowiec), Grosicki (103' Peszko) – Milik, Lewandowski. Allenatore: Nawalka.
AMMONITI: 54' Schär (S), 56' Jedrzejczyk (P), 110' Pazdan (P), 116' Djourou (S).
GOAL: 37' Blaszczykowski (P), 81' Shaqiri (S).
RIGORI: Lichtsteiner (S – Goal), Lewandowski (P – Goal), Xhaka (S – Fuori), Milik (P – Goal), Shaqiri (S – Goal), Glik (P – Goal), Schär (S – Goal), Blaszczykowski (P – Goal), Rodríguez (S – Goal), Krychowiak (P – Goal).
[Foto da www.uefa.com]
